Bologna-Samp, Mihajlovic: "Caniggia aveva dato il numero del cellulare e Boskov..."

Serie A

Parlando della gestione dei social da parte dei giocatori al giorno d'oggi, l’allenatore ha raccontato una storia che risale al 1992: "Erano appena usciti i cellulari. Boskov chiamava ogni giorno alle 23 al numero fisso di tutti. Caniggia gli aveva dato il suo numero mobile e gli diceva sempre di essere a casa. Per questo pensava che fosse l'unico professionista". E sulla partita contro la Samp: "È un’ottima squadra con tante soluzioni" ha avvertito Mihajlovic

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Nella vita di oggi, i social e i cellulari fanno parte del quotidiano di tutti. Compreso quello dei giocatori. Per questo, durante la conferenza stampa di presentazione alla sfida con la Sampdoria, a Sinisa Mihajlovic è stato chiesto come gestisce l’uso di questi strumenti con i suoi giocatori. L’allenatore del Bologna ha raccontato un aneddoto di quando giocava nella Roma: "Era il 1992 ed erano appena usciti i cellulari. Come tutti gli allenatori dell'epoca, Boskov chiamava a casa alle 23 per vedere se fossi uscito o no. Una sera andai a cena con Caniggia, tornai per le undici e mezza e la governante mi disse che aveva chiamato. Provai a richiamarlo ma non mi rispose. Il giorno dopo era incazzato: 'Voi non siete professionisti! Sinisa, tu dov'eri ieri?'. Gli dissi che ero andato a mangiare, ma non ero tornato di notte. 'Siete tutti così, qui il più grande professionista è Claudio'. Com'è possibile? Lui era a cena con me, ma per Boskov era rimasto a casa. Così chiesi spiegazioni a Caniggia. 'Io gli ho dato il numero di cellulare, così quando mi chiama gli dico che sto sempre a casa' mi rispose. All'epoca i telefoni non li conoscevano tutti".

La visita in ospedale di Morandi e Ferrero

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Mihajlovic poi ha raccontato un’altra storia, più recente, di quando Massimo Ferrero andò a fargli visita quando era ricoverato in ospedale e lì incontrò Gianni Morandi. "Ero in ospedale e stavo male, una mattina mi chiamò Ferrero chiedendomi dove fossi. 'Aspettami che arrivo'. Era a Roma, si mise in treno e venne. Mi chiamò anche Morandi per passarmi a trovare e arrivò prima lui. Poi s'incontrarono in ospedale, non sapevo che si conoscessero. Sono state le due ore più belle della mia vita da degente, sembravano i due vecchietti dei Muppet e io lì a ridere" ha proseguito l’allenatore.

Verso la sfida con la Sampdoria

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Quindi, Mihajlovic ha analizzato l’avversario, la Sampdoria di Claudio Ranieri. "È un'ottima squadra con ottimi calciatori, ha tante soluzioni e può fare diversi moduli sia a partita in corso che dall'inizio. La partita è stata preparata bene, sappiamo cosa dobbiamo fare noi e cosa faranno loro. Siamo una squadra che, se gioca come stiamo facendo, ha molte possibilità" ha concluso.