Juventus-Atalanta, le chiavi tattiche della sfida

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Federico Aquè

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La squadra di Gasperini è in un ottimo momento di forma e vincendo contro la Juventus potrebbe tornare in corsa per lo Scudetto. Juventus-Atalanta verrà trasmessa alle 21:45 su DAZN1, canale 209 del telecomando Sky 

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L’Atalanta è l’unica squadra ad aver vinto tutte le partite dalla ripresa del campionato dopo la sosta per la pandemia di Covid-19. Nel girone di ritorno ha recuperato 4 punti alla Juventus, 6 alla Lazio e 12 all’Inter, e se è esagerato presentare la sfida a Torino contro i bianconeri come uno scontro diretto è vero che da giorni si parla di una possibile rimonta che la porterebbe a lottare per lo scudetto. Vincendo anche a Torino, l’Atalanta arriverebbe infatti a sei punti dalla Juve con sei giornate ancora da giocare, e non sarebbe quindi così lontana dai bianconeri da non sfiorare almeno l’idea di poterli raggiungere.

 

Dopo la vittoria per 2-0 contro la Sampdoria, comunque, Gian Piero Gasperini è stato categorico: «Lo scudetto è della Juve, qualsiasi risultato accada sabato». Parlando degli obiettivi della sua squadra è però rimasto ambizioso, dichiarando di puntare al secondo posto, un traguardo impensabile fino a poco tempo fa: «La matematica certezza di essere nella zona Champions è il primo grandissimo obiettivo, dopo cercheremo se possibile di arrivare davanti all’Inter e alla Lazio, visto che il distacco adesso è veramente minimo».

 

Un primo passo è già stato fatto. Dopo il pareggio dell’Inter a Verona la squadra di Gasperini è salita al terzo posto, a due punti dalla Lazio. La partita con la Samp ha oltretutto restituito all’Atalanta il tridente formato da Gómez, Ilicic e Zapata, in campo insieme per la prima volta dalla ripresa del campionato. A dare la vittoria sono stati comunque due calci d’angolo battuti da Malinovskyi, subentrato a Ilicic a venti minuti dalla fine. Con il primo il trequartista ucraino ha servito l’assist per il gol di testa di Tolói, nel secondo la palla è finita fuori area sui piedi di Muriel, che ha segnato calciando a incrociare alla sua sinistra. È stato il decimo gol da subentrato per Muriel, che nonostante abbia giocato poco più di 1000 minuti è il miglior marcatore della squadra con 17 gol. La sua media gol (1,4 per 90 minuti) è in assoluto la migliore del campionato tra i giocatori con almeno 1000 minuti in campo.

 

La Samp era l’unica squadra a cui l’Atalanta non aveva ancora segnato e Gasperini la temeva: «Era una partita difficilissima, la Sampdoria è una squadra molto difficile da affrontare. È venuta qui chiusissima, con dei giocatori molto fisici e pronti a ripartire». Poi ha aggiunto una considerazione che sottolinea un aspetto spesso trascurato del gioco dell’Atalanta, forse il più riconoscibile e originale del campionato, ma capace allo stesso tempo di trovare sempre nuovi accorgimenti per adattarsi agli avversari: «Questo tipo di partite corri il rischio di giocarle un po’ col fioretto e, quindi, di favorire una squadra che poteva vincere molti contrasti e ripartire. Invece anche noi ci siamo adattati al loro gioco, l’abbiamo fatto con forza e intensità e nel secondo tempo siamo venuti fuori molto bene».

 

Forse proprio immaginando la strategia difensiva della Samp, Gasperini ha abbassato i centrocampisti centrali (Pasalic e Freuler) sulla linea difensiva durante la prima costruzione, negli spazi liberati dai movimenti ad allargarsi dei difensori centrali di fascia (Tolói a destra e Djimsiti a sinistra). Probabilmente era un modo per attirare il pressing della Samp e allungarne lo schieramento, chiamando l’uscita in avanti delle coppie formate dalle mezzali (che si alzavano su Freuler e Pasalic) e dagli esterni (che invece pressavano Tolói e Djimsiti). La risalita del campo era poi più diretta del solito: una volta attirate in avanti le prime linee della Samp, l’Atalanta faceva spesso uscire la palla con lanci verso Zapata.

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Tolói e Djimsiti si aprono, Pasalic e Freuler si abbassano negli spazi liberati dai compagni. In questo caso Tolói prova a raggiungere Zapata con un lancio lungo, ma è impreciso.

 

Insomma, per non ritrovarsi ad attaccare la Samp in spazi ridotti negli ultimi metri Gasperini ha avvicinato il trio di centrocampo (anche Gómez, trequartista sulla carta, si abbassava molto finendo di fatto nella posizione di mediano) ai difensori per aprire lo schieramento avversario attirando il pressing delle prime linee e poi si è appoggiato all’eccezionale abilità di Zapata nel proteggere la palla per girare la linea difensiva blucerchiata e farla correre verso la sua porta, senza passare quindi da momenti di consolidamento del possesso e mantenendo alta la velocità di circolazione della palla.

 

Forse il ricorso ai lanci lunghi serviva anche a impedire le temute ripartenze della Samp, e potrebbero tornare utili anche contro la Juventus, per aggirarne il pressing evitando di perdere la palla in zone pericolose. La partita contro i bianconeri si giocherà comunque in un contesto tattico diverso e Gasperini non potrà prepararla immaginando di attaccare contro una squadra chiusa. Oltretutto, se Zapata continuerà a essere schierato nell’amato corridoio sul centro-sinistra, incrocerà de Ligt, uno dei pochi difensori del campionato capaci di contenerlo a livello fisico, sia nei duelli statici che in velocità. Uscire da dietro lanciando verso di lui potrebbe risultare poco efficace, perché Zapata potrebbe avere più problemi del solito a conservare la palla e a girarsi verso la porta.

 

Se è vero che i princìpi di gioco di Sarri sono chiari e immutabili anche la Juventus dovrà studiare qualche mossa per adattarsi al gioco dell’Atalanta. Ad esempio per manovrare in modo pulito contro le marcature a uomo estremamente aggressive della squadra di Gasperini. Di solito il sistema di pressing dell’Atalanta lascia un difensore centrale senza un avversario di riferimento da marcare e lo alza in un secondo momento, con opportune scalate, per andare a pressare il giocatore rimasto inizialmente libero nello schieramento avversario. Contro le squadre schierate col 4-3-3, ad esempio, il difensore centrale può alzarsi a marcare la mezzala o anche il terzino dal suo lato.

 

Nelle ultime partite Sarri ha utilizzato stabilmente il 4-3-3 e inserito Bernardeschi nel tridente d’attacco a destra, il lato in cui, grazie ai movimenti ad abbassarsi di Dybala, si concentra la maggior parte del possesso della Juve nella metà campo avversaria. Il palleggio e la qualità dei giocatori coinvolti su quel lato potrebbero far saltare il sistema di marcature dell’Atalanta, anticipando anche le possibili scalate dei nerazzurri se Gasperini deciderà di lasciare inizialmente un uomo libero proprio sulla fascia destra della Juve.

 

Dybala ha saltato l’ultima partita contro il Milan per squalifica, così come de Ligt, ma entrambi dovrebbero tornare al loro posto tra i titolari contro l’Atalanta. Anche senza Dybala la Juve ha comunque sviluppato i suoi possessi soprattutto a destra, in una partita piuttosto strana in cui ha tenuto la palla per meno tempo del solito ed era andata sul 2-0 con due azioni poco conformi al calcio di Sarri: una grande conduzione di Rabiot conclusa con un bel tiro da fuori area e un lancio lungo di Cuadrado per Cristiano Ronaldo, che si è ritrovato da solo davanti a Donnarumma. A quel punto la partita sembrava chiusa, e invece la Juve è crollata e ha subito quattro gol in meno di venti minuti, come non le capitava dalla finale di Champions League del 2017.

 

Cali di concentrazione o di intensità contro l’Atalanta potrebbero produrre effetti simili, Sarri dovrà cercare di evitarli per non riaprire una lotta scudetto che sul 2-0 contro il Milan sembrava ormai indirizzata in modo definitivo.

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