Calciomercato Lazio, Keita saluta: "Spicco il volo con le mie ali"

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L'attaccante senegalese saluta la Lazio dopo il passaggio al Monaco: "Devo spiccare il volo e provare a farcela da solo con le mie ali, forgiate dalla vostra passione. Sono arrivato a Roma che ero un bambino, piccolo e sognatore, mi avete accompagnato fino al momento del salto. Non potevo restare e questo lo sapete tutti"

Dalla Lazio al Monaco, Keita Balde cambia squadra ma anche campionato. Inutili i tentativi di Milan, Juventus, Napoli e Inter di trattenerlo in Italia, l'attaccante senegalese ha scelto la Ligue 1 ed il Principato per ripartire. Si chiude così una lunga telenovela estiva con protagonista Keita ed il suo rapporto difficile con la società biancoceleste. Ora è arrivato il momento dei saluti, che l'attaccante rivolge ai tifosi della Lazio tramite il suo profilo Instagram. "Il momento è arrivato – scrive il nuovo calciatore del Monaco - Devo spiccare il volo e provare a farcela da solo con le mie ali. Ali forgiate dalla vostra passione, dalle vostre pacche sulle spalle, dai bimbi con la mia maglia numero 14, da chi mi ha amato e incoraggiato. Guardo Roma dall'alto e ci vedo la Storia, lo scudetto primavera, i primi gol, sofferenze e gioie, quella doppietta, applausi e critiche, lo spogliatoio fatto di compagni e professionisti che mi hanno aiutato. Ma soprattutto voi tifosi".

"Non potevo più restare, lo sapete tutti"

"Grazie a tutti coloro che mi hanno insegnato, aspettato e cresciuto – prosegue - Non parlo solo di calcio ma anche di vita reale. Sono arrivato a Roma che ero un bambino, piccolo e sognatore, mi avete accompagnato fino al momento del salto. Non voglio essere ipocrita. Vado, voglio andare, non potevo più restare e lo sapete tutti. Inutile negare che avrei potuto, insieme al mio agente, scegliere altri modi di partire e invece abbiamo optato per il migliore. Quello che porta dei vantaggi anche alla società e quindi a voi. Per questo vi dedico il mio ultimo pensiero: tifosi e compagni di squadra. Grazie! Per me voi siete la Lazio. Un sentimento senza padroni che vola nel cielo. Una sensazione di libertà che non si può imprigionare".

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