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Milan, inizia l'era Cardinale: i retroscena dietro la scelta di azzerare tutto

i retroscena

Con un comunicato sul proprio sito, il club rossonero ha ufficializzato, "con effetto immediato", l’esonero dell’allenatore Allegri e la conclusione del rapporto anche con il ds Tare, l’ad Furlani e il direttore tecnico Moncada. Il giorno dopo la mancata qualificazione in Champions, ecco le decisioni di Gerry Cardinale, rimasto a Milano per pianificare il Milan del futuro: qui tutti i retroscena dietro le scelte del proprietario del Milan e i primi possibili nomi per la panchina

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Senza qualificazione in Champions, senza più Massimiliano Allegri e senza più la dirigenza protagonista di quest’annata conclusa con il grande obiettivo stagionale mancato all’ultima giornata. Il Milan inizia una nuova era, e sarà l’era di Gerry Cardinale e delle sue decisioni. In prima persona. Per quattro anni, prima che il fondatore di RedBird completasse il rifinanziamento del debito che lo legava al fondo Elliott, Cardinale ha delegato. Ora sarà lui a prendere le decisioni. E le prime sono e saranno decisioni forti. Con un obiettivo principale: creare una struttura organizzativa e una catena decisionale forte, coerente e pienamente allineata.

Via Allegri, si cerca un profilo "alla Fabregas"

La prima scelta forte è quella legata all’allenatore: nonostante l’impegno di Massimiliano Allegri e del suo staff, nonostante un altro anno di contratto (il prolungamento automatico fino al 2028, non essendo stata centrata la qualificazione in Champions, non si è concretizzato) l'allenatore livornese non è più alla guida del Milan. Il comunicato della proprietà del Milan ha già ufficializzato la separazione. I rossoneri ora cercheranno un nuovo profilo, che proponga un gioco meno difensivo e un modulo diverso dal 3-5-2, considerato non particolarmente adatto alle velleità più offensive che si vorrebbero esaltate dal nuovo Milan. Il progetto di affidare la squadra ad Allegri, per accorciare i tempi e tornare a essere competitivi a breve termine, non è riuscito. E nemmeno il proposito di valorizzare i calciatori della rosa. Per questo il Milan si prenderà qualche giorno di riflessione prima di decidere su chi puntare per la panchina e la scelta finale sarà proprio di Cardinale. Deve essere un allenatore appunto con un gioco offensivo, c’è già una lista ristretta di nomi. Non sarà un profilo alla Antonio Conte, che si è appena liberato dal Napoli. E non sarà nemmeno Cesc Fabregas. Anche se il profilo ricercato è simile a quello del giovane catalano che ha guidato il Como a centrare la Champions.

I primi nomi per la panchina

La scelta finale sarà proprio di Cardinale. Deve essere un allenatore appunto con un gioco offensivo, c’è già una lista ristretta di nomi. Non sarà un profilo alla Antonio Conte, che si è appena liberato dal Napoli. E non sarà nemmeno Cesc Fabregas. Anche se il profilo ricercato è simile a quello del giovane catalano che ha guidato il Como a centrare la Champions. Cardinale ha una short list di nomi: molto apprezzato Andoni Iraola, l'allenatore basco che ha chiuso il suo ciclo con una insperata qualificazione all'Europa League con il Bournemouth con il quale ci sono già stati contatti. Non risultano i nomi di Thiago Motta, Xavi. Piace Italiano.

Né Furlani né Galliani nel futuro del Milan

Ma oltre alla rivoluzione nella guida tecnica, è netta anche la discontinuità a livello dirigenziale, con l’azzeramento di tutto il vertice: via il direttore sportivo Igli Tare, via il responsabile scout Geoffrey Moncada. E via Giorgio Furlani, l’amministratore delegato arrivato con il fondo Elliott. Nel nuovo Milan, si cerca anche un nuovo e diverso ‘design’. Per questo si è deciso di chiudere il rapporto con Furlani: nonostante sia stato apprezzato come uomo dalle grandi capacità con i numeri, il club ritiene ora di aver bisogno di persone con caratteristiche differenti, che facciano anche squadra. Niente più Furlani e niente ritorno nemmeno di Adriano Galliani. C’è stato, nei mesi scorsi, un incontro tra Cardinale e l’ex amministratore delegato dell’era berlusconiana. Ma Galliani non farà parte del mondo Milan del futuro.

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