Roma-Inter, Conte: "Paghiamo un calendario folle. Nessuna critica ai ragazzi"

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Le dure parole dell'allenatore nerazzurro dopo il pareggio dell'Olimpico: "Tutte le nostre avversarie avevano un giorno di riposo più di noi. Alla lunga questo pesa: se deve volare uno schiaffo lo prende l'Inter. Era così in passato e continua ad esserlo"

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Un pareggio che potrebbe definitivamente archiviare il sogno scudetto, ma più degli episodi dell'Olimpico è la questione calendario che non va giù ad Antonio Conte: "Questa squadra sta facendo ottime cose", lo sfogo dell'allenatore dell'Inter ai microfoni di Sky Sport dopo il 2-2 contro la Roma. "Siamo in Champions con quattro giornate d'anticipo e con 14 punti in più dei giallorossi che avevano il nostro stesso obiettivo stagionale. Se si parla di campionato sottotono per l'Inter, non oso immaginare per le altre. Deve crescere l'abitudine a giocare per il primo posto, che negli ultimi dieci anni si è persa. Ma non ho nulla da rimproverare a questi ragazzi: semmai passa inosservato il nostro calendario folle, programmato per metterci in difficoltà". Conte spiega perché: "Tutte le nostre avversarie hanno usufruito di un giorno in più di riposo, mentre noi giochiamo sempre in trasferta alle 21:45: con partite ogni tre giorni e allenamenti a 30 gradi questo è un fattore che pesa. Forse non eravamo presenti quando hanno stilato i calendari", continua l'allenatore. "Fatto sta che i compromessi penalizzano sempre l'Inter. Se volano schiaffi li prende questo club. E' sempre stato così ed è così anche oggi".

"Il gol di Spinazzola? Gli arbitri hanno il mio rispetto"

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L'allenatore nerazzurro è invece meno critico sul gol dell'1-1 segnato da Spinazzola a fine primo tempo: "Nell'azione il giocatore della Roma prende il polpaccio di Lautaro e non la palla. Ma anche gli arbitri stanno vivendo una situazione strana", spiega Conte. "Sono sotto pressione e non mi voglio attaccare agli episodi. Hanno sbagliato nella circostanza ma hanno il mio massimo rispetto". Poi l'analisi tattica del match: "In fase di non possesso avevo chiesto al mio trequartista di andare in pressing su Mancini", continua l'allenatore. "Volevo evitare che la Roma giocasse palle filtranti. Mentre palla al piede dovevamo essere più bravi, soprattutto nel primo tempo: bisognava giocare più in verticale".

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