Inter-Atalanta, le chiavi tattiche della sfida

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Dario Pergolizzi

Stasera (diretta esclusiva alle 20.45 su Sky Sport Serie A e Sky Sport 251)  si affrontano le due squadre più in forma del campionato, che hanno entrambe bisogno vitale della vittoria per le proprie ragioni di classifica

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La partita d’andata tra Atalanta e Inter, giocata lo scorso 8 novembre, era stata un confronto tra due squadre che stavano attraversando un momento non positivo, una situazione ben diversa da quella attuale. La squadra di Gasperini era ancora aggrappata alle invenzioni di Gomez per risolvere un periodo di incertezze e risultati altalenanti, mentre quella di Conte, pur producendo parecchie occasioni offensive, era instabile dal punto di vista difensivo e sembrava poter andare in difficoltà contro chiunque. Stasera invece si affronteranno le due squadre più in forma dal campionato, anche nei risultati: entrambe sono imbattute da 5 turni, tutti vittoriosi per l’Inter, mentre l’Atalanta è stata fermata sul pari solo dal Torino, raccogliendo poi 4 vittorie, tra cui l’ultima straripante contro il Crotone.

 

L’Atalanta ha definitivamente superato la cessione di Gomez, rimodellando il suo gioco sulle caratteristiche e l’intesa tra i giocatori offensivi a disposizione. In un primo momento la soluzione preferita da Gasperini è stata quella di utilizzare Pessina insieme a Zapata e Ilicic, sfruttando il dinamismo senza palla dell’ex Verona, ma in altre partite (anche a causa del turnover imposto dagli impegni ravvicinati) ha puntato sull’utilizzo delle due punte con Muriel o sull’impiego di Pasalic. Nelle ultime uscite invece è aumentato il coinvolgimento di Malinovskij. Insomma, è un momento in cui forse è inappropriato parlare di gerarchie in attacco per l’Atalanta ma, nonostante ciò, sembrano aver ritrovato l’incisività che mancava, anche grazie al consolidato apporto di Gosens.

 

Conte invece ha puntato forte sulla compattezza difensiva per ritrovare continuità di risultato, scegliendo di rinunciare in maniera pressoché definitiva al pressing ultra-offensivo, e risolvendo così tutti quei problemi di ricezione degli avversari tra centrocampo e difesa che tanti guai avevano portato nella prima parte di stagione. In attacco a rimanere centrale è l’apporto di Romelu Lukaku, che all’andata era assente, potrà essere a maggior ragione prezioso contro le marcature stringenti dell’Atalanta. L’Inter è il miglior attacco del campionato grazie al suo attaccante, ma gli va dato il merito di essere riuscito a inserire con più continuità, finalmente sia Eriksen e Perisic, oltre ad aver trovato in Hakimi un esterno in grado di fare la differenza in attacco.

 

L’Atalanta invade, l’Inter aspetta

È plausibile immaginare che l’Inter non muterà il suo atteggiamento recente, e che quindi prediligerà un blocco difensivo ad altezza media con la priorità di togliere spazi tra le linee e indirizzare il palleggio avversario sui fianchi. Oggi, la squadra di Conte è la nona del campionato per indice PPDA, con una media di 15,70 a partita, un valore che rende bene l’idea sul tipo di pressing attuato dall’Inter. Considerando anche che l’Atalanta non è solita enfatizzare la circolazione bassa neanche contro questa tipologia di avversario e che, al contempo, è per distacco la prima squadra del campionato per dominio territoriale (51,80% dei passaggi sono effettuati nella metà campo offensiva) e per baricentro medio (51,4 mt), è difficile immaginare un cambio repentino di scenario.

 

Il 5-3-2 dell’Inter dovrà riuscire a contenere l’accerchiamento atalantino cercando di non farsi schiacciare troppo verso la propria porta, per limitare i soliti inserimenti multipli in area di difensori, mediani ed esterni dell’Atalanta su palla laterale. Per ottenere ciò sarà fondamentale, come al solito, l’apporto dei centrocampisti, in particolare di Brozovic, che forse è il giocatore più prezioso per l’Inter quando è chiamata a difendere bassa. L’Atalanta potrebbe utilizzare i corridoi centrali e intermedi come zone di appoggio per creare sovraccarichi e andare poi sull’esterno o per cambiare gioco cercando il lato debole. L’apporto del croato, in questo senso, sarà importante, sia con interventi diretti scivolando in orizzontale, sia con movimenti di compensazione per coprire le uscite dei compagni.

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Qui sopra, per esempio, possiamo vedere un’azione esemplificativa di ciò dalla partita contro la Lazio. Mentre la palla è a Luis Alberto, la Lazio occupa l’area con 4 giocatori, riempendo il vuoto lasciato da Immobile, pronto appena fuori sia a dare appoggio, sia a reinserirsi. Proprio questo movimento a uscire di Immobile aveva attirato de Vrij, ma gli altri 4 compagni della linea si erano subito stretti. A questo punto, Barella si è portato in posizione di esterno destro per assorbire la sovrapposizione di Acerbi, così la capacità di Brozovic nell’accorciare lateralmente è stata determinante, sia per consentire al compagno di concentrarsi sull’esterno, sia per tagliare la linea di passaggio verso Immobile.

 

Per il modo in cui attacca l’area l’Atalanta, e cioè con la grande partecipazione anche dei difensori e dei mediani, questi adattamenti saranno decisivi. Dal punto di vista dei bergamaschi, servirà la solita intensità nei movimenti corali a supporto del portatore di palla per aprire lo scrigno difensivo di Conte, ma anche una grande reattività in caso di palla persa, perché dopotutto l’Inter rimane anche una delle migliori squadre negli attacchi in campo aperto.

 

Romero contro Lukaku

Dal punto di vista dell’Atalanta, invece, sarà importante non dar modo all’Inter di sfruttare la sua arma migliore, ossia i movimenti delle punte, e in particolare di Lukaku, che come un direttore d’orchestra impartisce il ritmo e lo stile dell’attacco ai compagni. In questo periodo, l’ex Manchester United sembra implacabile qualsiasi cosa faccia, quindi contrastarlo sarà un vero e proprio esame di laurea per Romero e compagni.

 

Solitamente i difensori di Gasperini sono parecchio inclini a giocare sull’anticipo, e inoltre spesso devono convivere in situazioni di parità numerica con le punte avversarie. Lukaku, nel corso della sua esperienza all’Inter, ha dimostrato una nuova padronanza nel gioco spalle alla porta che prima non era evidente quanto la sua capacità di attaccare gli spazi, con e senza palla. Questo lo ha reso sostanzialmente immarcabile per buona parte dei suoi avversari, ma ci ha anche dato modo di assistere a battaglie spettacolari contro difensori bravi a gestire il duello uno contro uno sul piano fisico, come Chiellini o de Ligt.

 

Contro l’Atalanta, Lukaku si troverà di fronte Romero, che sicuramente attraversa il periodo più brillante della sua esperienza in Italia, e che sembra avere le caratteristiche per rispondere alle richieste difensive di Gasperini. Un dato che può testimoniare questa efficacia è quello degli intercetti riusciti aggiustati sul tempo di possesso della squadra. Romero in questa classifica è per distacco il primo giocatore del campionato con 4,6 ogni 90 minuti, seguito da Gunter (3,5) e Acerbi (3,4). Insomma, Lukaku dovrà vedersela con un difensore che non solo è particolarmente arcigno nell’uno contro uno, ma è anche il migliore del campionato sugli anticipi. Per questo motivo potrebbe essere una buona idea, per l’Inter, cercare di arrivare al suo centravanti trovandolo sulla corsa più che sulla figura.

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Qui sopra un’azione dall’ultima partita, contro il Parma, in cui Barella lancia in profondità per Lukaku, che fulmina i difensori avversari in velocità e arriva al tiro in area. Si tratta di una soluzione che potrebbe potenzialmente presentarsi soprattutto in concomitanza con le transizioni difensive dell’Inter. A Romero e compagni servirà una grandissima prestazione per aggiustare le proprie scelte in base ai movimenti di Lukaku, e tutto ciò considerando anche l’incidenza dell’asse Barella-Hakimi.

 

Insomma, per tutta l’Atalanta sarà un bel test, ma del resto lo sarà anche per l’Inter, che solitamente non ha avuto certo la vita facile contro gli uomini di Gasperini.

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