Giro 2018, Be'er Sheva-Eilat: bis di Viviani, Dennis resta maglia rosa

Ciclismo

Claudio Barbieri

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Dopo il trionfo di Tel Aviv, Elia Viviani si conferma il velocista numero 1 del Giro andando a vincere la terza frazione, 229 km con arrivo a Eilat, che comprendeva l'attraversamento del deserto del Negev. Lunedì giornata di riposo e trasferimento, martedì si riprende dalla Sicilia

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Elia Viviani ha conquistato la terza tappa del Giro d’Italia 2018, da Be’er Sheva a Eilat di 229 km. Il velocista della Quick Step, dopo aver trionfato sabato a Tel Aviv, ha preceduto allo sprint Sacha Modolo e Sam Bennett. Quarto un altro italiano, Jakub Mareczko, quinto l'olandese Danny Van Poppel, sesto il belga Jens Debusschere, settimo Manuel Belletti: anche oggi il ciclismo italiano ha fatto il pieno, piazzando quattro concorrenti fra i primi sette. Rohan Dennis mantiene la maglia rosa, che porterà martedì in Italia, dopo il giorno di riposo e trasferimento previsto per lunedì. L'australiano della BMC (23° ciclista a vestire la maglia di leader in tutti e tre i grandi giri insieme a miti del calibro di Eddy Merckx, Bernard Hinault, Jacques Anquetil, Miguel Indurain, Francesco Moser e Alberto Contador) precede di un secondo il vincitore del Giro 2017, l'olandese Tom Dumoulin. Tappa condizionata dalla fuga di tre corridori, scattata dopo pochi km, con protagonisti Marco Frapporti (Androni Sidermec), Guillaume Boivin della squadra locale  Israel Cycling Academy, già protagonista di un importante tentativo nella giornata di sabato ed Enrico Barbin (Bardiani CSF), maglia blu di miglior scalatore. I tre, complice anche l’andatura turistica del gruppo, hanno accumulato un vantaggio fino a 7’ quando mancavano oltre 200 km al traguardo: il vento e le condizioni difficili (caldo oltre i 30° C  e sabbia sull’asfalto) non hanno però stravolto la frazione, che si prestava anche ad attacchi da lontano a causa di possibili ventagli. Quando la BMC della maglia rosa Dennis ha cominciato il forcing, più o meno all’altezza del deserto del Negev (suggestivi i panorami, con i dromedari a bordo strada a mischiarsi ai coraggiosi tifosi), il gap ha cominciato a diminuire. Lo sprint per il GPM di quarta categoria del Faran river, a 322 metri d'altezza, ha visto Barbin al secondo posto, utile per portare la maglia blu in Italia, mentre Elia Viviani nel peloton sprintava per guadagnare punti importanti per la maglia ciclamino. Ai -20 il gap scende sotto il minuto, con la Quick Step dell’azzurro che comincia a dare il cambio alla BMC per ricucire lo strappo. La fuga termina dopo oltre 200 km ai -6, con il gruppo che tiene un’andatura pazzesca che fa una prima selezione anche tra i possibili candidati alla vittoria (perde contatto Niccolò Bonifazio, quarto sabato a Tel Aviv). Viviani non è tra i primi del gruppo sul rettilineo finale, ma la sua risalita è prepotente: nonostante la chiusura non proprio ortodossa di Bennett verso le transenne (non punita dalla giuria), il campione olimpico passa e va a vincere la sua seconda tappa consecutiva, la terza in carriera al Giro (la 57^ in totale, l'ottava nel 2018). Un capolavoro a cui si aggiunge la conferma della maglia ciclamino: questa corsa rosa non poteva cominciare meglio per i colori italiani, che non vincevano due tappe su tre dal 2009, quando Alessandro Petacchi vinse 2^ e 3^ frazione. Lunedì giornata di riposo e di trasferimento in Sicilia, dove il Giro riprende martedì con la quarta tappa Catania-Caltagirone.

Spettatori particolari nel deserto del Negev... (Foto @giroditalia)

Qual è l'ordine d'arrivo e la classifica di tappa?


1. Elia Viviani in 5h02'09 media 45,474 km/h

2. Sacha Modolo s.t.

3. Sam Bennett s.t. 

4. Jacub Mareczko s.t.

5. Danny Van Poppel s.t.

6. Jens Debusschere s.t.

7. Manuel Belletti s.t.

8. Baptiste Planckaert s.t.

9. Mads Pedersen s.t.

10. Jose Goncalves s.t.

Le maglie del Giro d'Italia 2018, aggiornate alla tappa di oggi


Maglia rosa: Dennis

Maglia ciclamino: Viviani

Maglia verde: Barbin

Vegni: “Il Giro è un fenomeno globale”

“Il Giro d'Italia in Israele si chiude positivamente, sotto ogni punto di vista: della partecipazione della gente, dell'organizzazione e della bellezza delle tappe. Non credo che il ciclismo sia stata una parentesi legata al Giro, qui hanno dimostrato di credere in questo sport e sono sicuro che continueranno a puntarci". Così il direttore del Giro d'Italia, Mauro Vegni, all'Ansa. "Il messaggio che parte da questo Paese è molto importante, perché conferma come questo sport sia ormai un fenomeno globale", aggiunge Vegni. "Altre partenze dall'estero? Il ciclismo si muove ormai in questa direzione".

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