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15 giugno 2019

Calciomercato Roma, Pastore: "Voglio rimanere per dimostrare che giocatore sono"

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Reduce da una stagione sfortunata, il trequartista argentino ha ribadito di volersi riscattare in giallorosso: "Ho altri tre anni di contratto, non vedo il motivo per andare via. Sono uscito dal circolo vizioso degli infortuni, ora voglio dimostrare che giocatore sono"

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Era arrivato a Roma come la punta di diamante della campagna acquisti della passata stagione, ma l’impatto di Javier Pastore sull’universo giallorosso non è stato positivo. Tanti, troppi infortuni a condizionare la prima stagione nella Capitale del trequartista argentino, che ben presto è stato superato nelle gerarchie. Tante, dunque, le voci di un possibile addio alla Roma: a smentirle, però, ci ha pensato lo stesso Pastore, che al contrario ha affermato di aver tanta voglia di riscatto. L’ex Palermo, infatti, è intervenuto ai microfoni di Mundo, in Argentina, per fare chiarezza sul suo futuro. Che, stando alle sue parole, dovrebbe essere ancora a tinte giallorosse.

Voglia di rivincita

Un solo obiettivo dunque per Pastore, che non vede l’ora di ricominciare per dimenticare la stagione appena trascorsa: "L’ultima è stata un’annata strana – ha detto l’argentino -, quando avevo scelto di andare a Roma lo avevo fatto per giocare ed essere indispensabile per la squadra. Purtroppo, per diversi motivi, non ci sono riuscito. Non ho avuto molta continuità, ma la cosa importante è che adesso sono uscito dal circolo vizioso rappresentato dai continui infortuni ai gemelli. Voglio iniziare il ritiro con degli obiettivi importanti e la voglia di fare molto meglio rispetto all’anno scorso. Il mio futuro? Si è parlato tanto di Boca Juniors o River Plate, ma con me non si è fatto vivo nessuno. Tornare in Italia è stato un passo importante per me, la mia famiglia è italiana, in quel Paese ho avuto la possibilità di mostrare le mie qualità e di andare poi al PSG. Io ho altri tre anni di contratto con la Roma, quindi non vedo il motivo per andare via. Considerando poi che la passata stagione non è stata positiva, vorrei veramente giocare almeno un altro anno in giallorosso. Voglio dimostrare che giocatore sono e quello che posso fare. Il Palermo? Vederlo in Serie B mi ferisce e mi fa molto male".

Argentina, capitolo chiuso

In chiusura Pastore ha parlato anche della Nazionale argentina, che si prepara a disputare la Copa America in Brasile. Fuori dai convocati ormai dal 2016, il trequartista della Roma ha detto sinceramente di non aver mai sperato veramente in una chiamata: "Ho visto che la Nazionale si sta rinnovando – ha ammesso -, allora ho capito che non avrebbe avuto senso chiamarmi. La squadra è molto giovane, ci sono dei ragazzi che stanno facendo bene in Europa. E poi sono presenti quattro big come Messi, Aguero, Di Maria e Otamendi. Serve trovare il partner giusto per Messi, affinché lui possa rendere al meglio. Dybala e Matias Suarez possono essere delle buone soluzioni. Leo è il migliore al mondo e giocarci insieme è stata una fortuna. Ho condiviso tante cose con lui, in campo, negli spogliatoi e anche fuori. È come se mi avesse toccato una bacchetta magica, questo mi resterà per sempre".

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