Corvino lascia il Lecce: "Non ho più le forze per continuare"
LA CONFERENZAPantaleo Corvino ha lasciato il Lecce e in conferenza stampa ha voluto salutare tutto il mondo giallorosso: "Al presidente ho detto che non ho più le forze per poter continuare. Ho fatto il massimo per mantenere la sostenibilità del club. Arriva un momento nella vita in cui la corsa si deve fermare"
Dopo 6 anni termina l'avventura di Pantaleo Corvino al Lecce. Il responsabile dell'area tecnica è stato uno degli artefici delle quattro salvezze consecutive del club giallorosso, che ora dovrà trovare un suo degno sostituto. "Difficile per me parlare, quella con il Lecce è una lunga storia d'amore che non si può raccontare in pochi minuti", ha detto Corvino nella conferenza stampa d'addio. "Bisogna avere dei sogni, senza sogni non si può vivere. I sogni vanno poi coltivati, difesi, bisogna avere la forza per raggiungerli. Bisogna anche sapersi rialzare dopo le cadute e non esaltarsi dopo i successi. Io sognavo di fare il d.s. del Lecce, quel sogno si è avverato".
Corvino saluta il Lecce: i motivi dell'addio
"Oggi sono qui per spiegare perché questo sogno si sta interrompendo - ha aggiunto Corvino -. Il presidente mi ha voluto in un momento in cui avevo ancora due anni e mezzo di contratto a Firenze. Sono venuto qui per portare in salute il club, ho accettato la sfida. Al presidente ho detto di non essere più nelle condizioni di poter dare il massimo alla società, ai tifosi, al territorio e a chi mi stima. Non ho più le forze e le energie. Le ultime le ho consumate nell'ultimo periodo. Le partite si vincono in campo e fuori e abbiamo fatto tanto anche fuori dal campo per ottenere i risultati che abbiamo raggiunto. Non volevo tradire la società e i tifosi, se l'avessi detto prima avrei creato turbolenze nello spogliatoio. I giocatori e i tifosi l'hanno saputo dai giornali, mi è dispiaciuto. Arriva un momento nella vita in cui la corsa si deve fermare. La passione ce l'ho ancora, ma se non hai le forze devi fermare la mia corsa. Mi dispiace, avrei voluto averne ancora per dare qualcosa a questo club. Il Lecce non può aspettare me, non so quanto tempo ci vorrà per ritrovare la forza che mi ha contraddistinto. Voglio vincere altre corse, mi sento un cavallo di razza, non voglio morire in casa, i cavalli di razza muoiono in pista".
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Corvino: "Per raggiungere risultati come il Lecce, devi saper soffrire"
Corvino ha poi parlato dei momenti più difficili vissuti in questa seconda esperienza al Lecce: "Per raggiungere risultati come fa il Lecce devi saper soffrire. Non ci si salva a febbraio o a marzo. Ho fatto il massimo per mantenere la sostenibilità del club. Bisogna lottare e soffrire fino alla fine. Spesso questi momenti non sono stati capiti, non si è capito che bisogna soffrire per arrivare alla salvezza. Dopo la morte di Astori a Firenze ho vissuto la perdita di Graziano Fiorita qui a Lecce. Lo consideravo come un figlio, lo portai nel settore giovanile e in prima squadra. Una perdita che mi ha scosso, è stato il momento più complicato in questi anni. L'altro ieri ho salutato tutti i dipendenti della famiglia Lecce. Tutti conoscono chi va in campo, ma i dipendenti sono una squadra che ti aiuta a vincere. Ho voluto ringraziarli e li ringrazio ancora oggi. Non ho potuto salutare neanche Di Francesco, il primo a cui ho comunicato la notizia è stato il presidente, poi non so come è uscita la notizia. Non ho potuto abbracciarlo, lo abbraccio oggi idealmente".
"Ero convinto nella salvezza: serve qualità ma anche valori"
"Ringrazio i calciatori - ha continuato -, ero convinto che potessero conquistare l'impresa della quarta salvezza di fila, li abbiamo presi con questo obiettivo. Abbiamo scelto il meglio per quelle che erano le nostre possibilità. C'è chi lo ha dimostrato giocando, chi non lo ha dimostrato perché non giocava. Pensiamo a Siebert, non giocava e si pensava che i cinque milioni fossero stati spesi male, poi giocando ha dimostrato il suo valore. Se qualcuno non dimostrerà il suo valore non ci potrà essere mosso alcun rimprovero, non tutti riescono a farlo, gli errori possono essere commessi. Quest'anno chi è retrocesso ha speso cifre ingenti. Noi prendiamo i calciatori per i valori tecnici, ma gli obiettivi non si conquistano solo grazie a questi. A loro trasmettiamo altri valori, come il senso di appartenenza, il rispetto verso i nostri tifosi, che ci seguono dappertutto. Non si arriva a fare una promozione e cinque salvezze solo con le spese, ma anche coi valori".
Il saluto di Corvino: "Abbraccio tutti, anche chi mi detesta"
"Saluto il Salento, il mio territorio, tutti i tifosi del Lecce. Sono figlio di questo territorio, sono partito dai campi polverosi della terza categoria. Il senso di appartenenza dei tifosi verso il Lecce è grandissimo. Sapevo di poter essere divisivo nei loro confronti, tanti loro idoli sono arrivati grazie a me, ma sempre io ho tolto loro il sogno di trattenerli. Io voglio che il Salento sia competitivo, conosciuto dalla Groenlandia alle Far Oer. Oggi il Salento è conosciuto anche per i risultati raggiunti, che sono ricchezza per il nostro territorio. Vorrei idealmente abbracciare tutti i tifosi, anche chi mi detesta, chi mi ha scritto contro le peggiori volgarità. Abbiamo accettato di fare gli artigiani con il presidente, mi auguro che questo Lecce rimanga in serie A nel tempo e questo è il mio augurio. Penso che questo modo non è stato tenuto molto in considerazione perché il calcio oggi è quello degli algoritmi e della tecnologia. Abbiamo preferito però un modo artigianale".
Le parole di Sticchi Damiani: "Sostituto Corvino? Bella patata bollente"
"Avrei voluto tenere questa conferenza a giugno 2028, scadenza naturale del contratto del direttore Corvino - ha commentato il presidente del Lecce Sticchi Damiani -. Al termine di un percorso straordinario, incredibile il direttore Corvino, dopo Lecce-Genoa, mi ha fatto la telefonata che non avrei mai voluto ricevere. A fronte della sua legittima stanchezza, arriva un punto in cui il fisico, la mente e la famiglia dicono basta. Sostituto? Corvino mi lascia una patata bollente. Rispetto al futuro mi sento di dire che il percorso del Lecce va avanti, grazie alle basi solide deve essere votato alla crescita. Sono pronto assieme ai soci e al c.d.a. ad affrontare questo nodo difficile, da affrontare al meglio. Conta il Lecce e al primo posto deve esserci sempre il Lecce. Il nodo del d.s. verrà affrontato in queste ore. Sia sabato, che lunedì ho provato a convincere Corvino a ripensarci. Da adesso lavoriamo seriamente per risolvere questo nodo. Cercheremo di fare la scelta giusta. Chi vi parla è la stessa persona che sei anni fa scelse Corvino".
