Inter, Marotta: "Linciaggio vergognoso contro Bastoni, è un nostro patrimonio"
INTERIntervenuto prima della partita contro la Roma, il presidente nerazzurro ha risposto alle critiche su Alessandro Bastoni: "È vergognoso che sia sottoposto a questo linciaggio come se fosse colpevole di chissà cosa. L'eliminazione dell'Italia ha origini ben più lontane e lui non merita questo trattamento". E sulle voci della sua possibile cessione: "Non ci sono questi estremi e queste condizioni, poi come tutte queste situazioni saranno affrontate più avanti"
"È vergognoso che Alessandro Bastoni sia sottoposto a questo linciaggio come se fosse colpevole di chissà cosa". Lo ha detto il presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, che è intervenuto prima del fischio d'inizio contro la Roma prendendo le difese del suo giocatore criticato dopo l'eliminazione dell'Italia ai playoff mondiali. "L'eliminazione della Nazionale ha origini ben più lontane e lui non merita questo trattamento. In Italia si diventa tutti psicologi ed esperti di calcio senza sapere con quale professionista si ha a che fare. Ha sbagliato ma è umano e normale per un ragazzo della sua età. È un patrimonio dell'Inter e del calcio italiano. I rumors sulla sua cessione? Non ci sono gli estremi e le condizioni per cui possa andare via, poi come tutte queste situazioni saranno affrontate più avanti".
"Oggi mancano i talenti in Italia"
Nell'apertura dell'intervista a Dazn, Marotta aveva fatto il punto sulla corsa scudetto: "Mancano ancora 8 partite e 24 punti, sicuramente una vittoria darebbe più stimoli e sicurezze alla nostra squadra. Domani c'è Napoli-Milan, ma siamo ancora in una fase interlocutoria così come nella lotta salvezza. Affrontare una squadra di testa così come in coda richiede tanta concentrazione". Il presidente nerazzurro si è soffermato anche sulla crisi del calcio italiano: "La rassegna stampa è stata molto corposa, tutti parlano e s'improvvisano esperti di quello che è anche un fenomeno sociale. Io dico che questa crisi va portata in un'analisi più ampia. Non siamo più competitivi dal 2006 ad eccezione della vittoria all'Europeo: oggi mancano principalmente i talenti. Perché il Friuli, che ha prodotto Zoff, Capello, Collovati e Delneri tra gli altri, oggi non produce più? Bisogna andare indietro e capire perché c'è questa assenza di giovani. Serve un confronto non litigioso: ci deve essere una strada unica per tutti".
