Festa scudetto Inter: consigli per la playlist da ascoltare durante il percorso in bus
Serie AIntroduzione
L'Inter si prepara alla festa per il ventunesimo scudetto della sua storia: al fischio finale della partita con il Verona, i giocatori alzeranno al cielo la coppa e poi si dirigeranno con il tradizionale pullman scoperto verso Piazza Duomo, dove riceveranno l'abbraccio dei propri tifosi e festeggeranno fino a notte fonda. Tra lo stadio e il centro di Milano ci sono circa 9 chilometri, che i giocatori dell'Inter dovrebbero percorrere in un tempo stimato di 4 ore (partenza da San Siro intorno alle 18:30, arrivo in Duomo previsto per le 22:30). Abbiamo immaginato di comporre una playlist, scegliendo una canzone che racconti la stagione di ogni protagonista dell'Inter, che i calciatori e Chivu potrebbero ascoltare durante il viaggio da San Siro al Duomo. Ecco la playlist della parata scudetto nerazzurra, da godersi durante il tragitto del bus scoperto per rivivere la stagione più vincente degli ultimi 15 anni per l'Inter, chiusa con il doblete, ovvero l'accoppiata scudetto-Coppa Italia.
Quello che devi sapere
IL PERCORSO E IL PROGRAMMA DI DOMENICA
- La giornata di festa per l'Inter comincerà alle 15, con l'ultima partita casalinga della stagione contro il Verona: una volta finita la partita, alle 17:20 verrà consegnata la coppa, che il capitano Lautaro Martinez alzerà di fronte agli spettatori del Meazza.
- Alle 18:30 circa, invece, è prevista la partenza del bus scoperto, che porterà i giocatori e lo staff di Chivu verso il Duomo, dove arriveranno alle 22:30 circa.
- Il pullman passerà, tra le altre zone, in Piazza Buonarroti, a Piazzale Cadorna, in Corso Magenta e in Piazza Cordusio.
- Di seguito, le canzoni da ascoltare durante la parata scudetto, che raccontano la stagione di ogni protagonista dell'Inter
FESTA SCUDETTO, IL PROGRAMMA COMPLETO
INTER - SHE'S ELECTRIC, OASIS (WHAT'S THE STORY, MORNING GLORY?, 1995)
- Con l'addio di Simone Inzaghi, l'artefice del ciclo Inter che ha conquistato due finali di Champions in tre anni e lo Scudetto della seconda stella, la squadra nerazzurra, guardandosi alle spalle e ripensando ai quattro anni precedenti, idealmente si è chiesta, come Liam Gallagher nel 1995 in uno dei dodici pezzi di "What's The Story, Morning Glory?", l'album che lanciò gli Oasis nell'Olimpo della musica rock: "She's electric, can I be electric too?", “lei è elettrica, posso essere elettrica anche io?”.
- L'Inter è stata elettrica per davvero: 85 gol in Serie A, miglior attacco del campionato con 25 gol in più del Como (al secondo posto nella classifica degli attacchi) Gli Oasis dicevano "she has done things that I've never expected", “lei ha fatto cose che non mi sarei mai aspettato”: l'accoppiata Scudetto (quest'ultimo conquistato con tre giornate d’anticipo) e Coppa Italia è arrivata in maniera inaspettata, considerato il clima che circondava l’Inter alla vigilia della stagione.
CHIVU - HEY DRIVER, LUCKY BOYS CONFUSION (COMMITMENT, 2003)
- 13 panchine: con questo bottino minimo di esperienza in Serie A Cristian Chivu diventava il nuovo allenatore dell’Inter in estate, sostituendo Simone Inzaghi dopo 4 anni. La prima stagione in un top club per Chivu si è chiusa con lo Scudetto e la Coppa Italia (un'accoppiata che in casa Inter non si verificava dal 2010), che prova come l’ex giocatore possa essere un pilota adatto per guidare la macchina nerazzurra, proprio come suggerisce il testo di “Hey Driver”, canzone dei Lucky Boys Confusion datata 2003.
- Chivu ha fatto andare molto forte l’Inter (“sparks fly, i hit the ground running”, “le scintille salgono, io parto di corsa”) e l’ha portata al più alto livello possibile (“hey driver, to the top of the world”, “hey pilota, portaci sulla vetta del mondo”). Ovviamente, non si è trattato di un percorso facile (“good work never comes easy”, “il buon lavoro non è mai facile”) e Chivu è lontano dall’essere un allenatore perfetto (“no doubt, I’ve got a lot of learning”, “nessun dubbio, ho ancora tanto da imparare”), ma di certo lui e l’Inter non vorranno fermarsi la prossima stagione (“leave the motor running ‘cause I’m on the run”, “lascia il motore acceso perché sono in corsa”).
SOMMER-LEAVE OUT ALL THE REST, LINKIN PARK (MINUTES TO MIDNIGHT, 2007)
- In un'annata in cui praticamente tutti i giocatori hanno avuto la loro occasione per mettersi in mostra in chiave positiva, Yann Sommer è stato continuamente bersaglio di critiche da parte dei tifosi nerazzurri, ma il portiere svizzero è comunque terzo nella classifica dei clean sheet in Serie A (15), dietro solo a Butez del Como e a Svilar della Roma (rispettivamente a 17 e a 16).
- Sommer si è cucito addosso lo Scudetto numero 21 della storia dell'Inter, che dovrebbe aiutare a mettere da parte gli errori di questa stagione, come si augurano Chester Bennington e i Linkin Park in “Leave All Out The Rest”: “Forget the wrong that I've done, Help me leave behind some reasons to be missed, Leave all out the rest “, “Dimentica gli errori che ho commesso, aiutami a lasciare dietro qualche ragione perché sentiate la mia mancanza e lasciate stare tutto il resto”. Anche Sommer sa di non essere un portiere senza difetti (“I’ve never been perfect, “Non sono mai stato perfetto”), ma lo svizzero ha difeso la porta dell’Inter nella maniera migliore possibile.
ASCOLTA "LEAVE OUT ALL THE REST" QUI
J. MARTINEZ - HOLD THE LINE, TOTO (TOTO, 1979)
- Se Sommer ha attirato del criticismo forse eccessivo a causa delle sue prestazioni, non si può certamente dire lo stesso di Josep Martinez, che ha trovato pochissimo spazio, ma non ha mai fatto rimpiangere l'assenza dello svizzero. In campionato ha subito solo 1 gol in 4 presenze stagionali, ad inizio stagione con il Sassuolo. Con solo 10 partite giocate in tutte le competizioni, lo spagnolo ha avuto più spazio durante il finale di stagione, offrendo buone prestazioni (come accaduto nella finale di Coppa Italia contro la Lazio) e mettendo qualche dubbio all’Inter in sede di mercato, che ora potrebbe puntare su di lui per la prossima stagione.
- Martinez e l’Inter hanno avuto una storia complessa già nella stagione passata, ma non per forza l’amore si manifesta al primo momento, come cantano i Toto nel ritornello di “Hold The Line”, il loro singolo di debutto: “Hold the line, love isn’t always on time”, “Attendi in linea, l’amore non arriva sempre in orario”.
DUMFRIES - WITHOUT ME, EMINEM (THE EMINEM SHOW, 2002)
- Chi è stato assente per tanto tempo a causa di problemi fisici è stato Denzel Dumfries, che da novembre a marzo non ha potuto dare il suo contributo a causa di un problema fisico ed è tornato giusto in tempo per il rush finale della stagione. I due gol al Sinigaglia di Como sono stati importanti per la conquista dello Scudetto nerazzurro numero 21: l'olandese ha lasciato il segno anche nella finale con la Lazio, servendo a Lautaro Martinez l'assist del definitivo 2-0.
- Dumfries, in questo modo, ha lanciato un messaggio per ufficializzare il ritorno del padrone di casa sulla fascia destra: "Guess who's back, back again, Shady’s back, tell a friend", “Indovina chi è tornato di nuovo, è tornato Shady, dillo ad un amico”, come Marshall Mathers in arte Eminem, che nell'intro di "Without Me" annuncia l’ingresso in scena del suo alter ego, Slim Shady, che si impossessa del microfono in un brano cult del rap americano. Il ritornello di questa canzone presenta alla perfezione la centralità di Dumfries nello scacchiere interista, soprattutto nelle partite che contano, come a Como: "This looks like a job for me, so everybody just follow me, 'cause it feels so empty without me", “questo sembra un lavoro per me, quindi seguitemi tutti, perché sembra tutto così vuoto senza di me”.
DE VRIJ - UNSUNG, HELMET (MEANTIME, 1992)
- Tra i giocatori che hanno vinto tutti gli ultimi tre scudetti con l’Inter (Lautaro, Barella, Bastoni e Darmian), Stefan de Vrij è probabilmente il meno celebrato di tutti. Quest’anno, per la prima volta da quando è all’Inter, l’olandese non ha superato la quota dei 1000 minuti totali in tutte le competizioni: con così poco spazio, per lui è stato difficile offrire un contributo significativo alla causa, ma non si può dire che abbia fatto rimpiangere l’assenza dei titolari quando è sceso in campo.
- L’olandese è sicuramente un unsung hero della storia nerazzurra, quello presentato dagli Helmet nel 1992 con la loro “Unsung”. Spesso l’apporto di De Vrij non è stato riconosciuto o visibile agli occhi di tutti (“your contribuiton left unnoticed”, “il tuo contributo è rimasto non notato”) e probabilmente è un’immagine che non si toglierà mai di dosso (“unsung once too often could not rub off”, “non essere celebrato troppo spesso non può essere cancellato”).
ACERBI - L'ESTATE STA FINENDO, RIGHEIRA (L'ESTATE STA FINENDO, 1983)
- Quest'anno, complice anche l'età che avanza. Francesco Acerbi è stato costretto a fare un passo indietro nelle gerarchie, diventando una riserva. 5 anni prima che Acerbi nascesse, nel 1983, i Righeira salirono in vetta alle classifiche con "L'Estate Sta Finendo", un tormentone sulla fine degli amori estivi. Con Acerbi in scadenza di contratto, in caso di non rinnovo l'estate interista del 38enne finirebbe e davvero "In spiaggia di ombrelloni non ci sono più". L'Inter e Acerbi, però, si saluterebbero nel miglior modo possibile, con uno Scudetto e una Coppa Italia in più nelle rispettive bacheche: un ultimo ricordo insieme, "Una fotografia è tutto quel che ho, ma stanne pur sicura io non ti scorderò".
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LUIS HENRIQUE - HAI CAPITO O NO?, RON (TUTTI CUORI VIAGGIANTI, 1983)
- Uno dei grandi colpi dell'estate nerazzurra, per lui l'Inter ha speso 25 milioni di euro ed è arrivato con l'etichetta di vice-Dumfries. L’ex Marsiglia, complice anche l'infortunio dell'olandese, si è scontrato con la realtà del campo, in cui non è riuscito ad offrire un rendimento uguale a quello del numero 2 nerazzurro.
- Luis Henrique, probabilmente, non è stato capito completamente, come diceva Ron in “Hai Capito O No?”, cover del 1983 di “I Can’t Go For That” degli Hall & Oates. In questa canzone, il vincitore di Sanremo del 1996 sembra predire, con oltre 40 anni di anticipo, il rapporto tra l’Inter e Luis Henrique in questa stagione, parlando di un amore ricco di incomprensioni, in cui i due amanti non capiscono cosa l’uno possa dare all’altro: “Mi hai capito o no? Cosa c’è, cosa ti darò, tu cosa dai a me?”.
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AKANJI - ELEVATION, U2 (ALL THAT YOU CAN'T LEAVE BEHIND, 2000)
- L’ultimo giorno del calciomercato estivo, l’Inter ha piazzato il colpo che ha svoltato, di fatto, la sua stagione, lasciando andare Pavard al Marsiglia e accogliendo Manuel Akanji in prestito dal Manchester City. Lo svizzero ha aiutato i nerazzurri a fare il salto in avanti decisivo, diventando da subito un pilastro della difesa di Chivu.
- I nerazzurri avevano bisogno di uno come Akanji per elevarsi, per andare “higher than the sun”, “più in alto del sole”, come canta Bono nell’attacco di "Elevation", pezzo degli U2 datato 2000. Akanji ha portato in alto l’Inter (“you elevate my soul”, “tu elevi la mia anima”) e l’ha fatta sentire in grado di volare (“you make me feel like i can fly, so high”, “mi fai sentire come se potessi volare, così in alto”): e lo svizzero ha dimostrato di saper volare anche nel gioco aereo, dato che i due gol segnati in campionato sono arrivati entrambi di testa su sviluppo di calcio d’angolo, nelle trasferte a Sassuolo e a Lecce.
C. AUGUSTO-SOMETHING JUST LIKE THIS, CHAINSMOKERS FT. COLDPLAY (2017)
- In una squadra vincente, non possono mancare i giocatori come Carlos Augusto, i cosiddetti “role-player”: silenziosi, sempre pronti a rispondere presente quando sono chiamati in causa. All’Inter non tutti possono ricoprire i ruoli di attori protagonisti, ma il brasiliano è perfetto per un ruolo così.
- I Chainsmokers, nel 2017, collaborarono con il cantante dei Coldplay Chris Martin e diedero vita a “Something Just Like This”, una delle canzoni più popolari dell’anno, che racconta di un amore in cui non c’è bisogno di fare i supereroi, ma sono sufficienti cose molto più semplici. (“I’m not looking for somebody with some superhuman gifts, some superhero”, “non sto cercando qualcuno con delle qualità da supereroe”). Probabilmente Carlos Augusto stesso non si considera al livello di giocatori più blasonati (“clearly I don’t see myself upon that list”, “chiaramente non mi vedo in quella lista”), ma in fondo l’Inter si aspetta proprio questo tipo di rendimento dal brasiliano (“I want something just like this”, “io voglio qualcosa esattamente come questo”).
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BISSECK - LOVE ME AGAIN, JOHN NEWMAN (TRIBUTE, 2013)
- Il campionato di Serie A 2024-25 dell’Inter si è aperto e si è chiuso nel segno di Yann Bisseck: due rigori causati da falli di mano del tedesco, contro Genoa e Lazio, sono costati all’Inter 4 punti risultati poi decisivi per la sconfitta nella corsa allo Scudetto con il Napoli. Quest’anno, Bisseck è cresciuto molto, diventando un titolare dei nerazzurri.
- Se l’anno scorso il tedesco ha causato, involontariamente, alcune sofferenze al popolo nerazzurro e ha lasciato il loro cuore distrutto (“left your heart torn, is that what devils do?” “ho lasciato il tuo cuore dilaniato, è questo quello che fanno i diavoli?”), quest’anno il tedesco si è fatto perdonare, chiedendo ai suoi tifosi: “I need to know now: can you love me again?”, “ho bisogno di sapere ora: potete amarmi di nuovo?” come il giovane Paul Newman nel 2013, con la canzone che lo aiutò a sfondare nell’industria musicale.
DIMARCO - MILANO, LUCIO DALLA (DUVUDUBA', 1979)
- Nella rosa dell’Inter, nessun giocatore rappresenta la città di Milano più di Federico Dimarco, nato e cresciuto nel quartiere di Calvairate, che quest’anno ha vissuto, probabilmente, la stagione migliore della sua carriera. L’azzurro, con 18 assist all’attivo, ha superato il record del Papu Gomez di 16 passaggi vincenti che risaliva al 2019-20.
- Non era certo milanese Lucio Dalla, che nel 1979 con la sua “Milano” restituì l’immagine di una città a due facce: Dimarco rappresenta la Milano “che ride e si diverte”, anche se la scorsa stagione, non altrettanto positiva, il numero 32 è finito al centro delle critiche come tutta l’Inter, e Milano “quando piange, piange davvero”. Con la rinascita sua e dei nerazzurri di quest’anno, ci è stato ricordato che Dimarco, proprio come Milano “è come un uccello: gli spari, lo manchi e riprende il volo”.
DARMIAN - OVER MY SHOULDER, MIKE + THE MECHANICS (1995)
- Matteo Darmian è all’Inter dal 2020: in 6 anni, ha vissuto la rinascita della squadra nerazzurra, tornata a vincere dopo dieci anni senza trofei. Questa stagione, il minutaggio si è drasticamente ridotto, anche a causa di alcuni problemi fisici, e il suo tempo all’Inter sembra giunto al termine: il contratto che lo lega ai nerazzurri, infatti, è in scadenza.
- Se Darmian dovesse separarsi dall’Inter, sicuramente si guarderebbe indietro, come fa Mike Rutherford in “Over My Shoulder”: l’ex Genesis racconta la storia di un amore che non credeva potesse finire. “I never dreamed it could be over, I never wanted to say goodbye”, “Non ho mai sognato che potesse finire, non avrei mai voluto dire addio”: probabilmente Darmian e l’Inter si saluteranno con gli stessi sentimenti nel cuore, quelli di chi non si vorrebbe lasciare andare (“Baby please, tell me that I’m dreaming, I just never want to let you go”, “per favore, dimmi che sto sognando, io vorrei solamente non lasciarti mai”).
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BASTONI - BAD REPUTATION, JOAN JETT (BAD REPUTATION, 1980)
- La stagione di Alessandro Bastoni è indubbiamente girata al 41° minuto di Inter-Juventus: il leggero contatto con Kalulu e l’espulsione dello juventino hanno elevato il difensore dell’Inter al rango di nemico pubblico numero 1, mettendo in ombra una prima parte di stagione di altissimo livello.
- Da quel momento la stagione di Bastoni è andata in calando, ma il difensore della Nazionale, pur con qualche difficoltà, con lo Scudetto sul petto può permettersi di non dare molto peso alla sua presunta cattiva reputazione, proprio come Joan Jett nel 1980: “I don’t give a damn ‘bout my bad reputation”, (“non me ne frega niente della mia cattiva reputazione”) è diventato un inno alla ribellione e all’essere sé stessi, sempre e comunque. L’ex Atalanta sta bene quando si diverte e non deve piacere ad altri (“and I’m only doin’ good when I’m havin’ fun and I don’t have to please no one”, “e io sto solamente bene quando mi diverto e non devo piacere a nessuno”).
ZIELINSKI - THE BOYS ARE BACK IN TOWN, THIN LIZZY (1976, 1976)
- Quest’anno, Zielinski è diventato un pilastro del centrocampo interista con la sua qualità e il suo senso del gol: 6 centri in campionato (ha fatto meglio solo nel 20-21, con 8 reti). Nella memoria resta il gol del definitivo 3-2 con la Juventus, ma le reti segnate a Cremona e Verona, oltre in casa con il Cagliari e con il Bologna sono giocate di altissimo livello tecnico.
- Dopo una stagione difficile, Zielinski è tornato, proprio come i Thin Lizzy in “The Boys Are Back In Town” nel 1976: “Guess who just got back today? Haven't changed, hadn't much to say”, “Indovina chi è tornato oggi? Non sono cambiato e non avevo molto da dire”. Zielinski in questa stagione ha avuto modo di dire la sua vincendo lo Scudetto e la Coppa Italia con l’Inter, e adesso circola una voce: “Spread the word around, the boys are back in town”, ”Fai circolare la voce, i ragazzi sono tornati in città”
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SUCIC - GIVE IT UP, DATAROCK (RED, 2009)
- La prima stagione nerazzurra del giocatore croato, arrivato in estate dalla Dinamo Zagabria, è stata caratterizzata dall’incostanza. Sucic ha alternato partite buone ad altre meno incisive, trovando però il gol in quasi tutte le competizioni (ha segnato alla Fiorentina in Serie A, all’Arsenal in Champions e al Como per due volte in Coppa Italia).
- Il futuro sorride a Sucic, che ora deve dimostrare quali picchi può raggiungere e per farlo deve solo spiegare le ali e volare, come dicono i Datarock in “Give It Up” (“spread out your wings and fly, cause the strong shall thrive”, “spiega le tue ali e vola, perché i forti devono prosperare”). Il croato dovrà anche essere capace di abbinare le sue qualità tecniche al contesto tattico dell’Inter e dovrà imparare a conoscere tutti i lati del calcio italiano, per essere sempre utile alla causa e diventare un titolare inamovibile nell’Inter del futuro (“you gotta live by the game, you gotta live by the rules, you gotta know your means and your moves”, “devi vivere seguendo il gioco, devi vivere secondo le regole, devi conoscere le tue qualità e le tue mosse”).
FRATTESI - ASPETTANDO IL SOLE, NEFFA (1995)
- Frattesi ha giocato anche meno rispetto agli anni precedenti in nerazzurro, senza incidere (0 gol in tutte le competizioni con l’Inter). Spesso, l’italiano è stato lasciato in panchina tutto da solo, in modo un po’ malinconico rispetto alle promesse estive di un futuro più luminoso, come quello cantato da Neffa e Giuliano Palma nel 1995 in “Aspettando il sole”; “Oggi non c’è sole intorno a me: parlami, risplendi e scaldaci, voglio il sole”. Frattesi può guardare agli anni scorsi, ripensando ai momenti di grande euforia come la semifinale di Champions con il Barcellona e a quando, con l’Inter, “il nostro fuoco bruciava e mo’ è cenere”. Servirà tempo per uscire da questa situazione di stallo, “E so che un po’ di tempo è quello che ci vuole, mentre un guaglione sta aspettando il sole”.
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DIOUF - HUMAN, RAG'N BONE MAN (HUMAN, 2016)
- Andy Diouf è stato forse il colpo più discusso dell’estate nerazzurra: arrivato dal Lens per 25 milioni di euro con i contorni da “oggetto misterioso”, Diouf ha dimostrato di poter ricoprire un ruolo in questa Inter.
- Al suo arrivo, Diouf ha subito critiche pesanti da tifosi e addetti ai lavori, ma non è certo lui ad incarnare i problemi dell’Inter: il francese è solo un umano, proprio come dice Rag’n Bone Man nella sua canzone di maggior successo, “Human”, in cui il cantante inglese ci ricorda che lui e tutti noi, in fondo, siamo solo esseri umani e non possiamo avere colpe di questo (“I’m only human after all, don’t put your blame on me”, “Sono solo umano dopo tutto, non incolparmi”). Quando è stato chiamato in causa ha sempre dato il massimo, nei limiti delle sue possibilità (“I’m just a man, I do what I can”, “sono solo un uomo, faccio quel che posso”).
CALHANOGLU - LA CHIAVE, CLUB DOGO (VILE DENARO, 2007)
- Dopo un’estate al centro dell’attenzione per la querelle post-Mondiale per Club con Lautaro Martinez, il turco sembrava prossimo a lasciare l’Inter e a tornare in patria. Calhanoglu, invece, è rimasto in Italia ed ha confermato ancora una volta di essere un giocatore quasi impossibile da sostituire. Il turco è stato anche quest’anno la chiave del centrocampo interista, risolvendo tanti problemi alla squadra di Cristian Chivu.
- Il suo apporto è descritto perfettamente nel ritornello di “La Chiave”, canzone di chiusura del terzo album dei Club Dogo, “Vile Denaro”: “Vivi, la chiave è qui e ti darà quello che le chiedi”. L’Inter ha chiesto al turco: “portami in alto” e Calhanoglu ha risposto presente, spesso facendo male, sportivamente parlando, agli avversari (“la mia chiave arriva in testa più di quella inglese”) e ambendo a fare sempre meglio, per portare l’Inter più in alto possibile (“la scintilla vuole diventare uomo, l’uomo stella, la stella il Sole, il Sole Dio, non basta più”).
MKHITARYAN - DON'T STOP ME NOW, QUEEN (JAZZ, 1979)
- Henrikh Mkhitaryan ha segnato quattro gol quest’anno: il primo è arrivato a chiudere la goleada di San Siro con il Pisa. Al 78’ di Lecce-Inter, poi, la sua zampata da calcio d’angolo ha permesso ai nerazzurri di sbloccare il match e, con le sconfitte in contemporanea di Milan e Napoli, di effettuare un allungo in classifica sulle dirette inseguitrici. L’armeno ha poi chiuso il match point Scudetto con il Parma, prima che la festa vera e propria avesse inizio. Il gol del 3-0 nella gara di campionato contro la Lazio ha sigillato la vittoria che ha fatto da antipasto al trionfo di Coppa Italia.
- Mkhitaryan ha dimostrato di sapersi divertire ancora all’età di 37 anni e dà l’impressione di non volersi fermare, come Freddie Mercury in “Don’t Stop Me Now”, uno dei pezzi più celebri dei Queen. “Dont’ stop me now, I’m having such a good time, I’m having a ball”, “Non fermatemi, mi sto divertendo così tanto, mi sto dando alla pazza gioia”. I gol dell’armeno in stagione, pochi ma importanti, sono stati una garanzia di tempi felici per l’Inter: “If you wanna have a good time just give me a call”, “Se vuoi divertirti anche tu, ti basta chiamarmi”.
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BARELLA - PRAISE YOU, FATBOY SLIM (YOU'VE COME A LONG WAY, BABY, 1998)
- Dall’eliminazione di Zenica in avanti, Barella è tornato a fare "il Barella" dopo una prima parte di stagione difficile, sfornando assist decisivi per Pio Esposito con Atalanta e Fiorentina, oltre che tornando al gol contro Roma e Cagliari. Il centrocampista nerazzurro ha saputo trasformare i fischi di San Siro in applausi, con il pubblico che è tornato ad amarlo.
- Fatboy Slim, nel 1998, creò “Praise You”, una lettera d’amore dolce e lenta che racconta il rapporto che c’è tra i tifosi dell’Inter e Barella, ma anche la stagione dell’ex Cagliari. Il testo è molto semplice e si ripete in loop per tutta la canzone: “We’ve come a long way together, through the hard times and the good, I have to celebrate you, I have to praise you like I should” (“abbiamo fatto tanta strada insieme, abbiamo passato tempi duri e tempi felici, io devo celebrarti e lodarti come dovrei”).
THURAM - GOODBYE MALINCONIA, CAPAREZZA (IL SOGNO ERETICO, 2011)
- Esattamente come Barella, anche la stagione di Thuram si è sviluppata su due binari paralleli: dopo un ottimo inizio, l’annata del francese è andata in calando, complice anche un infortunio al bicipite femorale. Dopo l’ultima sosta per le nazionali, Thuram è tornato ad essere decisivo.
- Nell’ultimo mese e mezzo, con sei gol e due assist, Thuram ha salutato la malinconia che aveva caratterizzato il suo 25/26 fino a quel momento, proprio come Caparezza e Tony Hadley, frontman degli Spandau Ballet, nel 2011, che raccontavano della fuga di cervelli dall’Italia durante la crisi. Il rendimento del francese è stato spesso sotto la sufficienza (“non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba”) in maniera quasi inspiegabile (“come ti sei ridotta in questo stato?”), ma è rimasto in piedi ed è salito in cattedra nel momento più difficile (“Stand up and don’t fall down, be a king for a day”, “stai in piedi e non cadere, sii re per un giorno”).
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L. MARTINEZ - ONE OF A KIND, BREAKING POINT (COMING OF AGE, 2002)
- L’uomo dei record in casa Inter, Lautaro Martinez fin dall’estate ha fatto capire che la rinascita interista sarebbe passata da lui. La sua stagione è stata caratterizzata dal titolo di capocannoniere del campionato (il secondo della sua carriera), dal gol in finale di Coppa Italia e dal raggiungimento del terzo posto nella classifica all-time dei bomber nerazzurrI.
- L’argentino fa parte dell’èlite del calcio mondiale ed è un giocatore unico nel suo genere, in inglese “One Of A Kind”, come dicono i Breaking Point nella canzone di maggior successo della loro carriera. Il ritornello di questa canzone ci racconta esattamente il meccanismo psicologico che si attiva negli avversari con Lautaro in campo: “The fear I see when I look in your eyes, makes you believe I’m one of a kind, fear I’m leaving in the back of your mind, makes you believe I’m one of a kind”, “La paura che vedo guardo ti guardo negli occhi mi fa credere di essere unico nel mio genere, la paura che lascio nella tua testa mi fa credere di essere unico nel mio genere”
BONNY - L'APPUNTAMENTO, ORNELLA VANONI (1970)
- Al primo anno in una big, Ange-Yoan Bonny ha vissuto una stagione a due facce. Fino a novembre, il francese ha fatto molto bene, timbrando il cartellino in 4 partite. Dopo il rigore sbagliato in semifinale di Supercoppa con il Bologna, Bonny ha smesso di avere l’impatto di inizio stagione, segnando un solo gol, quello del 5-2 con il Pisa.
- La sua stagione si è chiusa comunque con lo Scudetto e la Coppa Italia, il che aiuta a rendere ancora più dolce il suo primo appuntamento con l’Inter, un appuntamento che il francese attendeva come Ornella Vanoni nel 1970: “Amore fai presto, io non resisto”. La felicità per lo Scudetto rende meno amara una seconda parte di stagione più difficile, in cui il sole per il francese sembrava sparito: “È cambiato il tempo, sta piovendo, ma resto ad aspettare”. Bonny ha dichiarato di essersi innamorato della cantante milanese proprio ascoltando questo pezzo, su consiglio del suo agente: d’altro canto, negli ultimi mesi della sua vita la Vanoni ha iniziato a tifare Inter, dopo una vita da milanista, proprio grazie alle parole di Bonny
PIO ESPOSITO - DIAMONDS, RIHANNA (UNAPOLOGETIC, 2012)
- Già dal Mondiale per Club, Pio Esposito aveva dimostrato di poter stare in questa Inter, anche a 20 anni. Tra gennaio e marzo, l’azzurro è salito in cattedra, segnando nel Derby d’Italia e portando all’Inter due punti, contro Atalanta e Fiorentina, che hanno evitato ulteriori avvicinamenti in classifica di Napoli e Milan, nel momento più critico della stagione nerazzurra.
- Esposito ha confermato di essere uno dei giocatori su cui si può basare l’Inter e anche l’Italia del futuro, e in questa stagione ha veramente brillato come un diamante, come dice il ritornello di "Diamonds" di Rihanna, “shine bright like a diamond”, “brilla lucente come un diamante”. L’ascesa di Pio è solo all’inizio e il futuro sorride al ragazzo (“you’re a shooting star I see, a vision of ecstasy”, “sei una stella cadente vedo, una visione d’estasi”).
