Pirlo: "Se vinciamo la Champions vado a giocare all'estero"

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Pirlo è diventato un calciatore della Juventus il 24 maggio 2011 (foto getty)
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Il regista potrebbe cambiare squadra a fine stagione: "Se alzo la coppa lascio la Juve, ma non resto in Italia: ho ancora voglia di giocare. L'addio al Milan? Dopo 10 anni in un club dove ho vinto tutto, ne ho trovato un altro con i miei stessi obiettivi"

La Champions e poi l’addio all’Italia. Salire sul tetto d’Europa e poi scendere per cambiare Paese. Andrea Pirlo, in un’intervista alla carta stampata, annuncia l’addio alla Juventus e alla Serie A in caso di vittoria della coppa dalle grandi orecchie: “Se vincessi la Champions con la Juventus potrei lasciare la Juve, però non per rimanere in Italia. Andrei all’estero perché ho ancora voglia di giocare. Ma ribadisco, solo se dovessimo vincere la Champions...e adesso la Champions non l’abbiamo vinta: ma prima di fare certi discorsi vinciamola questa coppa”.

Percentuali Champions – Pirlo non vede la Juve sfavorita contro il Real Madrid: “Abbiamo il 50% di probabilità di passare. La stessa del Real Madrid: siamo arrivati alle semifinali, non ci possono essere dei favoriti. Ce la giochiamo alla pari, nessuna paura. Abbiamo conquistato con merito questa semifinale. Adesso dobbiamo provare a conquistare la finale. Le avversarie sono abituate a queste partite e hanno ottimi giocatori, ma noi abbiamo grande convinzione. L’Atletico, l’anno scorso, ha sfiorato la vittoria. Noi possiamo provare a ripetere quell’impresa, magari riuscendo ad alzare la coppa. Se finisse così sarebbe il coronamento di un sogno per me e per tutti. Emozionato per la sfida contro il Real? Emozione no.... Tanta voglia di giocare questa partita. Ci sarà un po’ di emozione forse prima della partita. Ma sarà questione di pochi momenti, in campo scomparirà: lì non esiste più nulla”.

Ancelotti e il Milan – Contro il Real Madrid Pirlo ritroverà un suo caro amico, Carlo Ancelotti: “Ancelotti per me è stato come un padre. Abbiamo trascorso tanti anni insieme e, oltretutto, ha cambiato il mio ruolo assegnandomi quello che è ancora mio. Abbiamo condiviso tante vittorie e tanti momenti importanti. Sarà sempre importantissimo per me. L’addio al Milan? Dopo dieci anni in un club in cui avevo vinto tutto, ne ho trovato un altro che aveva i miei stessi obiettivi. Ci siamo trovati perfettamente, condividendo la stessa filosofia”.