Chiellini: "Futuro? Confronto con la Juve prima dell'Europeo con l'Italia"

Serie A

Il difensore della Nazionale ha parlato in conferenza stampa: "Non ho ancora pensato a cosa potrei fare se non rinnovassi con la Juve. Mancini mi ha stupito come persona, ha conquistato tutti. Il gruppo è unito, abbiamo le carte in regola per far bene"

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Sono settimane febbrili, per il calcio italiano, tra panchine che cambiano e la preparazione della Nazionale in vista dei prossimi Europei. Per Giorgio Chiellini c’è anche un pensiero in più, relativo al proprio futuro visto il contratto in scadenza con la Juventus. "Con grande onestà, non penso che dipenda da Allegri, Pirlo, Conte, Mancini o altri. È una questione di programmazione societaria, perché è normale: ad agosto farò 37 anni e la società potrà decidere di puntare di più su calciatori più giovani. Ho la fortuna di poter vivere tutto con grande serenità, la Juventus è la mia famiglia quindi era giusto che prima si pensasse ad altre priorità. Ne approfitto per salutare Fabio (Paratici, ndr), gli ho già detto tutto di persona, è stato il primo passo di un cambiamento. Vedremo, penso prima dell'inizio degli Europei, ma qualsiasi scelta ci sarà la accoglierò con serenità e poi deciderò con la famiglia cosa fare in futuro. Potrei prendere in considerazione qualche esperienza di vita, sicuramente non in Italia, ma non ci ho ancora pensato. Se non dovessi rinnovare con la Juve mi prenderò un periodo di riflessione e poi vedremo, non ci sarà nessun annuncio immediato" ha spiegato il difensore in conferenza stampa.

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Chiellini ha quindi parlato di come sia rimasto stupito da Roberto Mancini. "La sorpresa più grande è stata conoscerlo come persona. Da fuori sembrava diverso, più chiuso. Invece è generoso, si apre, questo mi ha sbalordito: com'è riuscito ad entrare nel cuore di tutti in così poco tempo è incredibile. È di poche parole ma ha fatto capire subito cosa voleva da noi, sapendo far ripartire una Nazionale presa nel suo momento più basso" ha proseguito. Quindi, un commento sulla separazione tra Conte e l’Inter: "Due mesi fa non l'avrei detto, nemmeno un mese fa. Ma nelle ultime settimane ho cominciato a pensare che succedesse. Il fatto che non avesse più parlato e il ritardo nell'incontro mi ha fatto pensare che ci fossero dei problemi".

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Gli ottimi risultati ottenuti finora dall’Italia fanno ben sperare in vista del torneo. Alla base delle prestazioni c’è un sentimento di unità in tutti i componenti: "La Nazionale unisce e prima di tutto si vede nel nostro gruppo perché com'è normale che sia quando giochiamo contro ci scanniamo, ma qui c'è veramente un gruppo unito. Non c'è il minimo segno di rivalità o astio portato dal campionato e questo unisce anche chi ci guarda. Dobbiamo essere realisti e non presuntuosi, abbiamo tutte le carte in regola per far bene. Saranno tutte gare difficili però è normale ambire ad arrivare in fondo. Credo che Mancini abbia detto le stesse cose, perché ce lo ripete da quando è in Nazionale. La dobbiamo vivere con entusiasmo, spensieratezza, anche un pizzico di follia come abbiamo fatto finora".