Rigori e falli di mano: cosa diceva Rizzoli due mesi fa a Sky Sport

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Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

“Cambi regolamentari, gioco offensivo e tensione in campo, ecco perché tanti rigori”. Questa la spiegazione data dal designatore - intervenuto a Casa Sky Sport - poco più di due mesi fa

Nelle ultime partite non ci sono stati episodi particolari ma il tema dei molti rigori concessi soprattutto per falli di mano continua a far discutere. Recentemente abbiamo visto come le statistiche indichino soprattutto una spaccatura tra paesi ‘latini’, e cioè Italia e Spagna, dove sono stati concessi molti rigori, e quelli anglosassoni: in Bundesliga e Premier infatti il numero scende praticamente del 50%.

Le parole di Rizzoli

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È però interessante riascoltare anche le parole del responsabile degli arbitri della serie A Nicola Rizzoli, che poco più di due mesi fa, il 6 maggio, è intervenuto durante il lockdown a CasaSkySport, documentando con le statistiche una tendenza già in atto prima dello stop del campionato. Queste le parole del designatore.

 

"A inizio stagione gli errori sono stati diversi anche perché c'era bisogno di capire come andavano interpretate le nuove regole e metabolizzarle. Quest’anno (prima dello stop del campionato, ndr) i ‘check’, le situazioni da protocollo controllate, sono state quasi 2 in più a partita, che sembra poco ma sono tantissime. Vuol dire che il cambio regolamentare ha messo in difficoltà anche i calciatori che sono stati più fallosi, e il numero di interventi del Var, 1 ogni 2 partite e mezzo, è quasi uno in più rispetto alla precedente stagione, il che vuol dire che interviene molto di più. Le correzioni sono di più rispetto alla passata stagione... tutto questo fa parte di una tipologia di gioco che magari porta più spesso in area di rigore e quindi a situazioni da protocollo, soprattutto rispetto ai falli di mano, e anche per il cambiamento regolamentare senza dubbio". Peraltro già a novembre, nell’incontro con i club in un hotel di Roma, Rizzoli aveva sottolineato come stessero aumentando non soltanto i rigori e i controlli Var ma anche il numero di falli, di ammonizioni e di espulsioni: “Sintomo di una tensione crescente”, diceva allora il capo degli arbitri. 8 mesi dopo pare che non molto sia cambiato. 

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