Portiere mancato col mito di Xavi: chi è Sensi, futuro centrocampista dell'Inter

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Troppo piccolo per fare il portiere, la svolta grazie a un 'calcio' a San Marino: dal mito Xavi all'Inter di Antonio Conte. Tutto quello che c'è sapere su Stefano Sensi, pronto a diventare ufficialmente un nuovo centrocampista nerazzurro

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La storia di Stefano Sensi, pronto a diventare ufficialmente un nuovo centrocampista dell’Inter, parte da lontano e inizia quasi per caso. Campionato di Lega Pro, stagione 2013/2014. Un giorno, a fine allenamento, l’allenatore del San Marino Fernando De Argila – catalano e figlio di un portiere del Barcellona negli anni 40’ – sistemò i palloni al limite dell’area di rigore e invitò alcuni componenti della rosa a esercitarsi nel calciare in porta. Uno, due, tre tiri. Fernando De Argila, distratto da un collaboratore, si girò di spalle rispetto a quei ragazzi impegnati nell'esercitazione, quando improvvisamente rimase piacevolmente stupito dal ‘rumore’ del calcio di un pallone. “Chi è stato l’ultimo a calciare?”, chiese girandosi l’allenatore del San Marino. Gli sguardi dei compagni di squadra puntarono tutti in direzione di un ragazzino arrivato lì in prestito dal Cesena: Stefano Sensi. L’istante esatto della svolta, la prima della sua carriera. Da quel momento in poi Sensi divenne titolare a centrocampo con tanto di fascia di capitano al braccio, generando anche qualche polemica interna.

La seconda svolta firmata Drago

Il ragazzo, però, ci sa fare e se la cava benissimo: ottime stagioni al San Marino e una crescita costante; nell’estate del 2015, poi, il ritorno alla casa madre Cesena, club che lo aveva acquistato alcuni anni prima dal Rimini fallito. La seconda svolta, questa volta firmata Massimo Drago, allenatore di quel Cesena. Sensi è nella lista dei partenti, ma Drago chiede di valutare i ragazzi rientrati dai prestiti. A Sensi bastarono 2-3 allenamenti per convincere tutti ed essere subito tolto dalla lista dei partenti. Drago rimase impressionato non solo dalla qualità del ragazzo, ma anche dalla sua ‘fame’ e dalla sua aggressività. Tratti distintivi che convinsero nel 2016 il Sassuolo a pagarlo 10 milioni di euro. Il resto è storia recente. La nuova Inter di Antonio Conte lo soffia al Milan, considerandolo come un profilo adatto per i piani di ‘rinascita’ nerazzurra. Investimento importante, affare con il Sassuolo da 5 milioni di euro per il prestito e 22-25 per il riscatto, oltre all’inserimento nell’affare di un giovane della Primavera nerazzurra: Edoardo Vergani, attaccante classe 2001.

Portiere mancato con il mito di Xavi

E pensare che da bambino, nei Pulcini dell’Urbania, iniziò a giocare come portiere. Troppo piccolo però Sensi e non solo per l’età: Stefano era il più giovane di tutti, ma anche il più basso. Già, la statura (168 cm), un pregiudizio contro il quale ha dovuto combattere da sempre, pur non arrendendosi mai. “A calcio si gioca con i piedi”, la sua risposta classica. Le rivincite arriveranno col tempo. Una dal sapore ancora più speciale. Prima dello scatto decisivo dell’Inter, su Sensi si era mosso anche il Barcellona, la squadra per la quale faceva il tifo fin da piccolino, osservando il mito di sempre Xavi. Play-stop-rewind, Youtube acceso e la voglia di diventare grande provando a ‘rubare’ più segreti possibili al fenomeno spagnolo. Capitoli di una storia, quella di Stefano Sensi, che adesso si prepara ad essere riempita con nuove pagine. Con la grinta di sempre e il nerazzurro sullo sfondo.

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