Fiorentina, Pradé: "Parleremo con Chiesa, Veretout andrà via ma non per contropartite"

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Il direttore sportivo dei viola è stato presentato in conferenza stampa, dove ha parlato del mercato della Fiorentina: “Sono qui per una promessa che feci ad Astori. Con Chiesa parleremo al ritorno dalle vacanze, Veretout ha chiesto la cessione ma non vogliamo contropartite”

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Dopo quattro insieme, Daniele Pradé e la Fiorentina si ritrovano, per rilanciare i viola dopo la stagione deludente che si è conclusa con la salvezza conquistata all’ultima giornata. Il direttore sportivo è stato presentato in conferenza stampa e prima di rispondere alle domande si è espresso così: Ringrazio di cuore Joe Barone e il presidente Rocco Commisso. Grazie anche alla città, sono contento di tornare a Firenze, una delle più belle del mondo. Ho sentito i Della Valle che mi hanno fatto un augurio e hanno detto che hanno scelto le persone migliori per la Fiorentina. Poi voglio dire un'altra cosa: non era previsto che lasciassi la squadra nel 2016. Quando successe mi chiamarono tutti e il primo fu Davide Astori. Gli promisi che un giorno saremmo tornati a lavorare insieme e ora eccomi, Davide, sono qui". La priorità adesso per Pradé è quella di ridurre l'organico a disposizione: "Rispetto ad altre volte ho a disposizione un tetto salariale più alto ma siamo in difficoltà perché su 75 giocatori ne abbiamo circa 60 non funzionali al progetto". Il primo pensiero, se i parla di mercato in uscita, va a Federico Chiesa e Jordan Veretout: "Con Federico non ci sono stati ancora contatti, quando tornerà dalle vacanze gli parlerò per spiegargli il mio progetto. Capiremo bene che cosa recepirà e vedremo. Ad oggi ci sono tanti giocatori da cedere ed è impossibile garantire un risultato sportivo. Ci vuole grandissima pazienza. Veretout ha chiesto di essere ceduto per crescere di livello, più squadre ce lo hanno chiesto ma nessuno ha presentato un'offerta scritta. Non vogliamo contropartite per lui".

Il mercato della Fiorentina

Il modulo con cui Vincenzo Montella lavorerà è il 4-3-3 ed è da questa certezza che parte il mercato della Fiorentina. "Pavoletti è incedibile. Dragowski se resta sarà il portiere titolare. Inglese ci piace ma ha costi insostenibili. Bennacer vorrebbe giocare una competizione europea. Con De Rossi abbiamo parlato in modo informale, ma non c'è stata una vera e propria offerta quindi nemmeno un rifiuto. Viviano è fortissimo ma se resta Dragowski non possiamo tenere un portiere come lui, gli metterebbe troppa pressione. Badelj e Biglia sono molto forti ma con problematiche diverse: Lucas è in scadenza ma un contratto alto, Milan invece andrebbe ricomprato quando è andato via a zero. C'è stata la suggestione Borja Valero, era normale che succedesse, ma ha uno stipendio troppo alto. Per Benassi non abbiamo mai trattato col Genoa. Saponara, Eysseric e Cristoforo verranno valutati in ritiro. Vogliamo rigenerare Simeone, rientra tra quelli che non vogliamo cedere. Lirola non è una pista che possiamo seguire. Lafont? Abbiamo deciso noi di mandarlo a giocare. Rog non ci piace, Ounas sarebbe funzionale ma se offri al Napoli Veretout loro ti chiedono anche la differenza" ha spiegato Pradé.

Tra passato e futuro

Sono diversi gli obiettivi da perseguire, per il direttore sportivo: "Vogliamo ridare identità al territorio, sarebbe bello costruire una squadra toscana in futuro ma è molto difficile. Non ci saranno più situazioni come quella legata a Zaniolo: faremo tutte operazioni con un controriscatto per noi, com'è stato per Lafont". Infine, Pradé ha rivelato i rimpianti della precedente esperienza: "L'aereo di Berbatov, ma anche quando eravamo secondi in campionato e non siamo riusciti a soddisfare la richiesta dell'allenatore, che voleva Mammana. Lì si è perso l'equilibrio ed è stato tutto un uno contro l'altro".

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