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Squadre neopromosse che in Europa hanno vinto il campionato: l'ultima è il Thun

che impresa!

Introduzione

L'ultima epopea è quella del Thun, capace di vincere il titolo in Svizzera da neopromossa. Un'impresa che in passato è riuscita poche volte nei campionati d'Europa (e solo una volta in questo secolo, al Ludogorets): dal doppio miracolo di Clough al Nottingham alla rinascita del Kaiserslautern che si mise alle spalle il Bayern per un 1998 passato alla storia
 

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Quello che devi sapere

Thun (2025/26)

Non solo un campionato vinto da neopromossa, ma anche il primo titolo in un'intera vita, in 128 anni. È l'impresa del Thun, a inizio stagione candidato principale - sì, ma alla retrocessione - e capace, invece, di rovesciare completamente la prospettiva un anno dopo aver conquistato la promozione e il ritorno nella massima serie. A celebrare l'evento, la stagione scorsa, c'era l'allenatore Mauro Lustrinelli (ex centravanti e protagonista anche ai Mondiali 2006 con la nazionale elvetica) nelle vesti di dj ed è sempre lui quest'anno l'artefice di questa clamorosa cavalcata, praticamente sempre al comando della classifica davanti a squadre tecnicamente più esperte e di prestigio. La forza del gruppo a fare da motore, la libertà ed efficacia offensiva a modellarsi verso un calcio formato europeo (dove sarà protagonista l'anno prossimo), anche al costo di rischiare qualche sconfitta e non accontentarsi mai. San Gallo, Lugano, Basilea e tutte le altre si sono dovute arrendere davanti a un club che, fino ad ora, aveva collezionato solo un secondo posto nel 2005 e due finali di Coppa di Svizzera. Il sogno è ora diventato realtà.

Nottingham Forest (1977/78)

La storia simbolo per eccellenza, quando si associa la parola vittoria a una neopromossa, è quella del Nottingham guidato da Brian Clough, in grado non solo di vincere il campionato al primo tentativo, ma anche di ripetersi negli anni successivi con due Coppe dei Campioni consecutive. Anche in questo caso la bacheca del club, fino ad allora, era rimasta vuota, a differenza di quella del suo allenatore, personaggio dalle mille sfaccettature e che aveva già portato al successo la sua squadra del cuore, il Derby County, principale rivale... dei Forest! Accettò a stagione in corso la corte del Nottingham - dopo i 44 giorni al Leeds che hanno fatto letteratura (con "Il maledetto United") -, allora piazzato in Second Division, e dopo due anni lo riportò nella massima serie. Con solidità e uno straordinario ruolo di comunicatore ante litteram, iniziò benissimo il campionato di First Division e dopo poche giornate prese il via anche la fuga che lo avrebbe condotto sul trono d'Inghilterra (mettendo nel palmares anche una Coppa di Lega), ancora una volta. Una storia diventata ancora più memorabile se si pensa che l'anno dopo, al debutto in Coppa dei Campioni, i Forest riusciranno persino a vincerla, bissando il successo la stagione dopo. Più Champions vinte che campionati, semplicemente incredibile!

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Ipswich (1961/62) e altre inglesi

Ma prima del Nottingham a fare quest'impresa in Inghilterra ci era già riuscito l'Ipswich, autore di un clamoroso triplo salto quasi senza eguali. Promozione in Second Division, poi in First e infine la vittoria del campionato. Tutto in tre anni, grazie alla fiducia riposta verso un rivoluzionario di quegli anni come Alf Ramsey, colui che sarebbe poi diventato l'unico Ct a vincere un Mondiale alla guida dell'Inghilterra. Fiducia che rimase intatta dopo i primi tentativi a vuoto e che fu poi ripagata dopo i salti di categoria. Nel 1961/62 il club era al debutto assoluto nella massima serie, dettaglio che rese quella stagione ancora più epica. Anche perché l'inizio non fu dei più semplici e solo alla fine del girone d'andata, i Tractor Boys si collocarono a ridosso delle posizioni di vertice, provando a ostacolare la fuga del Burnley. Fuga che non arriverà mai: l'Ipswich effettuerà il sorpasso decisivo a cinque giornate dal termine, chiudendo alla fine a +3 sui Clarets, +4 sul Tottenham (campione in carica) e +5 sull'Everton.


Spurs
e Toffees che, insieme al Liverpool, sono le altre squadre che in Inghilterra sono riuscite a vincere il campionato da neopromosse. I Reds furono i primi nel 1906, poi toccò ai cugini dell'Everton nel 1932 e infine al Tottenham nel 1951.

Kaiserslautern (1997/98)

Anche in Germania c'è stata una Heldentat, un'impresa eroica, nonché l'ultima conseguita nei top-5 campionati europei. Una storia diversa dalle altre, perché compiuta da un club che in passato aveva già conquistato dei titoli (l'ultimo solo 7 anni prima), ma anche una grandissima espressione di rinascita in quello che è rimasto l'ultimo trionfo messo in bacheca. Rinascita condotta da Otto Rehhagel, divenuto celebre nella Generazione Z dopo aver trascinato la Grecia alla vittoria di Euro 2004, sceso in serie cadetta a poche settimane di distanza dall'esonero vissuto con il Bayern Monaco. Ma l'anno di purgatorio sarà veloce, con una promozione in Bundesliga riconquistata in fretta e furia e la stagione dopo l'assalto immediato, sorprendente, al titolo con qualche giocatore di caratura mondiale tra i protagonisti (Ballack su tutti). E saranno i bavaresi, con Giovanni Trapattoni in panchina, a cedere davanti all'anno magico del Kaiserslautern. Un testa a testa emozionante, durato fino alle ultimissime giornate nonostante la vittoria nello scontro diretto (all'inizio del girone di ritorno) sembrava aver chiuso già i giochi. Un ruolo da protagonista che il club non sarà più in grado di raggiungere negli anni successivi.

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Monaco (1977/78)

Non erano nuovi alle vittorie neanche i monegaschi, ma finì comunque nella storia il terzo 'scudetto' vinto nella loro storia, quando appena un anno prima navigavano nella serie cadetta. In panchina ecco Lucien Leduc, lo stesso allenatore che aveva vinto i primi due campionati quasi due decenni prima (e nel mentre anche all'Olympique Marsiglia). Il proprietario Jean-Louis Campora - alla guida della società fino al 2003 - aveva costruito pezzetto dopo pezzetto una grande squadra, trascinata dal bomber Delio Onnis, nazionalità argentina ma nato in provincia di Frosinone, e tuttora ancora il miglior cannoniere nella storia della Ligue con 299 gol. Ne mise a segno 29 in quella stagione, non abbastanza a garantirsi il titolo di capocannoniere (battuto da Carlos Bianchi del Psg, a quota 37), ma sufficienti per portare il Monaco sul tetto di Francia. Con un calcio votato all'attacco, i monegaschi ebbero la meglio sulle inseguitrici Nantes e Strasburgo al termine di un campionato molto combattuto.

St Etienne (1963/64) e altre francesi

Monaco che era campione in carica quando l'impresa di vincere da neopromossa riuscì al St Etienne. I monegaschi avevano appena chiuso la prima era-Leduc, in un giro di allenatori che lo aveva portato al Servette in 'cambio' di Snella, finito proprio ai Verts, tornati nella massima serie in reazione a quella che era stata la prima retrocessione della loro storia (pur continuando a vincere coppe, ovvero una Coppa di Francia e una Supercoppa). E il Monaco fu proprio la principale rivale al titolo ma, persa la vetta della classifica dopo l'11^ giornata, non riuscì più a recuperarla, arrendendosi definitivamente al trionfo del St Etienne a una partita dal termine.


Nella storia, tuttavia, il primo 'scudetto' da neopromossa fu vinto dal Bordeaux nel 1950. (il primo dei sei titoli nazionali)

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DWS (1963/64) e altre olandesi

A dettare il passo in Olanda, invece, furono l'Ajax (promosso nel 1917 e campione l'anno dopo) e l'SVV - club di Schiedam, quartiere operaio di Rotterdam -, vincitore nel 1949 dopo la promozione della stagione precedente. Ma l'unico caso con la formula a girone unico dell'Eredivisie è quello del DWS, squadra di Amsterdam (che ha assunto varie denominazioni) dai cui settori giovanili sono passati campioni del calibro di Gullit e Rijkaard e che al tempo vedeva nella propria rosa talenti come Jongbloed e Israel, futuri protagonisti dell'Arancia Meccanica con Cruyjff e gli altri interpreti del calcio totale. Promossi al termine della stagione 1962/63, dopo un inizio titubante risalirono la classifica fino a mettersi alle spalle anche il Psv e all'ultima giornata, battendo in rimonta il Groningen, centrarono la vittoria del titolo.

Ludogorets (2011/12) e Litex Lovech (1997/98)

Forse unico è anche il caso del Ludogorets in Bulgaria, una squadra risorta dalle ceneri del fallimento e poi diventata leader assoluta del campionato dopo il passaggio della proprietà nelle mani del magnate Domuschiev. Ripartita dalla terza divisione nel 2009/10, infatti, ha centrato subito il ritorno nella massima serie e al primo colpo ha vinto il campionato, successo che si è ripetuto addirittura per 14 stagioni consecutive. Solo la vittoria del Levski Sofia nel 2026 ha interrotto questo lungo e incontrastato dominio.


In terra bulgara da non dimenticare, poi, il campionato vinto dal Litex Lovech nel 1997/98, anche loro da poco protagonisti di un cambio di proprietà. Promozione e titolo vinto l'anno dopo, nonostante una penalizzazione di 6 punti in classifica per aver schierato un giocatore acquistato prima di ricevere il transfer.

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Le imprese nel resto d'Europa

Il 1998 resta un anno storico per le Cenerentole d'Europa. Vinse il Kaiserslautern in Germania, il Litex Lovech in Bulgaria e ci riuscirono anche l'Obilic e l’Haka Valkeakoski. Sulla prima, protagonista della vittoria nel campionato serbo-montenegrino, furono gettate parecchie ombre a causa di una proprietà gestita dalla 'tigre' Arkan, un noto criminale di guerra e che venne spesso accusato per la sua influenza sulle partite, mentre il trionfo dell'Haka Valkeakoski in Finlandia arrivò all'interno di un ciclo di continui sali-scendi, caratterizzato da successi e retrocessioni.


Curioso il caso della Norvegia che, nel 1961/62 (una stagione anomala da un anno e mezzo), vide piazzarsi al primo, secondo e quarto posto le neopromosse: rispettivamente Brann, Steinkjer e Frigg. Due volte da neopromossa è stato vinto il campionato anche in Svezia (l'Elfsborg nel 1961 e l'Oster nel 1968) e in Polonia (Cracovia Krakow nel 1937 e Ruch Chorzow nel 1989).

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