Fonseca: "Tanti sogni realizzati, ora Champions o Scudetto"

Serie A

L’allenatore portoghese si racconta a Roma Tv, in uno speciale in onda anche su Sky Sport Serie A. Dai sogni realizzati a quelli che spera di tradurre in realtà nella Capitale. Alla difficoltà nel rinunciare agli abbracci in campo ed ai tifosi allo stadio. Un periodo tragico che però, secondo Fonseca, può anche insegnare molto. L'allenatore parla poi dell'accoglienza ricevuta a Roma, dell'amore per questa città e della sua vita fuori dal campo

CORONAVIRUS, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Una finestra sulla Città Eterna. Un panorama che Fonseca ammira e rispetta. Un uomo fortunato, che sa di esserlo. Oggi ancora di più perché allena la Roma. "Ho sempre avuto la fortuna di essere ciò che desideravo. Da ragazzo sognavo di giocare a calcio e sono stato un calciatore. Poi ho sognato di diventare un allenatore e oggi lo sono, all’inizio sognavo di allenare la Serie A portoghese e l’ho fatto, sognavo di allenare un grande club europeo e oggi mi ritrovo qui. A livello professionale mi sento molto realizzato”. L’allenatore portoghese si racconta in una lunga intervista realizzata da Roma Tv ed in onda sui canali Sky Sport. “Adesso sogno di vincere trofei importanti, la Champions League o il campionato, uno dei principali campionati europei come quello italiano. Più in generale il mio sogno è essere felice ogni giorno, vivere la vita in modo tranquillo, ma anche in maniera emotiva. Per me la felicità è essere felici anche al di fuori del mondo del calcio".

 

Una felicità messa a dura prova da questa pandemia, da cui però l’allenatore è riuscito anche a trarre qualcosa di buono. “Ho vissuto questo momento con grande tristezza per chi è scomparso e per chi ha perso qualcuno, poi con apprensione per tutti noi: abbiamo affrontato qualcosa di sconosciuto, che non eravamo capaci di controllare e non lo siamo tutt’ora. Ma l’ho vissuto anche con positività: per quanto mi riguarda ho vissuto il periodo con la mia famiglia. È certamente un periodo tragico che prima o poi supereremo, ma è un periodo che ci può anche insegnare molto. La verità è che, senza essere banale dicendo questo, da questo periodo dobbiamo imparare ciò che è veramente importante per la nostra vita".  In questo periodo la Roma si è adoperata per aiutare le persone più in difficoltà. "È stato molto gratificante, il club ha avuto un ruolo sorprendente in questo momento tragico ed ha trovato diversi modi di aiutare per persone in questi tempi difficili. È la prova che non è solo un club, come dice l’inno: la Roma è il cuore della città. Sono stato orgoglioso di ciò che la Roma ha fatto e di averne preso parte”.  

Dopo lo stop forzato è (quasi) ora di tornare in campo. E di ripartire da dove si era rimasti. Con qualche abbraccio in meno. “La Roma è stata veramente esemplare in questa situazione, seguendo tutte le indicazioni del protocollo, dalla divisione nelle rispettive stanze al mangiare separati. Praticamente stiamo insieme soltanto in campo per allenarci, si fa attenzione a tutto. Immaginatevi cosa vuol dire non abbracciarsi durante una partita. Sono cose che in certi momenti ti rafforzano, hanno un’importanza emotiva. Tutto questo non ci sarà, sono curioso di vivere questo momento di maggiore distanza. Una distanza difficile da mantenere nel calcio: è difficile non avere contatti, non abbracciarsi, non complimentarsi con avversari o con gli arbitri. Mi è già capitato di giocare senza pubblico, è terribile non avere i tifosi: è un qualcosa che cambia una partita, la rende più triste e meno emotiva. A maggior ragione qui a Roma, dove la Curva Sud ci sostiene sempre in modo così caloroso, dando un sostegno importante alla squadra. Non potremo contare sulla forza che i tifosi ci danno nei momenti difficili. Sarà complicato vivere questo periodo lontano dai nostri tifosi che vivono la squadra con tanta passione".

Fonseca, dopo pochi mesi, è già innamorato di Roma: "Questa città mi ha accolto nella maniera migliore, sin dai primi giorni. Le persone sono molto affettuose e simpatiche con me, mi piace girare per la città e di recente sono anche stato in giro con mia moglie e con i miei figli. Quest'entusiasmo mi dà ancora più voglia, soprattutto perché sono una persona a cui piace vivere in centro e assaporare tutta questa cultura, per me è molto importante poter uscire. Ho la libertà di poter conoscere Roma, incontrando le persone in maniera simpatica. Tutti mi hanno fatto un'ottima impressione, trattandomi molto bene in questi mesi. Questo mi ha fatto amare ancor di più il fatto di essere qui a Roma. I miei luoghi preferiti? La Fontana di Trevi mi fa sentire bene, devo dire che prima di venire qui ho tirato una monetina un po' per gioco e il mio sogno si è avverato. Mi piacciono il Colosseo, Castel Sant'Angelo, poi c'è Piazza di Spagna che è un posto fantastico. Mi piace passeggiare per via del Corso e a Villa Borghese, vivo vicino alla Villa Pamphili, posti che mi dicono tanto. Il giro in vespa potrebbe essere una sfida molto romantica, ma con mia moglie cammino tanto a piedi. Questa è una città che rappresenta la storia, non c'è bisogno neanche di entrare in un museo perché proprio le strade sono cariche di storia. Penso sia unica al mondo. Non possiamo dissociare Roma dalla sua storia, si rimane sbalorditi di fronte alla bellezza di questa città. Mi sono informato su tutto quello che c'è e più scopro, più m'interesso. È incantevole, una bellezza unica e non credo esistano altre città belle come questa".

 

Fonseca si è mostrato tanto anche dal lato umano a Roma, oltre che per le sue doti... musicali: "Ma devo dire che canto molto male – prosegue – però l'inno della squadra penso di averlo cantato con sentimento. È una delle poche volte in cui ho cantato, penso di non doverlo rifare. Poi in molti pensano che io suoni bene la batteria, ma in realtà non è così. Me la regalarono per il mio compleanno ai tempi dello Shakhtar, ne fui molto entusiasta e ho cominciato a fare corsi online per imparare qualcosina, però non riesco ad accompagnare una canzone. Spero di imparare altro quando ci sarà tempo, mi piacerebbe approfondire perché ancora non sono abbastanza bravo".

 

L'allenatore portoghese racconta poi il suo privato, tra moda e musica: "Mia moglie cura il mio outfit, è una specialista. Amo i vestiti, le scarpe e confesso di essere attento alle ultime tendenze pur non seguendo molto vicino alle novità della monda. Però è un aspetto che mi piace molto, soprattutto per le scarpe. Per quanto riguarda la musica sono più da rock ma in certi momenti posso essere più da fado, però non sono un grande appassionato di quello tradizionale portoghese. C'è una cantante, Marisa, che non fa proprio il fado tradizionale ma mi piace molto. Però sono più rock, mi piace ascoltare Walka. Per esempio, uscendo da Trigoria mi metto le cuffie e ascolto 3 o 4 canzoni: mi aiuta e mi fa bene allo spirito". Sulla cucina, invece, aggiunge: "Dell'Italia mi piace la pasta, amo la cacio e pepe così come altri piatti tipici. Però ho un debole per il pesce, è il mio cibo preferito. Quando vado al ristorante lo prendo sempre ma lo cucino anche in casa, anche se non sono bravissimo come cuoco". Fonseca confessa poi di essere anche un bravo casalingo. "So anche stirare, sono andato via di casa molto presto quindi ho imparato a fare un po' tutto. Cucinare mi piace molto e quando ho tempo lo faccio volentieri, soprattutto i piatti portoghesi".

 

Roma ha però attenuato la sua nostalgia: "Qui sento un clima simile a quello che c'è in Portogallo, ci sono tante cose che negli anni scorsi mi sono mancante. Ovviamente ho nostalgia della famiglia e degli amici, oltre che delle spiagge e della cucina del mio paese. Però la mia vita romana mi ricorda molto quella portoghese. In Ucraina erano tutti molto diversi rispetto ai popoli latini, ma devo dire che ho amato molto anche quel paese. Vivere lì è stata un'esperienza unica, fa sempre freddo e nevica molto e l'ambientamento non è stato affatto facile però poi mi sono abituato. Kiev è una città fantastica e mi ha dato molto affetto, lì ho conosciuto mia moglie ed è nato anche mio figlio. All'inizio le persone non sono molto aperte, però poi sono affabili e affettuosi col tempo".

 

Appuntamento dunque con lo Speciale Fonseca: un'intervista esclusiva di 26 minuti realizzata dalla tv tematica della Roma ed in onda da sabato 6 giugno alle 12 e 21 su Sky Sport Serie A. Domenica 7 giugno alle 12.30 su Sky Sport Football e alle 14.30 su Sky Sport Serie A; infine, lunedì 8 giugno alle 11.30 e 19.30 su Sky Sport Serie A e alle 18 su Sky Sport Football.

Speciale Fonseca