Vita agra da procuratore al mare: "Vorrei Muntari in Russia"

Calciomercato
Sulley Muntari e Samuel Eto'o, felici e contenti, in maglia nerazzurra, dopo la conquista della Champions
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Trattativa sotto l’ombrellone: Claudio Mossio, procuratore del ghanese, è in vacanza in Liguria ma lavora anche in spiaggia. Lo abbiamo avvicinato per una chiacchierata sul lettino proprio mentre era al telefono con Marco Branca. E ci ha raccontato che...

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Corsa all'oro russo: chi sono i nuovi ricconi

di Vanni Spinella
da Laigueglia (SV)

Ultimi giorni di vacanza per molti, anche per i procuratori. Claudio Mossio, l’agente di Sulley Muntari, è in spiaggia con moglie e figli, ma non riesce proprio a staccare. Specialmente il telefonino.
Il lettino, trasformato all’occorrenza in scrivania, e il cellulare sono i suoi strumenti di lavoro.
È la dura vita del procuratore. “Ho ancora un paio di giorni di vacanza prima di tornare all’afa di Torino”, ci racconta quando lo avviciniamo sotto l’ombrellone. “Purtroppo nel mercato c’è la brutta abitudine di chiudere tutte le operazioni all’ultimo, tra il 29, il 30 e il 31. E si corre come disperati da una parte all’altra”.

La sabbia sotto i piedi scotta, mai quanto il telefonino, che squilla perennemente. Prima l’Inter per definire il futuro di Muntari, poi dall’Argentina, dove cura gli affari di diversi giocatori in società con il figlio del grande Omar Sivori; infine dall’Inghilterra. E la piccola Laigueglia, 2000 anime in provincia di Savona, per un giorno diventa il centro del mondo.

Tanti i problemi da risolvere. L’ultima “grana” è Falcao, il colombiano del Porto appena passato all’Atletico Madrid per 40 milioni: un altro uomo della sua scuderia, sul quale però è piombato Jorge Mendes, il “Raiola portoghese”.
E poi Muntari. “Dobbiamo cercare assolutamente di chiudere entro il 31 agosto. Non essendoci possibilità di giocare all’Inter, ci stiamo guardando intorno. Il problema è quando c’è di mezzo uno stipendio importante, con la crisi economica che ha colpito tutti i Paesi”.
Tutti tranne il Daghestan, sembrerebbe. Fa un sorriso. Ha appena finito di parlare con Marco Branca, l’uomo-mercato dell’Inter, per capire se ci fosse uno spiraglio, una possibilità di portare in Russia anche Sulley, oltre a Eto’o. “Abbiamo provato a vedere se erano interessati”.

La risposta è stata negativa. “L’Anzhi cercava solo due rinforzi: un esterno sinistro, e pare siano su Dani Alves, e un attaccante. Volevano Eto’o e soltanto Eto’o. E alla fine l’hanno avuto”.
Lo dice quasi sospirando, ormai abituato a questo genere di sfizi dei nuovi ricchi del mondo. “Mi è capitato di lavorare anche con gli arabi, collaborando con Zenga quando allenava l’Al-Ain: anche loro, quando si fissano su un giocatore, difficilmente ricevono un no come risposta”.

In ogni caso, per Muntari non è ancora tempo di rimpianti. “Lui è un giocatore relativamente giovane, quindi bisogna tenere in considerazione le offerte ma anche le possibilità di carriera”. Ed ecco che allora spunta l’elenco delle pretendenti, quelle che stanno rovinando le vacanze di Mossio con le loro continue telefonate: “Ci sono diverse inglesi: Tottenham, Blackburn, Newcastle, QPR. Anche l’Arsenal, ma è più difficile perché adesso sembra che vogliano Diarra del Real Madrid. Poi altre offerte dalla Germania”.
Dalla Spagna aveva chiamato la Real Sociedad, ma Sulley ha detto no. Ci è andato Mariga. E in Italia? “Praticamente impossibile”, sentenzia Mossio. “A parte Inter, Milan e Juve, non credo ci siano altre società in grado di pagare uno stipendio così importante”.

Spiccioli, rispetto a ciò che andrà a prendere Eto’o. La vicenda dell’estate ha entusiasmato anche Mossio: “Credo che l’Inter avrebbe preferito programmarla, una cessione del genere. E invece se l’è trovata tra capo e collo, quando magari aveva in preventivo di vendere Sneijder, visto il modulo che adotta Gasperini. D’altra parte, quando arrivano offerte del genere… L’Inter aveva una sola alternativa: adeguare il contratto di Eto’o, prolungandolo e allungandolo, ma non mi pare il momento adatto. Sarebbe stato immorale”.

E la strategia dell’Inter, se ce n’era una in casa nerazzurra, è saltata. “Adesso tutti sanno che cercano il sostituto di Eto’o, che per me non esiste. Eto’o è insostituibile, il migliore di tutti”. Tra i nomi che circolano, Mossio ne sceglie uno che non circola: “Potendo spendere, prenderei subito Neymar. Lavezzi è un po’ discontinuo, Forlan è troppo attaccante per quel modulo. Piuttosto Tevez, l’unico che per valore, determinazione e leadership può avvicinarsi a Eto’o”.

Parla con cognizione di causa: il mercato sudamericano è il suo territorio. E allora Mossio dà i voti ai volti nuovi del nostro calcio: “Conosco bene Ricky Alvarez e Lamela: sono buoni giocatori, ma secondo me non sono fuoriclasse. Piuttosto, io avrei preso due giovani dell’Internacional: Damiao e, soprattutto, Oscar”. Dopo la recente tripletta in finale al Mondiale Under 20 lo conoscono tutti, "ma fino a due mesi fa non era titolare neanche nella sua squadra". "Casemiro? Occhio, ha un bel caratterino alla Felipe Melo”.
Passa un amico sul bagnasciuga, risate e saluti: “Ieri non ti ho visto!”. Squilla ancora il telefonino: ecco la risposta.

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