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Milan, Cardinale: "Senza Champions sarebbe un fallimento, valuterò tutti"

milan

Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e proprietario del Milan, ha parlato del momento di difficoltà dei rossoneri in un'intervista a Gazzetta e Corriere della Sera: "Sono un combattente e non mi fermerò finché non avrò vinto. Non aver raggiunto lo scudetto è una delusione, ma se non entriamo nelle prime 4 è un fallimento. Allegri e i calciatori non sono contenti. Valuterò tutto e tutti: non si tratta solo di sostituire le persone, ma di esaminare la struttura organizzativa perché non siamo stati all’altezza"

Gerry Cardinale ha analizzato il momento di difficoltà del Milan in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera. Il numero uno di RedBird e proprietario del club rossonero ha chiarito la sua volontà di vincere e di trovare una soluzione ai problemi della società, ma ha messo anche in guardia la squadra sul fatto che non qualificarsi in Champions sarebbe una grave mancanza: "Vincere resta la priorità e vi posso assicurare che tutti vogliono vincere. Non aver vinto lo scudetto è una delusione, se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Non si può sempre vincere, anche se il Milan dovrebbe, quando non lo fa è un fallimento. Max (Allegri, ndr) e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio. E poi nelle ultime cinque partite stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite. Ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso".

da sky insider

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"Deve esserci una correlazione tra le spese e le vittorie"

Cardinale ha parlato anche degli investimenti fatti in questi anni sul Milan e sul mercato: "Voglio smentire che mi interessa solo il denaro e non vincere. È assurdo. Se guarda alla mia vita e alla mia carriera, io ho sempre vinto. E quindi, questa idea che io farei una cosa senza l’obiettivo di essere i numeri uno e di vincere con continuità (e sottolineo con continuità, concetto che sfugge sempre) è ridicola. Ma appunto devono essere i risultati a parlare e quando le prestazioni non raggiungono il loro potenziale come adesso, sono decisamente agitato. Io non alleno, non segno gol, non difendo, ma posso fare la mia parte: la mia parte è fornire le risorse finanziarie perché possiamo continuare a schierare una squadra vincente, non solo in Serie A, ma, si spera, anche in Europa. Questo è il mio lavoro, e sono piuttosto bravo a farlo. Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Dobbiamo fare un lavoro migliore in modo che ci sia una correlazione diretta tra la spesa e le vittorie. Non ci siamo ancora riusciti. Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo. Dobbiamo esaminare la struttura e la parte calcistica e collaborare con lo staff tecnico e il direttore sportivo per capire come possiamo lavorare meglio insieme".

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"Sento un enorme obbligo di sistemare le cose con urgenza"

Cardinale preannuncia che questa estate lavorerà per risolvere i problemi del Milan a livello non solo calcistico, ma anche organizzativo: "Tutti dovrebbero aspettarsi che ogni stagione, ma in particolare in quelle in cui le prestazioni sono inferiori alle aspettative, tutto venga valutato e io valuterò tutti e tutto quest’estate. Dedicherò tutta la mia estate a questo, dovreste dare per scontato che ci sto già riflettendo, sennò non farei il mio lavoro. Vediamo come finiremo, poi mi siederò... Mi sono già seduto con Max, abbiamo parlato di molte cose. Ci metteremo al lavoro una volta che la stagione sarà finita; ora non è il momento di parlarne. Quest'estate esamineremo l’organizzazione e vedremo cosa possiamo fare per colmare le lacune, perché non siamo stati all’altezza. Non si tratta solo di sostituire le persone, ma di esaminare la struttura organizzativa e assicurarci di avere tutto, dallo staff tecnico alla selezione dei giocatori al direttore sportivo alle academy: si tratta di un ecosistema olistico che deve essere migliorato. Io provo un senso di responsabilità enorme, quando non siamo all’altezza e vedo la reazione dei tifosi la prendo molto sul personale, sono sconvolto. Mi entra sottopelle e sento un enorme obbligo di sistemare le cose con un’urgenza che nessuno dovrebbe mettere in discussione. Mi sveglio ogni mattina con il desiderio di vincere e con un profondo senso di delusione e frustrazione quando non ci riusciamo. Questa è probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto. Ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò".

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