Torino, Nicola legge il tema di un bambino alla squadra

Torino

L’allenatore granata ha letto il tema di Luca, un piccolo tifoso, e si è emozionato. Così ha voluto condividere le sue parole con la squadra: "Ne faremo tesoro ogni volta che scenderemo in campo, il Torino è della gente"

"Quel colore diventa quasi un marchio, ma sei fiero di indossarlo. [...] Ti sembra di vivere un sogno, ti entra dentro e difficilmente te ne dimentichi". Poche e semplici parole tratte dal tema realizzato dal piccolo Luca in classe, in cui racconta le emozioni di andare allo stadio per tifare il Torino. Eppure forti e intense, che hanno colpito Davide Nicola al punto tale da convincerlo a leggerlo a tutta la squadra, come ha annunciato lui stesso con un post su Instagram.

Il messaggio di Davide Nicola

vedi anche

Crotone-Inter a Prontera: gli arbitri della 34^

Caro Luca, ho letto il tuo bellissimo compito in classe e condiviso le tue parole con i ragazzi prima dell’allenamento di oggi: ci hanno emozionato e ne faremo tesoro ogni qualvolta scenderemo in campo.

Questo tuo tema, da oggi, sarà parte del nostro spogliatoio per essere letto da tutti noi prima di ogni partita, a cominciare dalla prossima. Con impegno, determinazione ed entusiasmo lavoriamo ogni giorno per rendere onore ai colori Granata: il nostro più grande desiderio è quello di essere all’altezza dei sogni e delle aspettative di tifosi come te. Grazie per averci ricordato una volta in più quanto grande sia l’orgoglio di rappresentare questo Club.

Noi siamo gli interpreti, ma il Torino è della gente. Il Torino, sei tu. Un abbraccio a te, ai tuoi compagni di scuola ed alla tua famiglia. Non smettere mai di sognare.

Davide

Il tema di Luca

vedi anche

Serie A, 34^ giornata: curiosità e statistiche

Questi alcuni passaggi del tema del piccolo Luca, pubblicati da Davide Nicola.

 

Si iniziano a sentire delle urla, una massa di più di diecimila persone che arrivano da direzione diverse, ma si incontrano tutte nello stesso punto, ma un colore li contraddistingue: il GRANATA. Cappelli, magliette, sciarpe... Quel colore diventa quasi un marchio, ma sei fiero di indossarlo, se alzi gli occhi al cielo rimani senza parole, un'arena gigantesca: è quello il famoso punto che riunisce tutta quella gente. Ci sono numerose entrate, sali quelle scale e ti sembra di vivere un sogno. Quell'atmosfera fatta da cori, tamburi, canzoni rock... Beh, ti entra dentro e difficilmente te ne dimentichi. Tutti prendono posto.

 

Entra in campo un uomo con un completo giallo talmente acceso che lo riconosceresti anche a chilometri di distanza. Proprio quell'uomo prende il suo fischietto dalla tasca, uno sguardo all'orologio e si sente un fischio che mette fine a quel silenzio angosciante. Il tempo che scorre è segnato da un tum tum tum dei tamburi, intanto quegli uomini si contendono una palla. Il pubblico è preso da quel "gioco" più passa il tempo e più l'atmosfera si accende da una piccola curva, che però si fa sentire più forte di tutta l'arena: la CURVA MARATONA. È da lì che partono i cori, che canta in sincrono tutta l'arena, sono lì i tamburi.

 

Tutte quelle persone si alzano in piedi e si sente un boato pazzesco, poi una voce con un microfono urla: "Ha segnato per noi con il numero..." e tutta l'arena in coro urla il nome del giocatore che ha tirato in porta quella palla, in quel momento diventa un eroe per tutte quelle persone, e iniziano canzoni, balli... una festa. Ora nell'atmosfera si percepisce una gioia infinita e non c'è più quella tensione. Ad un certo punto sempre quell'uomo vestito di giallo fluorescente rimette mano a quel fischietto, guarda l'orologio e questa volta non fischia per una, ma per tre volte.