La Juventus del futuro: i nomi per panchina e centrocampo

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Le strategie del club bianconero per la stagione 2019/2020. Sarri e Simone Inzaghi in pole per sostituire Allegri. Fari puntati sul centrocampo: Milinkovic-Savic obiettivo concreto, sogno Rabiot. Senza dimenticare Pogba

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Archiviati i festeggiamenti per la conquista dello scudetto e i saluti a Massimiliano Allegri e Andrea Barzagli, in casa Juventus si lavora alla composizione della rosa per la stagione 2019/2020. Parallelamente all'individuazione del successore di Allegri in panchina, il reparto che oggi è al centro delle attenzioni dell'area tecnica bianconera è il centrocampo. L'arrivo a parametro zero dall'Arsenal di Aaron Ramsey, presente sugli spalti dell'Allianz Stadium domenica sera per assistere a Juventus-Atalanta, è la certezza intorno alla quale ruotano gli altri movimenti di calciomercato.

Milinkovic-Savic obiettivo, sogno Rabiot. Senza dimenticare Pogba

A stilare il borsino delle trattative in entrata per la Juventus che verrà è stato Francesco Cosatti negli studi di Sky Sport 24. Il nome oggi più vicino per il centrocampo è quello di Sergej Milinkovic-Savic. Quella del serbo (nonostante il premio MVP assegnatogli dalla Lega Serie A) non è stata sin qui una stagione straordinaria, ma Milinkovic-Savic è comunque riuscito a mettere la sua firma sulla vittoria della Coppa Italia da parte della Lazio. Mezzala di qualità e fisicità, bravo negli inserimenti e sui calci piazzati, il 24enne corrisponde all'identikit del rinforzo che i bianconeri cercano a prescindere dal prossimo allenatore. Nelle scorse ore c'è stata un'accelerazione verso il giocatore e il suo entourage. Ora, per definire il costo del cartellino – che l'anno scorso valeva almeno 100 milioni – occorrerà parlare con la Lazio. Stuzzica anche la pista che conduce a un altro profilo classe '95: quello di Adrien Rabiot, che a fine giugno si svincolerà per fine contratto dal PSG e rappresenta un nome che la Juventus segue da tempo. Ritenuto pronto per la Serie A da Fabio Paratici e Pavel Nedved, sembra destinato a tornare di moda. Senza mai dimenticare Paul Pogba, che era presente alla festa di addio al calcio di Andrea Barzagli e considera la Juventus la sua famiglia. Paratici osserva con molta attenzione i movimenti del calciatore salutato nell'estate 2016 in direzione Manchester United. Un viaggio di ritorno non è da escludere a priori.

La panchina: Sarri-Inzaghi in pole, Pochettino resta un'idea

Tanto, ma non tutto, nelle strategie del calciomercato bianconero dipenderà da chi sarà il nuovo allenatore. Quello di Maurizio Sarri continua a restare il profilo più vicino alle considerazioni sul futuro della panchina della Juventus. L'ex allenatore del Napoli oggi attende di giocare la finale di Europa League del prossimo 29 maggio con il suo Chelsea contro l'Arsenal, ma il suo futuro a Londra non è affatto blindato, nonostante il terzo posto in Premier League e la possibilità di sollevare una coppa europea a fine stagione. Il suo operato è stato contestato da una parte della tifoseria e il club potrebbe puntare sul ritorno da manager della bandiera Franck Lampard, oggi in corsa per la promozione in Premier con il suo Derby County, contro l'Aston Villa. L'Italia è rimasta nel cuore di Sarri, ma la Juventus non è l'unico club che lo segue in Serie A anche se il diretto interessato ha spiegato di non aver avuto contatti con nessun altro club. I nomi circolati per la panchina bianconera sono tanti, ma la sensazione è che il cerchio si stia stringendo. In corsa c'è anche Simone Inzaghi, un profilo che la Juventus conosce bene. L'allenatore della Lazio gode di un rapporto molto stretto con Fabio Paratici e Pavel Nedved. Ha ancora un anno di contratto con la Lazio e sta trattando il rinnovo fino al 2022, ma le carte potrebbero cambiare se la Juventus dovesse puntare su di lui. In stagione situazioni non semplici e la vittoria della Coppa Italia rappresenta una medaglia al merito in vista di un possibile futuro sulla panchina di un top club. Il terzo nome in voga resta quello di Mauricio Pochettino. Anche nel caso dell'allenatore del Tottenham, come per Sarri, ogni discussione sul futuro dovrà attendere una finale, nello specifico quella di Champions League che gli Spurs giocheranno contro il Liverpool. Quello di Pochettino è considerato un profilo di alto spessore, già incrociato negli ottavi di finale della Champions 2017/2018. Le complicazioni sono rappresentate dal costo dell'ingaggio dell'allenatore argentino e dal rapporto molto stretto che lo lega al presidente del club inglese, Daniel Levy, che non vorrebbe farlo partire da Londra.

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