Il Mondiale di ciclismo torna in Italia: a Imola dal 24 al 27 settembre

Ciclismo

Elisa Calcamuggi

Nel 1968 la vittoria di Adorni, ora una chance per gli azzurri. Sarà il tredicesimo Mondiale ospitato in Italia. L’ultimo a Firenze nel 2013: adesso tocca ad Imola, con l’autodromo Enzo e Dino Ferrari che sarà la “base” della manifestazione

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Dopo la rinuncia di Martigny a causa delle restrizioni Covid che vietano in Svizzera fino a fine settembre assembramenti oltre 1000 persone, diverse candidature sono arrivate alla Federazione Internazionale per ospitare i Mondiali di Ciclismo 2020.

Negli ultimi giorni il testa a testa si è ridotto a duello fra Francia e Italia con la prima che proponeva come sede l’Alta Saona (nella regione della Borgogna–Franca Contea) e la seconda Imola con l’autodromo al centro dell’evento.

 

L’Uci ha scelto l’Italia e lo ha fatto sia per la tradizione ciclista del nostro Paese si perché la situazione sanitaria francese preoccupa non poco mentre Imola e la Romagna garantiscono in questo momento una sicurezza ottimale oltre a un percorso duro come quello svizzero.

La “base” del Mondiale diventa l’autodromo, lo stesso che tornerà a ospitare la Formula Uno il 1 novembre dopo oltre 10 anni di assenza, sede di partenza e arrivo sia delle prove a cronometro sia delle gare in linea.

 

Qui è già tutto pronto con una sala stampa da 1000 posti, la possibilità di usare i box della Formula 1 per le varie nazionali (così da rimanere separati), le tribune che garantiscono la presenza di pubblico con il giusto distanziamento e le strutture alberghiere del territorio adatte a ospitare tutti i corridori. Tra le varie richieste l’Uci voleva fosse garantito un percorso in linea duro come quello svizzero. E così sarà: 259,2 km per gli uomini con un dislivello positivo di 5000 metri,  144km per le donne con un dislivello positivo di 2750 metri. 

 

Partenza e l’arrivo saranno nell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Il percorso si snoderà lungo la Romagna per poi tornare a Imola dove ci sarà il circuito finale lungo 28,8km da percorrere 9 volte per gli uomini e 5 volte per le donne, con due salite difficili ( 3km in totale con pendenza media del 10% e punte del 14%). A ogni giro si passa in pista come una monoposto di Formula Uno.

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Il programma, già ridotto a causa della pandemia, prevede solo 4 gare: 2 maschili e due femminili. Si inizia giovedì 24 settembre con le prove a cronometro, poi sabato 26 ci correrà la prova in linea femminile e domenica 27 quella maschile. E’ giusto ricordare che proprio Imola e la Romagna hanno ospitato quest’anno il primo evento ciclistico italiano che ha segnato la ripartenza vera dopo il lockdown: Warm up 2020. La manifestazione, svoltasi a metà luglio e dedicata al ciclismo giovanile, ha utilizzato l’autodromo come base . Gli organizzatori hanno messo in pratica con coraggio e efficienza tutte le regole dettate dal protocollo sanitario che la Federciclismo aveva studiato con il Governo dopo l’11 giugno, ora si tratta solo di ripartire.

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