Il Giro d’Italia perde una figura storica: è morto a 89 anni il terzo patron del Giro dopo Armando Cougnet (che lanciò la corsa nel 1909) e Vincenzo Torriani. Già suo collaboratore, Carmine Castellano dal 1993 al 2005 è stato poi direttore unico della corsa rosa
Gli appassionati di ciclismo lo ricordano uscire fuori dal tettuccio dell’ammiraglia, in giacca e cravatta, sempre sorridente. È morto a 89 anni Carmine Castellano, storico patron del Giro d’Italia, capace di scoprire delle montagne che ancora oggi contraddistinguono la corsa. Dal passo del Mortirolo, la salita valtellinese ‘lanciata’ nel 1990 diventata subito celebre per l’impresa di Marco Pantani nel 1994, al Colle delle Finestre (nel 2005).celebre per lo sterrato. Per non dimenticare il Monte Zoncolan in Friuli, con le sue pendenze durissime, che definì "la salita più dura d'Europa".
Nato il 7 marzo 1937 a Sant’Agnello di Sorrento, avvocato e appassionato di ciclismo, aveva organizzato da presidente del Velo Sport Sant’Agnello un campionato nazionale dilettanti e, per questa sua esperienza, nel 1974 fu chiamato alla responsabilità tecnica del comitato di tappa dell’ottava frazione del Giro d’Italia (Potenza-Sorrento). È lì che conosce Vincenzo Torriani e diventa suo collaboratore per le tappe del Sud. Da lì allo sbarco a Milano ai decenni dell’era storica del ciclismo italiano. Dal 1993 al 2005 è stato patron unico della corsa Rosa.