Eccessi, sorrisi, talento: riecco Sodinha

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L’addio al calcio a soli 27 anni, 'colpa' di un fisico che non ha mai supportato tutto il suo talento. Diete mai rispettate, eccessi, sorrisi e una classe cristallina: Felipe Sodinha è pronto a tornare in Italia, la Lega Pro lo attende

Rientro vicino - Un sorriso grande almeno quanto il suo talento, che l’Italia potrebbe presto tornare ad ammirare da vicino. "Solo Dio sa quanto è forte la mia voglia di tornare al calcio giocato. Sono pronto fisicamente, è da marzo che mi alleno e ho un dietologo che mi segue. Voglio dimostrare a chi crederà in me che sono pronto e soprattutto sono un altro uomo: felice, sposato da poco e con una vita nuova”, firmato Felipe Monteiro Diogo, per tutti  Sodinha. Il campione 'umano', così lontano dagli stereotipi del calciatore modello, proprio per questo amato alla follia da chi ha una vera e propria ammirazione per il talento. Scarpini pronti per essere (nuovamente) indossati, la Lega Pro chiama e Sodinha è pronto a rispondere. Rimettendosi in gioco, dopo che il suo addio così precoce al calcio aveva lasciato l’amaro in bocca a tutti. Ferita pronta a risanarsi.  

Addio al calcio - Gennaio 2016, risoluzione con il Trapani e basta calcio: "È arrivato il momento di fare quello che mai avrei voluto fare, dire basta, dire addio, addio ad un sogno, un sogno che ho sempre portato nel cuore da quando ho cominciato a camminare". Addio e, qualche mese dopo, pentimento. "Perché proprio non riesco più a stare lontano dal calcio. Ho sbagliato a ritirarmi, il calcio continua ancora a toccarmi il cuore: quando penso agli errori che ho commesso in passato mi viene da piangere. Ora voglio tornare e non sbagliare più. Ho incontrato la strada giusta con Dio, mi ha indicato il percorso da seguire. Voglio tornare e aiutare la gente che ha bisogno: non giocherò più a calcio per me, ma lo farò per tutti coloro che mi vogliono bene e che hanno bisogno di me", l’appello di Sodinha.

Ídolo 🙏⚽️❤️

Una foto pubblicata da Felipe Sodinha (@felipesodinhaoficial) in data:

Il campione della porta accanto - Un talento troppo grande racchiuso in un fisico non proprio da atleta: chili di troppo, eccessi, diete mai rispettate e una lotta continua con la bilancia che se da un lato non ha fatto mai decollare la sua carriera, dall’altro lo ha reso il 'campione della porta accanto', alle prese con gli stessi problemi di chi ogni domenica lo ammirava con gli scarpini ai piedi. Perle di calcio, talento purissimo. "Con un fisico diverso avrei giocato al Barcellona, proprio come il mio idolo Ronaldinho". Sorrisi, eccessi. "Quando ero giovane qualcuna l’ho combinata…". Ma alla gente Sodinha piace anche per questo. Su Facebook gli hanno intitolato pagine e gruppi, in molti gli scrivono continuamente chiedendogli di tornare a giocare. Perché un talento così grande non può rimanere fermo. Uno spreco. "Sono arrivato all’Udinese dalle favelas e con i primi soldi mi sono divertito troppo, qualche uscita in più diciamo…", dichiarò tempo fa Sodinha.

"I mediocri disprezzano il talento"-  Talento immenso, capace di far sciogliere anche un 'duro' come Serse Cosmi. L’allora allenatore del Trapani scrisse una lettera a cuore aperto per salutare l’addio al calcio di Sodinha: "Magari non ironizzerei" di Crozziana memoria, mi torna in mente. Mai così appropriato come in questo caso! Il riferimento è per Felipe Sodinha che in questi giorni non tanto ha rescisso il contratto col nostro Trapani, ma ha, addirittura, annunciato il ritiro dal calcio giocato per problemi fisici e, nello specifico, per problemi ad un ginocchio. Io, invece, voglio ironizzare ora che l'amico Felipe non potrà più giocare. Voglio ironizzare su tutta una serie di personaggi che non ha mai lesinato degli apprezzamenti disgustosi sull'eccessivo peso del ragazzo (addirittura pensavano anche di essere spiritosi). Il problema vero è che i mediocri hanno sempre detestato il talento, magari pensando che fosse un dono che avrebbero meritato solo loro. Magari perché hanno studiato tanto, si sono laureati col massimo dei voti, oppure hanno incarichi in società di calcio importanti dopo aver frequentato per anni i sottoscala più putridi del calcio nostrano. Invece no, il Padreterno regala questo dono pescando anche negli angoli più bui del nostro mondo. Felipe sicuramente ha fatto degli errori, anche grandi, ma solo la sfortuna, intesa come infortuni seri (cinque operazioni), gli ha impedito di esprimere quello che avrebbe fatto felice non solo i suoi tifosi, ma tutti i veri amanti del calcio vero, quello della classe pura, della tecnica unica, di una fantasia disarmante. Ci mancherai Felipe. Mi toccherá sentire ed ascoltare elogiare fenomeni di giocatori alti 1,90 cm, di grande corsa, che per guidare o stoppare la palla (sì, la palla!!!) impiegano ben cinque secondi, mentre tu lo facevi in meno di uno. Con me hai giocato 213 minuti. Ti giuro, sono stati molto più belli di campionati interi giocati da altri. Un abbraccio Felipe ed un consiglio: evita tour nazionali per salutare persone che oggi, solo oggi che hai detto basta, fanno finta di essere dispiaciuti. La maggior parte, non tutti per fortuna, sono gli stessi che ti hanno voltato le spalle ed ironizzavano (loro sì) sui tuoi 90 e passa kg. Cerca, se puoi, di regalare a tanti bambini la tua immensa classe, cercando di insegnargli qualche giocata delle tue...ed i mediocri torneranno a trovare un nuovo Sodinha su cui accanirsi e, magari così, a vincere le loro frustazioni. Un abbraccio, mi e ci mancherai! Serse Cosmi". Addio. Anzi no, arrivederci: perché Sodinha è pronto a tornare in Italia, in Lega Pro. Per chi ama il calcio, ecco un nuovo sorriso. Grande almeno quanto il suo talento.

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