Chi è Aleksandar Stankovic: il figlio di Dejan vuole prendersi l'Inter con Chivu e Pio
IL RITRATTOIntroduzione
"Ho iniziato a giocare a 4 anni con la maglia dell'Inter addosso. Per me è una squadra speciale, sogno di tornare da protagonista", diceva qualche mese fa a Sky Sport. Ora, migliore in campo nell'amichevole vinta ai rigori contro il Manchester City, Aleksandar Stankovic stuzzica i sogni dei tifosi dell'Inter. Di nuovo a Milano dopo le ottime esperienze al Lucerna e al Bruges, il classe 2005 sembra davvero pronto per essere protagonista in nerazzurro. Lo è già stato nelle giovanili fino in Primavera, cresciuto accanto a Pio Esposito e formato da Cristian Chivu, compagno di squadra e allenatore anche in questo suo ritorno a casa. Centrocampista con carisma e senso del gol, ricorda molto suo padre Dejan, bandiera da 326 presenze e 42 reti con l'Inter. Emularlo sarà difficile, ma lui non sembra avere paura di provarci. Al mondo nerazzurro lo legano già tanti ricordi preziosi...
Quello che devi sapere
Uno Stankovic di nuovo protagonista a San Siro 13 anni dopo
Quando si è ritirato e ha lasciato l'Inter, salutando i tifosi a San Siro il 25 agosto 2013, chissà se Dejan Stankovic immaginava che almeno uno dei suoi tre figli, presenti con lui in quel momento, potesse ripercorrere le sue orme. Ci sta provando il più piccolo di tutti nella foto, Aleksandar, nato il 3 agosto 2005.
"Non so dire se questo è un addio o un arrivederci, lo sa solo il destino. Quello che so è che è arrivato il momento dei saluti (...). Magari un giorno ci incontreremo di nuovo", aveva scritto un anno fa il piccolo Stankovic sul suo profilo Instagram, quando l'Inter lo aveva ceduto al Bruges per quasi 10 milioni di euro. Quel giorno è arrivato presto. Dopo una stagione di alto livello, è stato riacquistato per 23 milioni di euro, sfruttando la clausola di recompra prevista. Dal primo giorno è in ritiro con la sua vecchia/nuova squadra ed è stato il migliore in campo nell'amichevole vinta ai rigori contro il Manchester City.
Ha giocato a centrocampo, davanti alla difesa, mostrando ottime capacità in interdizione e palla al piede. Si è inserito in avanti, ha avviato l'azione del pareggio di Pavard con un bel cross e ha sfiorato il gol con un tiro di destro. In effetti, sembra ricordare qualcuno
Un'eredità che non spaventa
Spesso i figli non vogliono essere paragonati ai padri. Ed è giusto, per evitare di alimentare troppe aspettative. Eppure Aleksandar non sembra temere il confronto, anzi. Non è un caso che sia al Bruges lo scorso anno che all'Inter ora abbia scelto i due numeri di maglia del padre in nerazzurro, il 25 (indossato nei primi mesi dopo il suo arrivo a gennaio 2004), e il 5, quello portato per tutto il resto della carriera.
Un omaggio? Un portafortuna? Di sicuro Dejan Stankovic resta il primo idolo e il primo insegnante di Aleksandar: "Mi ha sempre dato due consigli, lavora duro e metti sempre lo stemma davanti al cognome”, ha raccontato il classe 2005 nell'intervista rilasciata lo scorso febbraio a Matteo Barzaghi per Sky Sport. Aggiungendo: "Non è un peso, è positivo avere accanto qualcuno che ha già passato quello che tu stai vivendo ora".
L'apprendistato nelle giovanili
Unico dei tre figli di Stankovic a essere nato a Milano (Stefan e Filip, più grandi di lui, sono invece nati a Roma durante l'esperienza del papà con la Lazio), è entrato nel 2012 nel vivaio dell'Inter, scalando rapidamente tutte le categorie fino alla Primavera. Centrocampista come il papà, portato però più a difendere che non ad attaccare. Se Dejan ha giocato come mezzala, trequartista o esterno, Aleksandar si specializza davanti la difesa. Tanto che a volte viene usato anche come centrale nella difesa a tre.
Un ruolo di responsabilità. Senso della posizione, recupero palla e tiro da fuori sono le sue qualità migliori, che lo portano in pianta stabile in Primavera dalla stagione 2022/2023. Nella foto, è il primo in basso da sinistra. Nella fila in alto, secondo da destra, si scorge qualcun altro con la fascia da capitano al braccio.
Un coetaneo speciale
Scrollando il profilo Instagram del giovane Stankovic, c'è un nome che appare quasi sempre tra i like, dal primo post con il video di una punizione vincente contro il Renate nel 2018 fino agli ultimi. È quello di Francesco Pio Esposito, suo coetaneo e compagno da sempre nelle giovanili dell'Inter. I due crescono insieme come amici e calciatori.
Una vittoria per 2-0 il 30 aprile 2023 contro l'Udinese Primavera sembra un loro manifesto. Esposito segna il vantaggio sfruttando una sponda di testa di un compagno e calciando al volo di sinistro da pochi passi, Stankovic raddoppia con un destro al volo sotto l'incrocio dal limite dell'area. Ad applaudire in panchina c'era Cristian Chivu
Il legame con Chivu, un altro papà
La crescita di Aleksandar come giocatore si è intrecciata con quella di Chivu come allenatore. I due si sono incrociati presto: "Una volta nell’Under 14 decisero di creare due gruppi, uno più pronto e uno più sperimentale. Tutti si aspettavano che io fossi nel primo gruppo, anche per il mio cognome e perché Chivu era stato compagno di papà. Invece la società mi mise nel secondo. Messaggio chiaro: nessuno ti regala nulla. Ho un legame speciale con lui. Mi conosce da tanti anni. Mi ha sempre detto che in campo si va con coraggio e senza carta d’identità. Se uno è forte, gioca. Non importa se sia giovane o vecchio", ha detto il serbo nella già citata intervista di febbraio.
I due si sono incontrati di nuovo in Primavera, quando Chivu gli ha affidato la fascia da capitano nel 2023/2024. Ora se lo coccola e punta a farlo crescere tra i grandi, dandogli molto spazio in queste prime amichevoli: "Sono il suo primo tifoso con Dejan, ha il nerazzurro nel sangue", furono le parole dell'allenatore lo scorso dicembre.
L'aria della prima squadra
Durante la stagione 2022/2023, Stankovic jr. inizia a essere aggregato con la prima squadra. L'esordio ufficiale con Simone Inzaghi, altro ex compagno di squadra di suo padre, non arriva mai. Dalla vista privilegiata della panchina però assiste alla conquista della Coppa Italia 2023, a qualche partita della cavalcata Champions terminata nella finale di Istanbul e alla vittoria della Supercoppa Italiana nel 2024. Primavera e allenamenti però non bastano più, per il salto di qualità c'è bisogno di spazio.
La crescita all'estero
Nell'estate 2024 viene ceduto in prestito in Svizzera, al Lucerna. La prima esperienza tra i professionisti è più che positiva, con 40 presenze e 3 gol che convincono il Bruges a investire su di lui per sostituire Ardon Jashari, preso dal Milan. I due, chissà, potrebbero essere avversari in campo nei prossimi derby. L'impatto con la squadra belga è micidiale: subito titolare, conclude la stagione con 9 gol in 54 presenze.
Per i tifosi è subito un beniamino: viene nominato mvp del mese sia ad ottobre che a gennaio, brillando anche nell'esordio in Champions. Segna tre gol tra preliminari e fase-campionato, contribuendo alle vittorie su Kairat Almaty e Marsiglia. Eguaglia il massimo dei gol realizzati dal papà in una singola edizione di Champions. Il Bruges, che si concede anche il lusso di pareggiare contro il Barcellona, si qualifica al playoff e a fine stagione vince il campionato.
Nessuno lo perde di vista
Stankovic è un buon equilibratore in mediana, sviluppa ancora più senso del gol nonostante il ruolo e si incarica spesso di battere i calci piazzati. Insomma, un buon identikit per affiancare e poi, chissà, prendere il posto di Calhanoglu. Le sue prestazioni, i suoi gol e i suoi risultati al Bruges non passano inosservati a Milano. I dirigenti non lo perdono di vista per decidere se riportarlo alla base, nemmeno i vecchi e nuovi compagni di squadra.
Come Federico Dimarco, che si diverte a commentare spesso i suoi post e a incoraggiarlo, sin dai tempi del Lucerna. Anche Dimarco per crescere era andato in prestito in Svizzera, al Sion. I due sono molto affiatati. In un reel pubblicato dall'Inter in cui si chiede ai giocatori qual è il contatto più famoso che hanno in rubrica, Stankovic ha risposto proprio... "Dimarco!"
In nazionale con il fratello (e tra poco anche contro)
Seppur nati e cresciuti in Italia, sia umanamente che professionalmente, i fratelli Stankovic conservano lo stesso dna serbo del papà. Il legame con il loro Paese d'origine è sempre stato molto profondo e hanno iniziato a rappresentarlo già dall'Under 16. Aleksandar ha iniziato a essere convocato in prima squadra dallo scorso ottobre e nelle amichevoli di giugno ha condiviso campo e ritiro con suo fratello Filip, portiere del Venezia (in foto, a destra).
Filip, tre anni più grande di Aleksandar, ha conquistato la promozione in Serie A col Venezia ed è stato riscattato a titolo definitivo dal club veneto. Cresciuto anche lui nelle giovanili dell'Inter, due anni fa affrontò già i nerazzurri da avversario. Tra qualche mese potrebbe vedersela anche contro il fratello per la prima volta. Venezia-Inter è in programma a fine ottobre
Un ricordo che non si cancella
C'è una foto in cima al profilo Instagram di Aleksandar Stankovic, fissata in alto insieme a quella più recente del suo ritorno all'Inter. L'ha pubblicata il 16 dicembre 2022, giorno della morte di Sinisa Mihajlovic. Nella foto c'è lui piccolino, tenuto in braccio dall'ex difensore, storico compagno di squadra, connazionale e amico del papà. Un cuore spezzato e un'emoticon che piange accompagnano l'immagine, un altro esempio di quanto sia profondo il legame che lega il giovane Stankovic alla Serbia, a suo padre e all'Inter.
"Sono cresciuto a 100 metri da San Siro e ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni con la maglietta dell'Inter addosso. Per me è una squadra speciale, ho il sogno di giocarci di nuovo, da protagonista", diceva a Sky Sport sei mesi fa. Ora è tempo di realizzare quel sogno.
