Rabiot: "Con Pirlo sarà una Juve da Champions League"

dalla francia

Il francese sul nuovo allenatore dal ritiro della sua Francia: "Si vede subito che è stato un grande giocatore e i suoi principi di gioco sono adatti alle mie caratteristiche, per noi centrocampisti è una fortuna lavorare con lui. Speriamo possa portarci sul tetto d'Europa. All'inizio ho avuto delle difficoltà, ma poi ho fatto bene e ora sono ottimista"

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Adrien Rabiot ha vissuto una prima stagione alla Juventus da 37 partite, 1 gol e 1 assist. Maurizio Sarri lo ha utilizzato da mezzala nel suo centrocampo a 3, schierandolo spesso sul centro-destra. Ma il centrocampista ora non vede l'ora di iniziare l'avventura con Andrea Pirlo, come dimostrato nel ritiro della Nazionale francese: "Ho avuto modo di lavorare solo una settimana con il nuovo allenatore, ma da quel che ho visto si capisce subito che è stato un grande giocatore – le sue parole – I principi di gioco che vuole mettere in pratica sono adatti alle mie caratteristiche e penso sia solo un vantaggio avere uno come Pirlo, per tutti noi e soprattutto per i centrocampisti. È davvero il massimo essere allenati da uno come lui. Anche se ho lavorato poco con il nuovo mister, sono cambiate molte cose. Si vede che ha giocato nella Juve, il suo staff è composto da molti ex giocatori ed è più giovane rispetto a quello di Sarri, ma anche più vicino al club e a quel che rappresenta. Mi auguro davvero che funzioni, spero che Pirlo ci porti sul tetto d'Europa".

"Inizio difficile, ma poi ho fatto bene"

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Rabiot torna sulla sua prima stagione alla Juve: "Ho avuto qualche difficoltà all'inizio, ma ora sono ottimista. Mi piace la concorrenza e mi sono battuto per guadagnarmi un posto tra i titolari e me lo sono tenuto stretto, pensando appunto che, giocando in un grande club, possono aprirsi anche le porte della Nazionale. Sono soddisfatto di come è andata, personalmente è andata bene nonostante qualche difficoltà iniziale. Lo dimostra anche il gol al Milan, che fai solo se stai bene fisicamente e moralmente. Il campionato italiano è superiore, più difficile per intensità e ritmo agli altri, anche negli allenamenti".

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