Vicenza, il presidente Pastorelli: "Sono stato lasciato solo"

Serie B
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"Nel marzo 2016 i soci di Vi.Fin. si sono impegnati a sostenere un accordo di ristrutturazione dei debiti ma non hanno tenuto fede e rispettato gli impegni assunti - si legge in una nota ufficiale - facile parlare, l’unica certezza per il futuro è che il sottoscritto c’è stato, c’è e ci sarà per il bene del club"

La stagione del Vicenza si è conclusa nel modo peggiore, con una retrocessione in Lega Pro che ha aumentato il malcontento di tutto l’ambiente in questa annata così complicata. Terminato il campionato regolare, dopo le parole del direttore sportivo Tesoro, anche il presidente Alfredo Pastorelli ha deciso di interrompere il silenzio per spiegare la situazione; per farlo ha scritto così una lunga nota pubblicata poi sul sito ufficiale della società. Queste le sue parole: "Ho deciso di scrivere un comunicato, dove vorrei precisare molti aspetti che sono stati trattati incautamente e senza alcun fondamento, attraverso i media in questi ultimi giorni. Voglio esprimere il mio profondo dispiacere e rammarico per un risultato sportivo che non siamo riusciti ad ottenere. Mi dispiace, in particolare, per i tifosi, che ci hanno sostenuto in ogni istante e non hanno mai fatto mancare il loro appoggio; mi dispiace per la città e per tutti coloro che portano questi colori nel cuore. Mi dispiace, inoltre, di essere stato additato come l’unico colpevole di questa retrocessione. Ora, però, è arrivato il momento di dire la verità su quanto accaduto e alcune precisazioni sono doverose in tal senso".

Sulle vicende con i soci

"Nel marzo 2016 i soci di Vi.Fin. si sono impegnati a sostenere un accordo di ristrutturazione dei debiti (182 bis – legge fallimentare) del Vicenza Calcio e questo è verificabile. Nonostante i citati impegni assunti dai soci, gli stessi hanno nella sostanza abbandonato il Vicenza Calcio, a partire dal mese di luglio 2016. Devo precisare che il disimpegno finanziario dei soci è avvenuto ancora prima rispetto all’avvio della gestione della stagione sportiva 2016-17. Ben prima di cominciare questo percorso in biancorosso, dunque, i soci non hanno tenuto fede e rispettato gli impegni assunti. Sottolineo che le immissioni di denaro, in proporzione alla distribuzione delle quote fra soci, non è stata garantita né tantomeno rispettata, se non in misura residuale o addirittura insussistente rispetto al fabbisogno finanziario (e necessario) per la sopravvivenza del Club".

Sui debiti e le promesse non mantenute

"Ci tengo inoltre a precisare che i debiti, nel momento in cui abbiamo rilevato la società, ammontavano a oltre 20 milioni di euro: un’esposizione debitoria che ha posto dei serissimi rischi in tema di continuità aziendale. Proprio nell’ottica della continuità, nonostante il disimpegno dei soci, mi sono sobbarcato l’onere di guidare questa società dal punto di vista finanziario, rispettando fino ad oggi le scadenze di pagamento della gestione della stagione sportiva 2016-17. La finalità è sempre stata quella di mantenere la categoria (Serie B), come sempre dichiarato, operando una riorganizzazione strutturale ma vitale e indispensabile per tenere in vita il Club, proprio per l’esposizione debitoria pregressa che abbiamo ereditato".

Sulla situazione attuale

Dopo aver citato quei soci che in alcune occasioni hanno inoltre rilasciato dichiarazioni riguardanti il Vicenza (che il presidente definisce "figlie di pura fantasia o di altro"), Pastorelli continua: "Facile puntare il dito e criticare, quando una stagione si chiude con un risultato sportivo negativo. Tutto quanto sto sostenendo in queste righe è comprovato oggettivamente da fatti e da documenti. Il mio impegno, a fondo perduto, è stato di circa 4 milioni di euro, oltre a operazioni di acquisizioni di crediti che sono servite a sanare l’inadempimento dei soci e da questi espressamente autorizzate. Oggi, pertanto, si può essere etichettati come un presidente dai mille aspetti negativi, ma la realtà dice che chi ha voluto bene al Vicenza Calcio è il sottoscritto, non facendolo attraverso parole sui giornali, ma con fatti concreti".

Sul futuro

"Forse questo mio modo di operare ha scatenato le invidie e le ire di alcuni, gli stessi che si sono adoperati a criticare sempre a prescindere il sottoscritto, senza la minima cognizione di causa. E questo, oltre che addolorarmi, è il sintomo che ho cercato di sradicare inefficienze e clientelismi, che in un’azienda normale, gestita in modo prudente e sano, non possono esistere. Adesso il 100% dei soci di Vi.Fin. sono chiamati pro quota a decidere il destino del Club: l’unica certezza per il futuro è che il sottoscritto c’è stato, c’è e, soprattutto, ci sarà per il bene del Vicenza Calcio", ha concluso.

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