Cairo ricorda il Grande Torino: "Diede senso di rivincita dopo la guerra"

4 maggio 1949

Il presidente granata ha ricordato il Grande Torino a 71 anni dalla tragedia di Superga: "Con l'autorizzazione del prefetto andremo a deporre un mazzo di fiori. Quella squadra diede un senso di rivincita dopo la Seconda Guerra Mondiale". Poi sulla ripresa della stagione: "Ultima parola alle istituzioni"

L'OMAGGIO AL GRANDE TORINO. FOTO

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Sono passati 71 anni dalla tragedia di Superga. Il Grande Torino, questa volta, sarà ricordato diversamente rispetto al passato a causa della prudenza necessaria in tempi di Coronavirus. Intanto, però, il presidente granata Urbano Cairo ha parlato a Radio Anch'io nel giorno dell'anniversario: "Con l'autorizzazione del prefetto abbiamo deposto un mazzo di fiori - ha spiegato - ai tempi del Grande Torino era appena finita la Seconda Guerra Mondiale e la squadra diede un senso di rivincita. Il popolo italiano si unì e crebbe un affetto particolare. Questa pandemia non è una guerra, ma ha comunque sconvolto le nostre vite".

Il presidente Urbano Cairo alla Basilica di Superga, assieme al direttore generale del Torino Antonio Comi
Il presidente Urbano Cairo alla Basilica di Superga, assieme al direttore generale del Torino Antonio Comi

 Cosa successe il 4 maggio 1949

L'aereo che stava riportando a casa il Torino, dopo un'amichevole disputata a Lisbona contro il Benfica, si schiantò sulla collina di Superga. Nell'incidente persero la vita le 31 persone presenti sul velivolo (27 passeggeri e 4 componenti dell'equipaggio) e l'Italia intera pianse lo squadrone granata, capace di vincere cinque scudetti consecutivi e i cui giocatori rappresentavano la colonna portante della Nazionale azzurra.

"Ripresa calcio? Unità in Lega, ma decidono le istituzioni"

Dal passato all'attualità, perché continuano le discussioni fra Lega e Governo per far sì che la stagione possa riprendere: "Come responsabile di tutti i dipendenti del Torino sono molto preoccupato che tutto venga fatto nella massima tutela possibile - ha spiegato - non ci dimentichiamo che i giocatori sono chiusi in casa da oltre due mesi. La parola finale spetterà comunque alle istituzioni". Niente campionato nell'anno solare, come era stato ipotizzato: "Credo sia giusto mantenere il solito format, la gente preferisce così". Infine l'appello all'unità: "In Lega siamo compatti, anche se ci sono opinioni in parte differenti. Bisogna capire se sarà o meno il caso di proseguire, anche perché nel nostro paese ci sono stati problemi enormi, a partire da quello sanitario. Ingaggi? Sto parlando personalmente con i giocatori, ognuno deve fare dei sacrifici". 

Gravina: "Grande Torino simbolo di unità nazionale"

"Il Grande Torino sarà per sempre uno straordinario simbolo di unità nazionale. La tragedia di Superga ha reso immortali coloro che, attraverso il calcio, aiutarono a pacificare e a rilanciale un'Italia divisa e provata dalla guerra". Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Appendino: "Nessuno può dimenticare" 

Anche la Sindaca di Torino Chiara Appendino ha voluto rendere omaggio al Grande Torino. Lo ha fatto con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook: "Quest'anno non potremo salire a Superga con le nostre famiglie a ricordare, da torinesi, la squadra che tanto orgoglio ha portato alla nostra città - ha osservato -  questo 4 maggio i tifosi granata non potranno purtroppo rendere fisicamente omaggio ai loro leggendari campioni. Ma nessuno, neanche a 71 anni di distanza, può dimenticare. In tutta Italia tanti pensieri commossi andranno agli Invincibili". E questa sera "La Mole si vestirà ancora una volta di granata - conclude la sindaca - unendo la nostra comunità nel rispetto e nel ricordo".

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