Calciomercato Sassuolo, colpo Scamacca: la storia

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Bel colpo dei neroverdi, l'ex attaccante della Roma torna in Italia. In Serie A. Aneddoti e curiosità del talentino del Psv. E' in Olanda dal 2014: "Mi hanno dato una casa, la macchina. Hanno trovato un lavoro a mia madre, potevo rinunciare?". Altro mondo: "E altra lingua! Che fatica con l'olandese..."

E' la classica frase che tutti amano dire: "A volte ritornano". Stavolta non c'è bisogno neanche dei famosi "giri immensi". Perché Gianluca Scamacca, attaccante del Psv classe '99, ha preferito l'Olanda e non è più tornato. Senza rimpianti, senza rancori. Trattativa famosa la sua, etichettato come "colui che lasciò la Roma per soldi". Macheda bis, Petrucci bis. Chiamatelo come volete. Lui ha sempre difeso la sua scelta: "Con Bruno Conti avevamo un grandissimo rapporto, c’è rimasto molto male. Ma sfido chiunque a non capire ciò che ho fatto". Tutto passato ormai. Perché ora, dopo due anni e mezzo, quel talentino torna in Italia. In Serie A. E' fatta col Sassuolo di Di Francesco. Squadra di giovani la sua, italiana e di prospettiva. Scamacca calza a pennello. Breve rewind del suo passato con la Roma: nel 2014 dice addio ai giallorossi, niente rinnovo. Motivazioni chiarite: "Mi avevano proposto la promozione in Primavera...". Troppo poco: "Ho avuto l’impressione che sarei salito solo per fare numero, a cosa mi sarebbe servito? Uno all’età mia deve giocare, per crescere e migliorarsi. Il campionato Allievi è sin troppo facile, poco allenante. E i ritmi sono bassi". Stilettata.

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per migliorare me stesso giorno dopo giorno #onedream

Una foto pubblicata da Gianluca Scamacca (@iamscamacca) in data:

"Il Psv mi ha dato una casa, una macchina. Potevo rinunciare?" - Via in Olanda, altra vita: "Sono il primo italiano della storia del Psv Eindhoven". Orgoglioso, Scamacca. Un gigante lì davanti: "Qui mi piace tutto, l’ambiente, le strutture, gli allenamenti. A parte forse la lingua, che non è facile: io non parlavo granché neanche l’inglese". Negli anni è migliorato dai. In principio fu il basket a farlo innamorare dello sport: "Non mi divertivo però, scendevo sempre in strada con gli amici". Pallone, pallone, pallone. Una fissa. Cresce a Fidene, poi entra negli allievi della Roma dopo una parentesi alla Lazio: "Ero romanista, non ci ho pensato un attimo". Pellegrini, Frattesi, Marcucci. Una sfilza di compagni poi ritrovati da avversari: "Siamo ancora amici, quando torno a Roma ci vediamo sempre". E l'anno scorso, in Youth League, è sceso in campo proprio contro di loro col Psv. Ormai "suo". Quello che gli ha permesso "di fare un'esperienza all'estero". Offerta irrinunciabile, il club ha trovato un lavoro anche alla madre: "Ci hanno dato una casa e una macchina, quando salgono anche mio padre e mia sorella ci stiamo tutti".

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Allenatori-bomber - "Quanti consigli!" - Allenatore del Psv? Ruud van Nistelrooij. Ah: "E’ una grandissima persona - svela Scamacca - umile e disponibile. Mi è sempre piaciuto il suo fiuto del gol, spesso gli chiedo dei consigli". Un bel rapporto anche con Roberto Muzzi, allenatore dei giovanissimi: "Con lui ho imparato gran parte delle cose che so. Mi prendeva in disparte e mi insegnava tecnica e mentalità: a lui debbo molto". Come all'Olanda e alla Roma: "A loro devo tutto, se non fosse stato per loro non sarei mai andato al Psv". Cresce, gioca, segna. Nell'ultima gara, però, un piccolo passo falso: espulsione diretta dopo appena 3 minuti. Ragazzata. Ora - dopo aver vissuto la sua esperienza - riabbraccia l'Italia. Scamacca is back.

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