Calciomercato Bologna, chi è Jerdy Schouten: il nuovo talento olandese di Mihajlovic

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Trattativa chiusa con l'Excelsior, operazione da 2 milioni di euro. Mezz'ala del '97, si ispira a Fabregas, 5 anni fa rischiò di smettere a causa di una malattia alle gambe. Scopriamo il nuovo talento del Bologna

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Dicono di lui: "E' un giocatore meraviglioso da vedere. Se fossi l'Ajax o il Feyenoord, gli offrirei un contratto di cinque anni". Parola di numero 10, Rafael Van der Vaart, un'istituzione in Olanda quando si parla di talento. Jerdy Schouten ne ha da vendere, tant'è che il Bologna di Mihajlovic ha bruciato la concorrenza e se l'è preso per 2 milioni. Operazione chiusa, Jerdy Schouten ha già visitato Casteldebole e ne è rimasto stregato. Sina Mihajlovic avrà modo di apprezarne le qualità fin dal primo giorno di ritiro. 

Schouten, un talento per Mihajlovic

Partiamo dal ruolo: Schouten è una mezz'ala di qualità, ha iniziato come ala sinistra ma con gli anni ha arretrato il suo raggio d'azione. Ha fatto il regista, il fantasista e l'esterno, ma ama giocare da intermedio. Classe '97, figlio d'arte, suo zio Nenk ha giocato per 8 anni con il Feyenoord. Lui è nato a Hellevoetsluis, a 40 km dal porto più famoso d'Europa, ma nonostante il grande talento è stato scartato per 3 volte dallo Sparta Rotterdam.

"Troppo piccolo", dicevano. Arriva l'Ado Den Haag e lo tessera immediatamente, salvo scoprire una brutta malattia agli stinchi che ne rallenta la crescita. Jerdy ha 12 anni e resta fermo per 11 mesi, si opera due volte e torna in campo, diventando una mezz'ala. La sua crescita continua, fa il suo esordio in Eredivisie a 17 anni e la stagione successiva gioca da titolare in Serie B con la maglia del Telstar, 4 gol in 40 partite. L'Ado Den Haag lo scarica all'Excelsior Rotterdam senza pensarci troppo, lui ripaga la fiducia del club giocando quasi tutte le partite e segnando anche una rete (34 gare totali). Il suo difetto, forse, è che segna pochi gol: "Dovrei essere un po' più egoista, ma amo fare gli assist". 

Si ispira a Fabregas, ma il suo primo idolo è stato Van Persie, un punto di riferimento quando giocava lì davanti. Curiosità: il suo 'battesimo' nello spogliatoio dell'Excelsior è stato cantare una canzone di Marco Borsato, cantautore italiano-olandese famoso per aver tradotto alcuni testi di Zucchero e Giorgia. Chissà cosa gli faranno fare a Bologna. 

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