Zaniolo: "L'Italia mi manca molto ma io alla Lazio sarebbe una situazione improponibile"

l'ex romanista

Il centrocampista in un’intervista al Corriere dello Sport non esclude la possibilità di tornare in Italia ma da ex romanista chiude all’ipotesi Lazio: “Per quel che ha rappresentato la Roma e per rispetto dei tifosi laziali sarebbe una situazione improponibile. L’Italia mi manca molto: tocca ai club definire il mio futuro. Il Milan? Chi lo sa, il mio agente mi informa solo se e quando c’è qualcosa di concreto”

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"L'Italia mi manca molto”. Nicolò Zaniolo parla della sua nostalgia per l’Italia. E in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il centrocampista azzurro dell’Aston Villa non esclude un ritorno in Serie A: "L'Italia mi manca molto: la famiglia, gli amici, mio figlio... Adesso però tocca ai club definire il mio futuro, il cartellino è di proprietà del Galatasaray. Intanto voglio esprimere la mia gratitudine per Monchi che ha scommesso ancora su di me dopo avermi portato alla Roma a 19 anni. Il MIlan? Chi lo sa. Ho chiesto al mio procuratore, Claudio Vigorelli, di informarmi solo se e quando c’è qualcosa di concreto. Ora devo concentrarmi sull’Aston Villa". E sulle voci di un suo possibile trasferimento alla Lazio, da ex romanista, ha le idee chiare: "Non so nulla. Ma comunque voglio essere onesto: per ciò che ha rappresentato la Roma per me e anche per rispetto dei tifosi della Lazio, sarebbe una situazione improponibile".

Zaniolo, il passato a Roma e il presente in Premier

Con la Roma è stata una grande storia -ha proseguito Zaniolo a proposito della sua ex squadra- Ho amato tanto e sono stato ricambiato. Ma le cose nel calcio come nella vita finiscono. Quando è così è meglio separarsi, pur conservando il ricordo nel cuore. Non è successo niente di particolare. La verità è che qualcosa si era interrotto nel feeling con la Roma e abbiamo deciso di comune accordo che non avesse senso trascinare la questione". Quindi un giudizio su questa sua esperienza in Inghilterra: “In Premier ho giocato meno del previsto. Ma penso che un periodo di adattamento a un calcio ed a un Paese diverso sia fisiologico. Quando sono arrivato in Inghilterra nemmeno parlavo la lingua. È difficile ambientarsi, anche perché tanti dei miei compagni sono sposati e ho passato molto tempo da solo".