Se anche i numeri (di maglia) fanno dare i numeri

Calciomercato

Vanni Spinella

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La maglia numero 9 esibita da André Silva ha scatenato le voci di mercato: cessione in vista per Lapadula? In passato le contese sono state risolte con l'ingegno: dall'1+8 di Zamorano al "doppio 7" di Quaresma. Mentre Ibra non ha accettato discussioni

Il "caso" della maglia numero 9 di André Silva non è da prendere sottogamba perché potrebbe nascondere succulenti retroscena, nonché una vera e propria notizia di mercato. Ricapitoliamo: il ragazzo, neo-milanista, nel Porto giocava con il 10, in nazionale ha il 9, ma non ha disdegnato il 18 e il 16, su twitter si “firma” con il 19. Poi arriva al Milan, contratto, foto di rito e si fa stampare qualche maglia-ricordo da portare via. Con il 9 sulla schiena, che fino a prova contraria appartiene ancora a Gianluca Lapadula. Il primo pensiero, inevitabilmente, corre a lui e a quello che potrà aver pensato. Cessione in vista?

Basta un poco d'ingegno

Se così non fosse, statene certi, i due dovranno confrontarsi, prima o poi. Come è successo tante altre volte nella storia del mercato e dei suoi numeri. Il caso più noto è quello di un altro 9, ma nerazzurro, conteso da Zamorano e Ronaldo. Il cileno era il legittimo proprietario, finché l’arrivo del 9 per eccellenza, in due parole Il Fenomeno, non scombussola le cose. Si sa come sono fatti questi cileni, orgogliosi e testardi: il primo anno Zamorano non si smuove, glielo chiedono per favore ma lui il 9 non lo cede proprio. E Ronaldo si “accontenta” del 10. L’anno dopo glielo chiedono un po’ meno gentilmente: si mobilitano anche gli sponsor, che hanno interessi piuttosto pesanti in ballo (il marchio si chiama R9, mica R10) e alla fine Zamorano trova la soluzione in due pezzetti di nastro adesivo. Li incolla tra l’1 e l’8, a formare un piccolo “+” sulla maglia. 1+8=9, “falso nueve” prima di tutti gli altri. Anche se la sua versione è un’altra e racconta di un Ivan dal cuore d’oro che regalò la 9 a Ronie per consolarlo dopo la finale Mondiale persa…

9, 18, 20, 33: chi è?

Fuggito dall'Inter, Ronaldo troverà un altro osso duro in Morientes, 9 del Real Madrid che non solo non molla la maglia, ma stava rischiando addirittura di far saltare il suo approdo alla Casa Blanca, rifiutando il Barcellona che garantiva a Florentino Perez parte dei soldi da girare all'Inter. Alla fine Morientes resta, Perez scuce di tasca sua, Ronie prende la 11 (lasciata libera dal suo connazionale Savio). Anche in questo caso il suo sacrificio dura un anno: la stagione dopo Morientes va in prestito al Monaco e al suo ritorno a casa... ops, la 9 è occupata da Ronaldo. Per lo spagnolo c'è l'8.

Cambiano gli attori, ma non gli addendi, e la storia del 9 conteso che diventa 1+8 si ripete a Roma, nel 2000: protagonisti del braccio di ferro durato un’estate Montella e Batistuta, che arriva nella Capitale dichiarando fin da subito il proprio amore per quel numero e che valore abbia per lui. Montella fa orecchie da mercante, se il 9 è il numero dei grandi attaccanti lui vuole dimostrare che la Roma, un grande attaccante, ce l’aveva già in casa. A Batistuta tocca il 18, che comunque gli porta bene visto che chiude la stagione con 20 gol in campionato. L’anno dopo, quando alla rosa si aggiunge Cassano, nuovo cambio. Fantantonio è legatissimo al 18, negarglielo sarebbe una cattiveria gratuita visto che per Batigol non ha un grande significato. Prende il 20 (il numero dei gol segnati l’anno prima) e cambierà ancora scegliendo il 33 (i suoi anni). Nel frattempo, il 9 dalla schiena di Montella non lo scolla nessuno…

Se non lasci... raddoppio!

E poi c'è chi il 18 non lo usa per sostituire il 9, bensì un 10 già occupato, vedi Robi Baggio approdato al Milan di Savicevic nel 1996, o in Nazionale. A Madrid, sponda Real, invece, per anni il 7 è stato sinonimo di Raul, con buona pace dei Figo (al quale diedero la camiseta blanca numero 10: c’è di peggio, nella vita) e dei Beckham (che prese il 23), arrivati troppo tardi. Il portoghese si riapproprierà del suo numero magico una volta all’Inter, e chissà cosa avrà pensato Quaresma trovandoselo davanti anche lì, dato che già in Nazionale si era dovuto mettere in coda per avere quel numero: Figo 7, Cristiano Ronaldo 17, Quaresma 27. Aspetta e spera, caro Trivela…

All’Inter, Quaresma la risolse salomonicamente sdoppiando, o meglio “raddoppiando” con un 77, soluzione scelta anche da Djibril Cissè quando nel 2011 approdò alla Lazio e Rocchi si tenne stretta la sua numero 9: e così fu 99.

Ibra non chiede, prende

Persino il grande Ibrahimovic ha dovuto piegare il capo: quando nell’estate 2006 arriva all’Inter, il 9 è di Cruz. Timido tentativo respinto ed eccolo con un inaspettato 8 sulla schiena. Nel 2010, dopo la parentesi al Barcellona (con il 9), il ritorno a Milano ma in rossonero, e figurati se uno come Inzaghi è disposto a mollare il suo numero da bomber. Risultato: Ibra 11. Al terzo tentativo, però, il vero Zlatan è venuto fuori: ha smesso di chiedere, e ha preteso. Arrivato al Manchester United aveva già deciso che avrebbe indossato il 9 prima ancora di firmare, e nessuno se l’è sentita di contraddirlo. Peccato che appartenesse a Martial, giovane stella della squadra pagata 80 milioni solo l’anno prima, che davanti alla “proposta” del club di vestire il meno affascinante 11 (sempre che l’11 di Giggs possa essere definito così) preferì girare i tacchetti e andarsene, ritenendosi non più al centro del progetto. Pare che Ibra l'abbia salutato tra le lacrime, sventolando una maglia rossa numero 9.

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