Acerbi-Lazio: dopo lo sfogo addio difficile, ma rinnovo congelato

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Matteo Petrucci

Matteo Petrucci

Dopo lo sfogo del difensore biancoceleste - che ha chiesto rispetto da parte della società - la questione rinnovo è al momento congelata, con le parti su posizioni molto distanti. Un addio in questa sessione di mercato appare comunque difficile, satrà a Inzaghi cercare di mediare e ridare motivazioni a un giocatore che reputa fondamentale

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Lo sfogo di Acerbi, soprattutto per i modi, ha colto un po’ tutto l'ambiente Lazio di sorpresa ma non va considerato un fulmine a ciel sereno. La tensione covava sotto la cenere già da inizio stagione quando giocatore e club si sono ritrovati lontanissimi sul fronte rinnovo e la faccia di Acerbi in ritiro non prometteva nulla di buono. Ora che lo strappo è pubblico diplomazie già al lavoro per ricucire, ma nello specifico di rinnovo si parlerà più avanti e non è neanche così scontato. Motivo del contendere ovviamente le cifre. Acerbi guadagna 1,8 a stagione; in linea con gli ingaggi degli altri top-players biancocelesti ha chiesto un adeguamento a poco più di 3. La Lazio aveva messo sul piatto 2,2, pronta a salire fino a 2,5. Differenza notevole ma si stava trattando. Adesso tutto è congelato.

Rischio addio?

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La domanda ora è un'altra: Acerbi potrebbe clamorosamente lasciare la Lazio? Difficile. Qualche sondaggio, soprattutto il Napoli, c'è stato ma il contratto fino al 2023 mette il club in una posizione di forza. Acerbi viene considerato incedibile, soprattutto da Inzaghi, ovvero colui che due estati fa lo volle fortemente a Roma e che ora avrà il delicato compito di mediare e rimotivare il giocatore. Perché Acerbi è la colonna di un reparto che cambierà faccia e che in ritiro non ha convinto troppo. La Lazio aveva la miglior difesa di A prima del lockdown, dopo c'è stato un netto calo con quasi due gol in media a partita e porta chiusa solo in due partite su 12. Ecco perché la Lazio non può permettersi e non vuole rinunciare al suo miglior difensore in una stagione storica con il ritorno in Champions. Da affrontare però senza mal di pancia.

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