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Aia, ricorso Zappi respinto dalla corte federale: confermata inibizione di 13 mesi

la sentenza
Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

La Corte d'Appello federale ha respinto il ricorso presentato dal presidente degli arbitri Antonio Zappi contro l'inibizione di 13 mesi. Lo scorso 12 gennaio era stato sanzionato per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Zappi decadrà dalla sua carica di presidente Aia. Zappi annuncia ricorso al Collegio di Garanzia dello sport del Coni. La Figc al momento ha rinviato l'ipotesi commissariamento, per concentrarsi sulle riforme. A partire dal professionismo arbitrale

Un po' come le italiane in Champions, ribaltare il risultato dopo il verdetto dell'andata si presentava come una missione molto complicata. In questo caso è arrivata addirittura una nuova sconfitta: il presidente dell'Aia Antonio Zappi ci ha provato con una corposa memoria difensiva che però non ha portato nemmeno a uno sconto di pena rispetto ai 13 mesi di squalifica ricevuti in primo grado. Anche la Corte d'Appello ha ritenuto essere indebite pressioni quelle esercitate sugli ex designatori di serie C e D - Ciampi e Pizzi - affinché si dimettessero passando ad altro incarico e consentendo la nomina ai vertici delle due commissioni di Orsato e Braschi. Considerato che per le norme bastano 12 mesi e un giorno per determinare la decadenza da ogni carica federale, oltretutto in passato per altre vicende Zappi ne aveva già accumulati 10, la sentenza dovrebbe segnare la fine - dopo meno di un anno - della sua esperienza come presidente degli arbitri. 

 

La decisione potrebbe comunque slittare perché Zappi ha preannunciato ulteriore ricorso al Collegio di Garanzia dello sport del Coni, invocando la necessità di fare ancora piena luce in una vicenda che - ha dettato in una nota - mina l'autonomia dell'Aia. Anche alla luce di questa scelta la Figc al momento ha rinviato l'ipotesi commissariamento, per concentrarsi sulle riforme. Nella stessa giornata dell'appello di Zappi Gravina ha infatti incontrato le componenti per discutere, tra le alte cose, del progetto del professionismo arbitrale, l'idea cioè di staccare gli arbitri di A e B dalla gestione Aia per affidarli a una società partecipata, questa è la novità, al 100 per cento dalla Federcalcio, seppur con un contributo economico dei club. A gestirla 3 membri indipendenti che nominerebbero un direttore generale per la parte amministrativa e un designatore per quella tecnica. Più che di nomi si è parlato di struttura, contratti, budget, garanzie. Bisogna fare in fretta per partire già dalla prossima stagione, in quello che può considerarsi a tutti gli effetti l'anno zero dell'arbitraggio italiano.

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