Mercato e conti: la Roma sorride, Inter e Napoli in rosso

Calciomercato
Non sono quello che fa vincere una partita, ma i conti non mentono: ecco quelli dell'estate di trattative
logo-calciomercato-3
GUARDA QUI L'INFOGRAFICA DEL MERCATO DELLE ITALIANE

di Stefano Rizzato

Per un'estate si è sognato, sperato, temuto, gioito. Ora che le trattative si sono chiuse, con il botto Kakà a segnare di fatto il gran finale, dell'estate di mercato restano soprattutto i freddi numeri. Quelli del bilancio delle squadre italiane, che mai come quest'anno hanno dovuto badare all'equilibrio finanziario e hanno rinunciato ai colpi multimilionari visti solo all'estero.

Chi ne esce meglio è la Roma dell'ennesima rivoluzione, attivissima sul mercato. Con 66,3 milioni spesi per i vari Gervinho, Ljajic, Strootman, Benatia, i giallorossi sono la seconda squadra ad aver speso di più, dopo il Napoli. Ma il club capitolino batte tutti per euro incassati: 105 milioni venuti da cessioni importanti, come quelle di Lamela e Marquinhos.

L'altra squadra ad aver smosso cifre da capogiro è appunto il Napoli, che incassa 70,7 milioni, quasi tutti dalla cessione di Cavani al Psg, ma ne spende quasi 87 e chiude con un passivo di 16,2 milioni. Più in rosso dei campani c'è solo l'Inter, che non ha fatto grandi colpi ma neppure cessioni di rilievo. Alla fine, il saldo è negativo per 22,3 milioni.

Il terzo club più "spendaccione"? A sorpresa è il Sassuolo di Squinzi, neopromosso e rinforzatosi con 16 milioni di acquisti. Più del Milan, che pure chiude l'estate con il segno meno, "in rosso" per 10,6 milioni. Al quinto posto c'è la Lazio, con un saldo di -9,8 milioni.

Molto attente invece sono state Juventus e Fiorentina. I bianconeri hanno comprato parecchio e bene, ma sono stati costretti a privarsi di Giaccherini e Matri e alla fine si trovano con 4,6 milioni in più rispetto a maggio. I viola, pur con 38 milioni di acquisti, tra Mario Gomez e compagnia, si sono ampiamente rifatti grazie alla partenza di Jovetic e Ljajic e così chiudono in lieve attivo.