Asta deserta, addio professionismo: il Latina ripartirà dai dilettanti

Serie B
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Nessuna offerta presentata e una sola sentenza: i nerazzurri ripartiranno dai dilettanti. Al Tribunale di via Filzi - nella sezione fallimentare - non è pervenuta nessuna proposta per rilevare il titolo sportivo della società. E la Corte d'Appello Figc riduce a 2 i punti di penalizzazione

E' finita così, nel deserto di un'asta a cui non si è presentato nessuno. Sentenza già scritta, era nell'aria, doveva andare in questo modo: il Latina - dopo la retrocessione dalla Serie B - dovrà ripartire dai dilettanti, salutando il professionismo. Spariti, svaniti, è andata così. E pensare che appena 3 anni fa, i nerazzurri sfioravano la Serie A perdendo la finale playoff contro il Cesena di Bisoli, in un "Francioni" strapieno per l'occasione. Oggi saluta i "pro". Alla sezione fallimentare del Tribunale di Via Filzi, infatti, non è pervenuta nessuna proposta per rilevare il titolo della società. L'asta si sarebbe dovuta tenere nella giornata di domani sulla base di 50mila euro, ma non si è presentato nessuno. Nè Mancini, nè Diodati, che negli ultimi mesi l'avevano detto più volte. Svaniscono anche le speranze dei giocatori - nonché dei dipendenti - di verdersi pagato lo stipendio come da contratto (fino al prossimo 30 giugno). In tanti hanno già salutato - da Brosco a Pol Garcia, fino a Pinsoglio - altri lo faranno a breve, compreso Vivarini, che nonostante la brutta avventura ha sempre speso belle parole per la piazza e la città. Asta deserta, addio professionismo. Il Latina riparte da zero.

Vivarini: "Porto con me le cose positive!"

Nonostante la stagione difficile e la retrocessione, Vivarini cerca di portarsi dietro le cose positive: "Questa è una squadra che ha un valore importante, nonostante si parli sempre dei debiti che ha. Bisogna vedere anche i crediti che ha una società, non esiste abbandonare una squadra del genere. Bisogna avere la capacità imprenditoriale e gestionale di cercare di risalire e di gestire questo bilancio". Vivarini sperava che la città disputasse ancora campionati importanti: "Spero che rientri nel professionismo, lo meritano. E fa piacere dire anche queste cose. Sono arrabbiatissimo sotto l'aspetto di tutto quello che ci è accaduto quest'anno. Sono molto dispiaciuto, per me è una grande esperienza perché, di solito, tutto quello che mi è successo quest'anno non capita ad un allenatore. Chiaramente sono molto amareggiato". E infine conclude: "Mi congedo con questa grande amarezza che ho, ma anche con la soddisfazione di aver conosciuto una bella città, nella quale si vive bene e dove si sta bene" ammette Vivarini. "Cercherò di avere in mente solo le cose positive di Latina".

Penalizzazione ridotta

Intanto la Corte d'Appello della Figc ha parzialmente accolto il ricorso del Latina, riducendo da 5 a 2 punti (con un'ammenda di 1.500 euro) la penalizzazione in classifica inflittagli in I grado per violazioni Covisoc. A renderlo noto è la Figc, aggiungendo che sono stati accolti i ricorsi presentati da Benedetto Mancini, all'epoca dei fatti amministratore unico e legale rappresentante della società, e Regina Daniela Wainstein (consigliere e legale rappresentante pro-tempore). Annullate rispettivamente le inibizioni di 11 e 6 mesi. In classifica non cambia nulla però, e il Latina resta all'ultimo posto in coabitazione col Pisa, retrocedendo quindi in Lega Pro.

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