Galliani a Sky: "Voglio la Serie A, ma non ho tradito il Milan per il Monza"

Serie C - Lega Pro

L'amministratore delegato del Monza sulla promozione dei brianzoli in B: "La nostra è un'operazione romantica, ora vogliamo puntare alla Serie A. Contatti con Ibrahimovic? Lo sento ma vederlo al Monza è un'ipotesi irrealizzabile". Sull'acquisto del club: "Dissi a Berlusconi che la famiglia Colombo voleva vendere, in un giorno completò passaggio. Non ho tradito il Milan per il Monza, questa è la squadra della mia città"

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Una giornata di festa dopo 19 anni di attesa. Il Consiglio federale ha confermato la chiusura della stagione regolare della Serie C e ha ratificato la promozione in Serie B del Monza, che al momento della sospensione per il Covid-19 si trovava in vetta del girone A di Serie C: 18 vittorie, 7 pareggi e 2 sole sconfitte per la squadra allenata da Cristian Brocchi, che guidava il suo raggruppamento con 16 punti di vantaggio sulla Carrarese. Ai microfoni di Sky Sport l'amministratore delegato del Monza Adriano Galliani ha ricordato come è nato l'acquisto del club da parte di Silvio Berlusconi: "A settembre 2018, a colazione, dissi a Silvio Berlusconi che avevo saputo che la famiglia Colombo stava vendendo il Monza. Non ho detto altro. A quel punto tutti, dalla famiglia del presidente agli altri presenti, si sono detti d’accordo su questa possibilità. Lui mi ha detto: 'Adriano, vai e fai'. Entro poche ore avevo già comprato il Monza con una stretta di mano con il presidente Colombo".  C'è un aneddotto che sintetizza il rapporto tra Galliani e il Monza: "Ricordo che a Vercelli un dirigente mi ha chiesto: ma lei che ha vissuto i campi di tutta Europa, come fa ad appassionarsi al mondo della C? Io ho risposto che mi veniva naturale perché il Monza è la mia prima e ultima passione, nel mezzo c'è stato un prestito di 31 anni al Milan (sorride, ndr)".

Galliani: "Vogliamo portare in A la terza città lombarda"

Per Galliani il Monza "continua ad essere un'operazione romantica". Con un'idea ben precisa: "Vogliamo provare a portare questa città, la terza della Lombardia per grandezza in Serie A - ammette a Sky - ci sono stati tutti i capoluoghi lombardi, vogliamo provare a dare questa gioia alla città dove sono nato". Riflessione ribadita anche in conferenza stampa: "Siamo la squadra della provincia di Monza e Brianza e rappresentiamo 900mila abitanti e 55 comuni. Il miracolo l'ha fatto Percassi, portando l'Atalanta ai quarti di finale di Champions League: è una città di 120mila abitanti". Nella squadra del futuro non ci sarà Zlatan Ibrahimovic, suggestione affiancata al Monza negli scorsi giorni: "Contatti con Ibrahimovic? Lo sento, è un vecchio amico ma vederlo al Monza è un'ipotesi irrealizzabile. In Serie B puoi avere al massimo 18 giocatori più una bandiera nati prima dell'1 gennaio 1997. Siamo concentrati su questo". A proposito di mercato, Galliani ha parlato anche delle proposte che gli sono arrivate in passato, senza sbilanciarsi: "Il Real Madrid? Non faccio nomi e cognomi. Non ho tradito il Milan per il Monza. Ero a Monza prima di andare al Milan poi sono tornato al Monza. Il Monza non è un altro club, è la squadra della mia città .Affrontare il Milan? Quando arriveremo in A, al massimo ci penseremo".  Nelle parole dell'ad ci sono anche menzioni speciali: "Voglio ringraziare Gattuso perché nonostante il gravissimo lutto che ha avuto ieri mi ha chiamato appena è arrivata la notizia della nostra promozione - le sue parole in conferenza - una delle prime telefonate l'ho avuta dal direttore dell'autodromo che rende Monza famosa nel mondo. Ci ha detto di essere orgoglioso di vedere il logo della città di Monza sulle nostre maglie".

Brocchi: "Crediamo nel doppio salto"

A guidare il Monza alla vittoria sul campo è stato Cristian Brocchi, sulla panchina brianzola dal 22 ottobre 2018. "Stagione da 8 in pagella - la sua valutazione ai microfoni di Sky Sport - si parlava di un Monza forte, che doveva stravincere ma chi lavora nel calcio sa che non sempre è così. I ragazzi sono stati straordinari, hanno dimostrato voglia e umiltà sin dal primo giorno. Vincere qui era più difficile che in altre realtà. Noi l'abbiamo fatto tenendo fede a quanto richiesto". L'ex centrocampista fa parte di un blocco di ex rossoneri con un presente da allenatore o dirigente, che include tra gli altri anche Maldini, Nesta, Gattuso e Seedorf: "Non è un caso - la sua certezza - per costruire i successi serve avere una società forte e scegliere giocatori e uomini veri. Il Milan ha vinto tanto perché tanti di noi avevano queste qualità. Oggi gran parte di noi che eravamo in quella squadra lavoriamo nel calcio e con buoni risultati.All'orizzonte c'è una cena di mercato con il ds Antonelli e Galliani: "In B servirà una squadra fortissima, ma abbiamo già un gruppo forte. Per costruire le vittorie serve uno zoccolo duro. Vogliamo migliorare qualcosa ma senza stravolgere nulla. La storia insegna che chi vince dalla C e va in B poi senza grandi ritocchi ha poi puntato anche al doppio salto. L'obiettivo è quello dichiarato. Da ieri siamo mentalizzati per giocarci tutte le carte nella prossima stagione".

Il sindaco: "Un drappo biancorosso sui balconi della città"

In conferenza stampa con Galliani e Brocchi c'erano anche il ds Filippo Antonelli e il sindaco Dario Allevi. "La festa promozione è solo rimandata - la certezza del primo cittadino - Villa Reale sarà illuminata con questi colori. Ed è questo l’appello che voglio lanciare: mettete tutti un drappo biancorosso in città, alle finestre. Ringrazio naturalmente Adriano Galliani e Silvio Berlusconi per quello che è stato fatto". Gratitudine espressa anche da Antonelli, che ha dedicato "la promozione ad Angelo Scotti, nostro tifoso numero 1 (scomparso due anni fa, ndr), che mi diceva saremmo andati in serie A entro il 2021. Ero in panchina in Monza-Carpi con Gigi Radice nell’ultima promozione in serie B, ora vogliamo andare in A".

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