Il club bianconero è stato sanzionato dalla Uefa per il mancato rispetto delle norme del Fair Play Finanziario ed è entrata in regime di settlement agreement: multa certa di 6 milioni più altri 14 legati al raggiungimento o meno degli obiettivi nel prossimo triennio. Intanto la Roma, che non ha ceduto nessuno, non ha rispettato il "piano" concordato con la Uefa e sarà sanzionata
Adesso è arrivata anche l’ufficialità: come comunicato dalla Uefa, la Juventus è entrata in regime di settlement agreement dopo le violazioni delle norme relative al Fair Play Finanziario. Nello specifico la Juventus è stata multata dalla Uefa per la mancata osservanza del principio di rapporti tra ricavi e costo squadra nelle ultime tre stagioni con una multa da 20 milioni di cui 6 incondizionati (quota certa della sanzione) e altri 14 condizionati, cioè legati al raggiungimento o meno di determinati obiettivi concordati con la Uefa. Il percorso concordato impone alla Juventus di raggiungere la piena conformità entro la fine del periodo di settlement agreement, prendendo in considerazione gli esercizi finanziari chiusi nel 2026, 2027 e 2028. In pratica il club dovrà dimostrare nei prossimi anni un progressivo miglioramento dei propri conti, fino al completo rientro nei limiti previsti dal regolamento. “Il potenziale pagamento di ulteriori importi ‘conditional’, pari al massimo a 14 milioni di euro”, scrive la Juve in una nota, è una possibilità “solo in caso di mancato rispetto dei parametri economici definiti con UEFA per l’esercizio in corso e per i prossimi 2 esercizi. La società stima – allo stato attuale – di poter rispettare con adeguato margine tali parametri e, pertanto, di non dover sostenere tali oneri in futuro”. Oltre alla Juventus, sono state sanzionate anche Aston Villa, Chelsea, Newcastle United, Nottingham Forest, Nizza, Strasburgo, AEK Atene, Fiorentina e Fenerbahçe. Il club viola, in particolare, sarà costretto a pagare un'ammenda pari a 6 milioni di euro. "I club hanno registrato un rapporto tra costo della rosa e ricavi superiore al 70%", riporta la Uefa nel suo comunicato.
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Intanto, arrivati alla “scadenza” del 30 giugno, la Roma non ha ceduto nessun giocatore e quindi sicuramente non è riuscita a centrare gli obiettivi del Fair Play Finanziario, facendo saltare il "patto" con la Uefa. Una “scelta consapevole”, quella dei Friedkin, che hanno deciso di blindare i big e non venderli per mantenere la squadra competitiva, avviando contestualmente un confronto con la Uefa per cercare di capire quali possano essere i margini di manovra per il mercato che prende il via il 1° luglio e le sanzioni previste. Riguardo al mercato, detto che la Roma ha mantenuto la propria ossatura, vedremo se il budget che avrà a disposizione sarà importante o meno (cioè se la Uefa ha posto dei “paletti” in questo senso). Riguardo alle sanzioni della Uefa per non aver rispettato il settlement agreement, invece, non c’è una pena “certa” e identica per tutti i club. Si può ipotizzare cosa rischia la Roma guardando allo “storico”, cioè a situazioni simili che si sono verificate in passato con altre squadre, ben sapendo però – come detto – che ogni caso è un caso a sé, con le sue peculiarità, e che ogni squadra si confronta con il board della Uefa che stabilisce la multa, che può essere una sanzione economica, una restrizione della lista da presentare per le coppe europee fino alla pena massima che è l’esclusione dalle coppe europee, finora rarissima. La Roma, che è molto lontana dagli obiettivi del settlement agreement, sarà giudicata entro ottobre (vanno controllati i conti di giugno per certificare il mancato raggiungimento degli obiettivi) e la punizione potrebbe essere simile a quella in cui è incappato il Marsiglia di recente: multa economica, restrizione della lista da presentare per le prossime coppe europee e “sospensiva” su altre punizioni più importanti se determinati obiettivi non dovessero essere centrati entro 12 mesi.