Calciomercato amarcord: il 2015 di Salah tra Chelsea, Fiorentina e Roma

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Vanni Spinella

Nell'estate del 2015 il "caso Salah" animava il mercato tra scritture private, tweet e tribunali. Protagonisti della vicenda il giocatore che non voleva restare alla Fiorentina, il club viola deciso a trattenerlo e una serie di pretendenti decise a fargli la corte

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Il 22 giugno 2017, passando al Liverpool a titolo definitivo, Momo Salah chiuse la sua esperienza italiana con un trasferimento importante dal punto di vista economico ma senza particolari intrighi. Una normale trattativa di calciomercato. Sì, perché un’altra telenovela Salah non l’avremmo sopportata. L’egiziano lascia la Roma per il Liverpool nel giro di pochi giorni, altro che le settimane che ci vollero nell’estate 2015 per approdarvi, districandosi tra scritture private, tweet sibillini e contratti da interpretare, in quella che resta una delle “mercatonovele” più folli del nostro calcio. Lui, lei, l’altra. Gli ingredienti di base per una trama perfetta sono sempre gli stessi e anche in questa storia non potevano mancare. Lui: Mohamed Salah, giocatore egiziano che, in virtù di un’ottima tecnica abbinata a grande rapidità e di un’altezza non considerevole, nel suo Paese è stato ribattezzato – indovinate un po’? – “il Messi delle Piramidi”. Gioca nel Chelsea: i Blues se lo sono assicurati di corsa appena ha iniziato a mettersi in mostra con qualche buona giocata nel Basilea e nel mercato di gennaio 2013 hanno speso 15 milioni di euro per lui. Lei: la Viola, meglio nota come la Fiorentina. Il suo non è un colpo di fulmine, quando conosce Salah non se ne innamora immediatamente. Non glielo presentano a una festa, ma quasi: nel febbraio del 2014 Mourinho, allenatore del Chelsea, vuole a tutti i costi Cuadrado, che nella Fiorentina ha vissuto un anno magico. Mette sul piatto proprio Salah (in prestito per sei mesi) come parziale contropartita per il colombiano, oltre a una trentina di milioni. E la storia d'amore ha inizio così. Per scoprire chi sia l'altra serve pazienza, ora ci arriviamo. Fine del primo episodio.

Sboccia l'amore

A Firenze impera lo scetticismo: di Salah si sa ben poco (oltre al fatto che sia il Messi delle Piramidi), gli highlights dalla Premier non aiutano (appena due gol in un anno solare e tanta panchina) e non è chiaro che impatto potrà avere sul calcio italiano (prima di lui non si ricordano egiziani che abbiano sfondato). Non meno fumose le clausole per il riscatto: si parla di un milione di euro per il prolungamento di un anno del prestito oneroso e di 18 milioni per il riscatto definitivo. Ma pochi sanno che Salah ha dalla sua un ulteriore documento che si rivelerà “la carta della discordia” (nelle telenovelas si direbbe che "nasconde un terribile segreto", ma qui ci pare esagerato). Ulteriore curiosità: la firma con i viola slitta di qualche ora perché il giocatore richiede la traduzione in arabo del contratto. Per dire quanto sia attento ai dettagli, quando si mette nero su bianco.

In barba agli scettici, l’impatto di Salah sul calcio italiano è devastante: l’egiziano sembra fatto apposta per giocare in ripartenza nella nostra Serie A. Le discese palla al piede, i tagli in profondità, i dribbling stretti, tutto con quel passo breve e ad alta frequenza: ma dove lo tenevate nascosto, 'sto Salah? Indice sul calendario e fate attenzione, perché anche qui stargli dietro non è semplice: esordio l’8 febbraio, mezz’ora finale da subentrato; 14 febbraio, primo gol in campionato, contro il Sassuolo; 26 febbraio, primo gol in Europa League, nel 2-0 al Tottenham; 5 marzo, doppietta alla Juventus, nello storico 2-1 allo Stadium (dove i bianconeri non perdevano dal 2013) in Coppa Italia. Dite che basta per far innamorare il popolo viola?

Crisi del settimo mese

E cosa viene in una telenovela dopo l’innamoramento? Esatto: il tradimento. A fine stagione Della Valle è pronto a esercitare il riscatto, ma c’è qualcosa nell’aria che non va. C’è “l’altra” in agguato. A gironzolare attorno a Salah con fare seducente è l’Inter, che inizia la sua corte. Nel frattempo la Viola, per cercare di riconquistare il suo amore, ricorre alla “proposta pazzesca”, così la definisce Della Valle: adeguamento del contratto fino a 3 milioni netti d’ingaggio per 4 anni più bonus, in cambio di una piccola firmettina con cui Salah rinnova le promesse.

L’egiziano snobba la proposta, Della Valle passa alle maniere forti: un ultimatum, dopodiché “ti porto in tribunale”. La giornata del 2 luglio 2015 è cruciale: la società viola invia una raccomandata a Salah per ricordargli che il ritiro a Moena inizia il 13 luglio, e che lo attendono lì, vista la volontà del club di esercitare l’opzione per il prolungamento del “matrimonio” (con la proposta dei 3 milioni all’anno che nel frattempo è decaduta), Salah risponde attraverso il suo agente, l’avvocato Ramy Abbas, “Abbiamo deciso, non restiamo alla Fiorentina: Salah si trasferirà in un altro club italiano”. Ha confessato: c’era davvero un’altra.

Un caso da tribunale

E così Della Valle va a caccia di prove, come fa l’amante tradita nelle telenovelas quando cerca tracce di rossetto sul colletto della camicia: invia una lettera di diffida (non esistono solo quelle d’amore, in queste storie) all’Inter, rea di aver contattato un giocatore ritenuto sotto contratto, mentre il vice-presidente Panerai tuona su Twitter, rivolgendosi a Malagò, “Non si può tollerare che le firme e i regolamenti valgano meno di zero. Se le società del calcio dovessero rispettare la trasparenza, l’Inter sarebbe già retrocessa”. Risposta dell’Inter: “Nessuno si deve permettere di parlare a sproposito della nostra società mettendone in discussione solidità e trasparenza. Nessuno si deve permettere di offendere il club, e di conseguenza i propri tifosi, con dichiarazioni che sono totalmente prive di ogni fondamento”. E ancora: “La Fiorentina sta chiaramente cercando di coinvolgere l'Inter in una vicenda che non la riguarda, per coprire un problema fra lei e il giocatore Salah”.

L'accordo... "prematrimoniale"

La calma olimpica di Salah, nel frattempo, è frutto di un elemento destinato a decidere le sorti della vicenda, un impegno scritto voluto dal calciatore al momento della firma con la Fiorentina. Un accordo privato, chiamatelo "prematrimoniale" se volete, che consentirebbe a Mohamed di rifiutare il prolungamento in viola. Un diritto che il club riteneva potesse essere esercitato entro il 30 giugno (e dunque scaduto), mentre per i legali di Salah la data era da intendersi come un termine entro cui il giocatore avrebbe dovuto presentare richiesta scritta in caso avesse scelto di restare. Cosa che Salah non ha certo fatto.

Come finisce lo sappiamo tutti: il cartellino del giocatore torna di proprietà del Chelsea e tra i due litiganti-ex-amanti si inserisce la Roma, con un corteggiamento lampo. Tra la fine di luglio e i primi di agosto Salah torna anche a parlare, o meglio a cinguettare, con dei tweet sibillini con cui prima annuncia un imminente cambio della foto-profilo (metterà un “11”, il numero scelto alla Roma al posto del 74 viola) e poi sentenzia “Fatto”. Il 6 agosto 2015 la firma con la Roma, il 25 ottobre, alla 9.a di campionato, l’immancabile gol dell’ex alla Fiorentina e in chiusura di partita anche un cartellino rosso. Il colore della passione.

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