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13 giugno 2018

Playoff Serie B, tutto quello che c'è da sapere su Palermo-Frosinone

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I principali temi e domande della finale di Serie B tra Palermo e Frosinone. A partire dalla partita d'andata, che andrà in scena stasera in Sicilia

Chi arriva più in forma tra le due squadre?

Federico Principi: Per diverse ragioni, il Frosinone è la squadra con più incertezze, specie a livello mentale. Il 2-2 del Foggia all’ultimo respiro nell’ultima partita della regular season è un macigno che pesa ancora tantissimo, ma in precedenza l’allenatore Moreno Longo aveva già dovuto provare a risolvere parecchi grattacapi derivanti dal lungo infortunio del centravanti Daniel Ciofani. Senza il suo attaccante-simbolo, Longo ha abbandonato il 3-4-1-2 per virare dapprima verso il 4-3-1-2 contro lo Spezia, passando attraverso il 3-5-2 per arrivare al 4-2-3-1 con cui sembrava che i “Ciociari” fossero finalmente riusciti a portare a casa la promozione diretta in Serie A. Ma la strada si è complicata e Longo stesso ora dice che «il Palermo sta meglio di noi sotto l’aspetto dell’organico».

Il Frosinone per riacquistare sicurezza è stato di nuovo impostato su un 3-5-2 chiusissimo, con l’obiettivo di riacquistare almeno solidità difensiva: se con il 4-2-3-1 i ciociari riuscivano ad avere una manovra molto fraseggiata sfruttando tutta l’ampiezza e anche i corridoi interni con le ricezioni tra le linee di Ciano (che partiva esterno sinistro) e Dionisi (trequartista/seconda punta dietro Citro), con il 3-5-2 visto contro il Cittadella il Frosinone attacca soprattutto in velocità e in transizione, con la velocità di Dionisi (prima punta, con Citro sacrificato) e gli inserimenti delle mezzali. Ma la fase difensiva bassissima e i frequenti lanci lunghi (senza una vera torre a raccoglierli) mostrano come il Frosinone abbia semplificato il suo calcio e soprattutto abbia sacrificato la qualità della manovra in nome di una maggiore solidità. Nonostante per venire a capo del Venezia in semifinale ci sia stato bisogno di molti interventi di rilievo del portiere Pomini, il Palermo parte dunque avvantaggiato dal punto di vista psicologico.

Il Frosinone tutto chiuso bassissimo, fin troppo. La difesa scivola subito a 5 al punto tale che l’esterno (Crivello) indica di uscire sull’unico uomo in fascia del Cittadella (il terzino Salvi) alla mezzala, occasionalmente Chibsah, anziché salire lui e partire da una posizione un po’ più alta. In questo modo la linea mediana a 3 deve lavorare molto di più in scorrimento orizzontale, pur di lasciare 5 uomini fissi dietro.

Angelo Andrea Pisani: Il Palermo ha qualcosa in più, se non altro a livello di organico, ma non è detto che questo giochi a suo favore. La stagione dei rosanero è stata molto travagliata, schiacciata tra il peso di vincere e le continue incertezze societarie. Alla vigilia dei playoff Zamparini ha ancora parlato di cessione, che sarebbe molto più semplice – anche a livello economico – in caso di risalita in Serie A.

Questa continua incertezza ha alienato l’affetto dei tifosi, che hanno fatto sentire il loro calore solo a tratti. L’importanza delle ultime partite (insieme alla politica molto inclusiva nei prezzi) sta riportando molte persone allo stadio, ma l’impressione è quella di una fiducia a tempo, estremamente vincolata ai risultati della squadra.

L’esonero di Tedino dello scorso aprile (con la squadra seconda in classifica) è stato un azzardo con due motivazioni: una tecnica, per dare nuova linfa alla squadra, e una mentale, per fare tabula rasa in vista dei (probabili) playoff. Stellone ha mantenuto parte delle promesse e in poche settimane – pur fallendo la promozione diretta – è riuscito a dare la sua impronta alla squadra. Se da una parte c’è il modulo “semplificato del Frosinone”, dall’altra vediamo un Palermo ancora incompleto, a metà tra due idee di calcio non esattamente sovrapponibili.

Nella doppia sfida col Venezia abbiamo avuto uno spettro delle possibilità della squadra di Stellone. Al Penzo i rosanero hanno giocato con un 4-3-1-2 diretto e verticale, con il blocco difensivo molto coperto e i tre giocatori offensivi (Trajkovski e le due punte, La Gumina-Moreo) pronti a raccogliere i lanci, consolidare il possesso e far salire la squadra. Il pareggio finale ha permesso a Stellone di giocare con due risultati su tre: da qui la scelta di togliere una punta per Coronado, con l’idea di giocare in modo più riflessivo, gestendo il possesso grazie ai cinque giocatori in zona centrale.

La partita, influenzata dal gol a inizio gara, è andata bene, ma non ha del tutto convinto: il Palermo ha rischiato in più occasioni il pareggio, scongiurato solo dall’ottima prestazione di Pomini. Per valutare la piena bontà di questo progetto tattico bisognerà aspettare la prova del fuoco coi ciociari.

La sfida si deciderà più all’andata o al ritorno?

Federico Principi: Le grandi incertezze anche a livello di disponibilità di giocatori del Frosinone (oltre a Daniel Ciofani mancheranno anche Ariaudo e il centrale/terzino destro Brighenti) hanno spinto l’allenatore del Palermo, Roberto Stellone, a lanciare l’offensiva in conferenza stampa per la partita di andata al “Renzo Barbera”: «Davanti ai nostri tifosi oseremo sicuramente di più, così da mettere il Frosinone alle corde per poi andare in trasferta con un approccio diverso». Stellone sembra intenzionato a non lasciare che il Frosinone possa acquistare confidenza nel corso del doppio confronto e capisce che l’avversario è in difficoltà e, come si dice in questi casi, va tenuto con la testa sott’acqua. Per questo motivo l’approccio delle due squadre nella partita di andata sarà forse più importante rispetto alla gestione di quella di ritorno.

Angelo Andrea Pisani: Sono d’accordo con Federico. La partita del Barbera potrebbe avere un pesante impatto psicologico sulla doppia sfida, indirizzandola in modo decisivo. La squadra di Stellone parte come favorita: può contare su uno stadio vestito a festa e un avversario quasi alle corde, situazioni che per certi versi facilitano l’approccio alla gara, dando un senso da dentro o fuori alla partita.

Per molti versi si può dire che il Palermo si giocherà il match point, mentre il Frosinone rischia di arrivare al ritorno con la fiducia ulteriormente intaccata da un’altra delusione. È un’arma a doppio taglio, però: uscendo indenne dalla partita del “Barbera” la squadra di Longo potrebbe ribaltare completamente l’inerzia, costringendo i rosanero a 90 minuti infuocati al Benito Stirpe.

Che partite dobbiamo aspettarci?

Federico Principi: Le tendenze attuali delle due squadre non lasciano dubbi: il Palermo farà generalmente la partita in entrambi i casi, con il Frosinone pronto a ripartire velocemente. Per garantirsi anche una maggiore qualità in fase di possesso, Stellone sembra intenzionato ancora a rinunciare a Nestorovski e a puntare su Coronado e Trajkovski dietro l’unica punta, La Gumina. L’obiettivo potrebbe essere quello di forzare delle uscite dalla linea difensiva dei difensori centrali esterni, per impedire che ci sia raddoppio su La Gumina, prendendo alle spalle le mezzali del Frosinone e costringendo il mediano dei “Ciociari” (Mirko Gori sembra nuovamente favorito) a un difficile lavoro di copertura ai propri fianchi. Ma se dovesse partire anche lo stesso Nestorovski, più volte si è visto in campionato come abbia agito alle spalle di La Gumina e dunque il Palermo potrebbe riproporre gli stessi schemi, anche se con caratteristiche diverse rispetto a Trajkovski.

La ricezione di Trajkovski forza l’uscita di Andelkovic, ma il palermitano esce vincitore dal duello individuale e punta in parità numerica in 3-contro-3 la difesa del Venezia, rinforzata dalla diagonale dell’esterno destro (Bruscagin).

Il Frosinone, nonostante la linea difensiva a 3, fa fatica a costruire dal basso e ricorre spesso ai lanci lunghi. Longo sembra intenzionato a confermare Soddimo mezzala sinistra, che insieme alla seconda punta Ciano sono deputati a ripulire le sponde di Dionisi o le seconde palle, grazie alla loro tecnica (Ciano è mancino ma è praticamente ambidestro). La lotta sui palloni alti nella trequarti del Palermo sarà un altro dei temi interessanti della partita, nei quali la mezzala destra rosa-nero Gnahoré darà sfoggio delle sue qualità fisiche. Ma più in generale è facile immaginare che la maggior parte del tempo di questi 180 minuti il Frosinone la passerà senza il pallone tra i piedi.

Angelo Andrea Pisani: Al Barbera il Palermo dovrà necessariamente fare la partita, ed è probabile che Stellone replichi il 4-3-2-1 visto domenica scorsa, con Trajkovski e Coronado alle spalle della punta (La Gumina sembra favorito su Nestorovski). Contro il Venezia la squadra rosanero ha mostrato una giusta sintesi tra il possesso palla visto con Tedino e l’impronta più verticale voluta da Stellone. La squadra controllava il possesso in zona centrale grazie alle rotazioni dei tre centrocampisti e i due sulla trequarti, attirando gli avversari e dando i tempi per la salita dei due terzini, Rispoli e Aleesami.

I due potevano così ricevere alti sul campo e in situazione di uno contro uno con l’esterno avversario, dove potevano far contare le maggiori qualità nel cross e nell’uno contro uno. Il Venezia ha giocato con lo stesso modulo che utilizzerà il Frosinone (3-5-2), ed è probabile che Stellone provi a sfruttare gli stessi canali di gioco, concentrando il possesso in zona centrale per liberare i duelli individuali sull’esterno.

Presumibilmente il Frosinone cercherà di uscire dal Barbera almeno con un pareggio, così da potersi giocare la qualificazione in casa. Nelle ultime settimane il bisogno di migliorare l’equilibrio della squadra (unito alle assenze) ha spinto Longo a togliere un attaccante, un “vuoto” colmato dalla doppia posizione di Soddimo.

Il centrocampista del Frosinone parte in posizione di mezzala sinistra, ma spesso si alza sulla linea offensiva – al fianco di Dionisi – dando una soluzione in più tra le linee, aprendo agli spostamenti laterali dell’attaccante e gli inserimenti dei compagni. Una situazione di gioco ancora farraginosa, ma che ha già mostrato di poter lenire la perdita di peso offensivo.

Quali saranno i duelli chiave delle partite?

Federico Principi: La presenza di due trequartisti come Coronado e Trajkovski complica i mismatch per il Frosinone. Grande interesse susciterà il duello proprio tra Coronado e la mezzala destra del Frosinone, Chibsah - il più classico dei duelli tra la qualità tecnica e la fisicità - visto che il fantasista brasiliano ama svariare molto spesso verso sinistra. Il Frosinone dovrà inoltre fronteggiare la rapidità di La Gumina e sarà interessante il duello in profondità contro due centrali altrettanto veloci come Matteo Ciofani (centrale destro) e Terranova. Sarà anche complicato per i ciociari fronteggiare il collaudato asse Gnahoré-Rispoli con Crivello esterno e soprattutto Soddimo (un giocatore prettamente offensivo), se dovesse essere confermato mezzala: le sorti del Palermo potrebbero passare anche attraverso la catena di destra, oltre che per la qualità tecnica nella trequarti.

Nell’ultimo match tra Palermo e Frosinone in regular season i “Ciociari” erano schierati con il 3-4-1-2: qui per contrastare la catena Gnahoré-Rispoli vengono impiegati Terranova (che si stacca dalla linea difensiva a 5) e l’esterno Beghetto, che viene totalmente bruciato in velocità da Rispoli sul grande filtrante di Gnahoré. Il 5-3-2 con Soddimo mezzala e Crivello terzino sapranno fare di meglio?

Struna e Rajkovic sono piuttosto strutturati per vincere i duelli aerei contro Dionisi, ma potrebbero fare fatica a sottrargli il pallone quando il centravanti del Frosinone lo protegge con successo spalle alla porta, e in ogni caso anche per vincere i contrasti aerei potrebbe essere ripescato Dawidowicz (Bellusci non sembra aver recuperato da un piccolo infortunio rimediato nel ritorno contro il Venezia). Ma soprattutto i centrali del Palermo dovranno essere bravi a fronteggiare gli inserimenti dei centrocampisti avversari sui cross: come visto al ritorno contro il Cittadella, il Frosinone riesce a portare a ridosso dell’area addirittura il mediano Gori, autore del gol decisivo per la qualificazione alla finale, e di conseguenza in questo caso i mismatch si potrebbero complicare per il Palermo.

Angelo Andrea Pisani: Nelle ultime settimane Frosinone e Palermo sono state accumunate da una fase di non possesso molto bloccata, con particolare attenzione alla zona centrale. Le scelte di Longo e Stellone sono sembrate a metà tra un calcolo e una necessità. Chiamati a reimpostare la fase difensiva, troppo fragile, i due e hanno optato scelto di semplificarla il più possibile, riducendo il pressing avanzato e i raddoppi sull’esterno per favorire la copertura dell’area di rigore.

Le due squadre sono riuscite a limitare i rischi, pur mostrando qualche (fisiologica) difficoltà nelle catene laterali. Ed è proprio sugli esterni che si giocheranno i duelli chiave della partita, in entrambe le fasi.

Nell’ultima partita il gioco più “elaborato” voluto da Stellone ha ridato centralità ai due terzini, Aleesami e Rispoli, tornati a essere coinvolti in posizione offensiva. La posizione alta e larga dei due ha dato una soluzione in più ai rosanero, che proprio dagli esterni hanno costruito le loro azioni migliori. In particolare è stato decisiva la posizione di Coronado: gli spostamenti laterali del brasiliano hanno permesso ai palermitani di creare situazioni di vantaggio sulla sinistra, impegnando Andelkovic nel raddoppio e lasciando più spazio per La Gumina a centro area.

In fase difensiva l’assenza di un terzo centrale è pesata: sulle uscite dei terzini i due centrali del Palermo sono stati spesso in affanno, una situazione in cui all’andata hanno subito il gol di Marsura.

Vista la buona compattezza centrale dei rosanero (rinforzata dal doppio trequartista) è probabile che siano questi gli spazi cercati dal Frosinone. Col passaggio al 3-5-2 la squadra di Longo ha perso un giocatore nella catena esterna, ma gli spostamenti laterali di Dionisi (sempre generosissimo) hanno permesso ai gialloblù di non perdere l’opzione per la risalita veloce sull’esterno. Gli spostamenti dell’attaccante alle spalle di Aleesami potrebbero mettere in seria difficoltà la squadra di Stellone, che si potrebbe trovare a scivolare sulla fascia senza mantenere i riferimenti al centro (attaccato da Ciano, Soddimo e Gori).

Dall’andamento della regular season, chi meriterebbe di più di andare in Serie A?

Angelo Andrea Pisani: In un campionato lungo come quello di Serie B le squadre vivono più e più vite, alternando momenti molto diversi. Palermo e Frosinone hanno lambito i vertici della classifica per buona parte del campionato, rappresentando per diversi mesi l’unica alternativa al crescente dominio dell’Empoli.

Il sorpasso finale (e per molti versi beffardo) del Parma ha sorpreso entrambe le squadre, ma ha colpito soprattutto il Frosinone – che per la seconda volta consecutiva è arrivato a pari punti con la seconda in classifica, senza essere promosso.

Nonostante qualche passaggio a vuoto la squadra di Longo ha mostrato maggiore continuità, più di quanto suggerisca il solo punto di vantaggio. Dall’altra parte, il Palermo – pur con una rosa superiore – ha dovuto fare i conti con una stagione molto travagliata, costellata da problemi che non possono che attenuare il giudizio finale sulla stagione.

Lo scontro tra Frosinone e Palermo è quello tra una programmazione sfortunata e una tormentatissima resistenza: tra le due la mia preferenza personale va ai ciociari, che in queste due stagioni hanno mostrato la bontà e la sostenibilità di un progetto che merita palcoscenici migliori.

Federico Principi: Più che per l’andamento della regular season - che lo ha visto comunque molto più vicino rispetto al Palermo a conquistare la promozione in Seria A - il Frosinone merita di più il salto di categoria in virtù di una migliore gestione di un materiale umano di livello inferiore a quello dei rosanero dal punto di vista individuale. Certamente le pressioni e l’impazienza di Zamparini, che ha tagliato un progetto tattico comunque interessante come quello di Tedino, non hanno contribuito a sviluppare con armonia l’andamento della stagione del Palermo, ma in ogni caso concludere al quarto posto a 14 punti dalla capolista Empoli è un risultato comunque molto deludente per una squadra dotata di tutta quella qualità ed esperienza.

Il paradosso è che, proprio in virtù del fatto che ci è andato molto più vicino del Palermo, il Frosinone parta ora sfavorito perché più condizionato mentalmente. Ma d’altronde questa è la bellezza e contemporaneamente la crudeltà del formato dei playoff.

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