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12 luglio 2017

"Everton is coming": che rivoluzione in Premier

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Everton

Jordan Pickford, Michael Keane, Wayne Rooney, Davy Klaassen e Sandro Ramirez: il mercato dell'Everton non finisce qui

Se le ufficialità della Serie A premiano lo scatenato Milan, gli inglesi sbancano in Premier League con 5 colpi e 100 milioni di euro già investiti. Merito della proprietà targata Moshiri, uomo d'affari che inaugurerà il nuovo stadio. In attesa dell'erede di Lukaku, i Toffees impazzano con i giovani talenti

La tradizione li identifica come Toffees (Caramelle), ovvero i tipici dolciumi inglesi venduti in passato all’esterno di Goodison Park oppure distribuiti sugli spalti dalla Toffee Lady. Denominazione agli antipodi con il presente dell’Everton, club fondato nel 1878 a precedere i cugini del Liverpool, d’altronde la squadra del Merseyside si candida a regina d’Europa nella sessione di mercato. Se i tifosi del Milan applaudono i 7 nuovi acquisti in rosa a fronte di 135 milioni di euro investiti dalla proprietà cinese, l’Inghilterra ammira le operazioni in serie dei Blues: sono 5 i colpi ufficializzati in meno di dieci giorni, l’ultimo dei quali ha riportato a casa Wayne Rooney dove mancava dal 2004. Una trattativa dal sapore amarcord a titolo gratuito, tuttavia in precedenza la società aveva sborsato quasi 100 milioni di euro per cambiare look tra campioni futuribili e giovani talenti da svezzare. Non finiscono qui le manovre di Farhad Moshiri, proprietario dell’Everton destinato a scalare le gerarchie della Premier League.

La rivoluzione iraniana

Classe 1955, imprenditore di origine persiana cresciuto a Londra, Moshiri detiene quote e percentuali tra diverse compagnie in Gran Bretagna e Russia con un patrimonio stimato da Forbes in 1,79 miliardi di dollari. Insieme al socio Alisher Usmanov divenne co-proprietario dell’Arsenal nel 2007, partecipazione poi ceduta nel febbraio del 2016 diventando azionista di maggioranza (49,9%) dell’Everton e mantenendo Bill Kenwright al vertice della società. Un progetto ambizioso quello del businessman iraniano, oggetto di meme e parodie social per la capacità di spendere senza indugi tra giocatori e un nuovo impianto da 50.000 posti, stadio che dopo 125 anni sostituirà Goodison Park a favore di Bramley Moore Dock, una delle insenature del porto di Liverpool. L’opera è affidata all’architetto statunitense Dan Meis incaricato di progettare anche la nuova casa della Roma, investimento da 300 milioni di sterline sostenuto dal sindaco e tifoso Joe Anderson particolarmente attratto dalla rivoluzione imposta da Moshiri. Qui il futuro abbraccia la passione sportiva, quella che ha riservato ai Toffees 114 campionati disputati in Premier League su 119 edizioni totali.

Si tratta di un primato in Inghilterra per il club peraltro mai retrocesso oltre la Championship, vanto comune alla bacheca di tutto rispetto: 9 scudetti (l’ultimo nel 1987) e altrettanti Charity Shield, 5 FA Cup e la Coppa delle Coppe targata 1984/85. Nel nuovo millennio si sono alternati in panchina David Moyes e Roberto Martinez fino a Ronald Koeman, manager dell’Everton dopo il biennio positivo al Southampton. Al battesimo alla guida dei Toffees ha archiviato il 7° posto utile a raggiungere i preliminari di Europa League come il Milan, altra regina sul mercato estivo. Non ci sarà Romelu Lukaku, 87 gol totali in 166 presenze in maglia blu, blindato dal Manchester United per 85 milioni di euro scatenando l’ira di Antonio Conte al Chelsea. Una cifra monstre nelle casse della società come accaduto un anno fa per John Stones, difensore 23enne ceduto per 55 milioni al Manchester City. D'altro canto la società valorizza e monetizza eccome i propri gioielli, talenti inseriti nella politica della linea verde al pari degli ultimi acquisti: l’esempio in patria è quello del Tottenham, balzato nell’élite inglese e inseritosi gradualmente tra le potenze d’Europa.

Blues Supermarket

Il ritorno del figliol prodigo Wayne Rooney, operazione legata all’appartenenza ai colori piuttosto che a un discorso di pianificazione, trova fondamento nei numeri: a 31 anni e dopo 253 gol con la maglia dei Red Devils oltre a 53 reti in Nazionale (entrambi record assoluti), Wazza riabbraccia la sua città e la maglia indossata fino al 2004 quando il Manchester United lo strappò a 18 anni per 39 milioni di euro. Praticamente una favola a lieto fine, lui che dall’addio ha ammesso di dormire con il pigiama dell’amato Everton. Sarà quindi uno scambio di testimone con Lukaku, nuovo centravanti alla corte di Mourinho sebbene i Toffees siano sul mercato per assicurarsi un ‘9’ di peso. Salutato Deulofeu tornato al Barcellona attraverso il diritto di recompra, in rampa di lancio sgomita Olivier Giroud chiuso all’Arsenal da Lacazette ma i tabloid britannici suggeriscono pure le candidature di Edin Dzeko e soprattutto Christian Benteke. Solo suggestioni? Impossibile dirlo.

Innegabile l’intervento di Steve Walsh, ex scout del Chelsea e uomo mercato del club dopo aver allestito il Leicester campione d’Inghilterra nel 2016. L’operazione Rooney altro non è che l’ultimo tassello della campagna acquisti inaugurata a gennaio con il 19enne Ademola Lookman, prospetto dalla storia affine a Dele Alli ceduto dal Charlton per 12,5 milioni oltre all’ex United Morgan Schneiderlin, pagato 22 milioni. Il portafoglio di Moshiri non ha badato a spese nemmeno nella sessione estiva: preso Jordan Pickford, terzo portiere più pagato di sempre (28,5 milioni) allo stesso prezzo del centrale Michael Keane, scaricato dai Red Devils prima di consacrarsi al Burnley.

Detto della difesa a centrocampo spicca l’acquisto di Davy Klaassen, interprete totale dell’Ajax corteggiato da mezza Europa ma approdato dal connazionale Koeman: una trattativa da 27 milioni per l’ex capitano biancorosso, convinto di alimentare la parabola della sua carriera a Goodison Park. Meno oneroso (6 milioni) ma indubbiamente intrigante è l’affare Sandro Ramirez, ex canterano del Barça reduce dall'ottima stagione al Malaga e dall’Europeo U-21. Trattative low cost per i baby Mathis e Bowler, uno sforzo maggiore per il 20enne nigeriano Henry Onyekuru emerso nel campionato belga: assegno da 8 milioni nelle casse dell'Eupen e prestito immediato all’Anderlecht. Conti alla mano, l’età media dei nuovi acquisti recita 22,7 anni per un esborso totale pari a 98,1 milioni di euro.

Sguardo al futuro

Da non trascurare l’impronta del vivaio nel futuro prossimo dei Toffees: il 19enne Tom Davies, prodotto dell’academy, si è già imposto in prima squadra come ideale box to box mentre i vari Lookman, Kenny, Connolly, Dowell e Calvert-Lewin si sono laureati campioni del mondo nel recente torneo U-20 disputato in Corea del Sud, primo storico trionfo della Nazionale inglese. E come dimenticare il redivivo Aaron Lennon, protagonista di una delicata vicenda personale eppure a pieno regime agli ordini di Koeman. Praticamente un nuovo acquisto come Rooney, "Once a Blue Always a Blue" recitava la maglia indossata da Wayne 13 anni fa. Ogni promessa è debito, ma che rivoluzione all’Everton. Altro che caramelle.