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23 agosto 2019

Vuelta 2019, statistiche e curiosità: 10 cose da sapere

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Sapevate che la maglia del leader in origine era arancione? Chi è stato il primo italiano a vincere la Vuelta? Sono tante le curiosità sulla storia del Giro di Spagna, che prenderà il via sabato con la cronometro a squadre di Torrevieja e si concluderà il 15 settembre a Madrid

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VUELTA: TAPPE, PERCORSO E ALTIMETRIA

Cuando el maillot de líder era naranja... correva l'anno 1935 e da quella prima edizione se ne vedranno letteralmente di tutti i colori. Le maglie, certo: arancioni, gialle, dorate e rosse; ma anche le magiche sfumature di una corsa che ha resistito alla dittatura del Caudillo Franco e che con il passare del tempo si è conquistata - un po' alla catalana, se non alla basca - la sua "autonomia" dagli ingombranti Giri d'Italia e Francia. Una storia che stuzzica quella della Vuelta a España, come delle tapas...

GUSTAAF I

Era arancione dunque la camiseta che il belga Antoine Dignef indossò quel 29 aprile del 1935 al termine della primissima tappa della Vuelta, una Madrid-Valladolid. Dignef, poi l'aragonese Antonio Escuriet e il 2 maggio eccola sulle spalle del fiammingo Gustaaf Deloor che conserverà la maglia fino al ritorno nella capitale spagnola. Con il vincitore tagliarono il traguardo altri 28 corridori, tanti furono i "superstiti" dei 50 che erano al via: tra loro il piemontese Edoardo Molinar, che si aggiudicherà la classifica degli scalatori.

PENNA BIANCA

La prima vittoria di un italiano nel 1937, quando Antonio Bertola fa sua la Alicante-Valencia. Alla fine il vicentino salirà pure sul podio madrileno, terzo dietro all'ingorda famiglia Deloor del solito Gustaaf, seguito a ruota dal fratello Alfons. Occorrerà attendere invece il 1956 per il trionfo di Angelo Conterno, torinese. "Penna Bianca" - com'era soprannominato - vestirà la maglia di leader alla seconda frazione e non la mollerà più fino a Madrid.

LOS ITALIANOS

Dopo un'astinenza lunga 12 anni - unica eccezione la piazza d'onore di Pasquale Fornara nel 1958 - il tricolore tornerà a sventolerà nel 1968 grazie all'impresa del compianto Felice Gimondi. Nel 1981 sarà il turno del veneto Giovanni Battaglin, quindi il lombardo Marco Giovannetti (1990), il siciliano Vincenzo Nibali (2010) e il sardo Fabio Aru (2015).

Vincenzo Nibali campione nel 2010: la Vuelta dello Squalo (foto Ansa)

ALE-JET

Nel romanzo degli italiani alla Vuelta spicca anche il nome del velocista spezzino Alessandro Petacchi, secondo in assoluto per tappe vinte (20) dietro al galiziano Delio Rodríguez (39, di cui 6 consecutive nel 1941).

IL CANNIBALE 2

Il record di frazioni in una singola edizione spetta però allo sprinter belga Freddy Maertens che, nel 1977, portò a casa 13 successi, oltre alla generale. In quegli anni la Vuelta si correva in primavera e Maertens - annoverato come un potenziale erede di Eddy Merckx - era reduce da un altro exploit, al Giro d'Italia, dove si era imposto in 7 tappe. Per un totale di 20 in appena un mese e mezzo.

OLÉ!

Ma i "padroni" del Giro di Spagna sono ovviamente gli iberici, campioni in 33 occasioni: Roberto Heras è il re della Vuelta con 4 affermazioni davanti al madrileno Alberto Contador e allo svizzero Tony Rominger (entrambi a 3). A 2 ci sono Christopher Froome, Alex Zulle, Bernard Hinault, Denis Menchov, Gustaaf Deloor, Julián Berrendero, José Manuel Fuente e Pedro Delgado.

Alberto Contador ha vinto 3 edizioni della Vuelta: nel 2008, 2012 e 2014 (foto Ansa)

VAMOS A MADRID

Non è stata sempre Madrid il teatro della passerella trionfale: Bilbao, ma anche San Sebastian, Gijon, Jerez de la Frontera, Dehesa de Campoamor (nei pressi di Alicante), Almussafes (Valencia), Santiago de Compostela hanno spezzato in diverse occasioni il "monopolio" dell'arrivo nella capitale.

LA SALIDA

E come il Giro d'Italia e il Tour de France anche la corsa spagnola si è "aperta" all'Europa: nel 1997 - in omaggio all'Expo - la Vuelta è salpata da Lisbona; nel 2009 si è spinta fuori dalla penisola iberica, partendo dal circuito di Assen, in Olanda; nel 2016 è stato il turno di Nimes, in Francia.

IL "MOSTRO"

Dalla salida alle salite, alcune tra le più temute: Bola del Mundo, Arcalís, Alto de Abantos, Lagos de Covadonga, ma soprattutto l'Alto de El Angliru, considerata la più dura d'Europa. Con la vetta ai 1.570 metri, lunga 13 chilometri e una pendenza (massima) del 24%. Sperimentata dagli organizzatori nel 1999 con l'ambizione di competere con "monumenti" del calibro di Mortirolo, Zoncolan e Alpe d'Huez.

STREGA COMANDA COLORE

Se parliamo di sperimentazioni... si corre il rischio di diventare "daltonici" a riepilogare la genesi cromatica delle maglie nella storia della Vuelta. Arancione all'inizio, per diventare giallognola, bianca, porpora, bianca con una striscia rossa, gialla "gualda" della bandiera di Spagna, oro, finalmente rojo dal 2009. Más vale tarde que nunca, meglio tardi che mai.

Il vincitore della Vuelta 2002 Roberto Heras indossa la "vecchia" maglia oro (foto Ansa)

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