Consigli per l'asta del fantacalcio: idee e regole d'oro

Fantacalcio

Quello che per molti “è solo un gioco”, per tanti è un mettersi alla prova, è voglia di far vedere che noi “ne capiamo di pallone”, è competizione e soprattutto è un qualcosa che ci accompagnerà per tanti mesi e che, in molti casi, influirà sul nostro umore; almeno quello che avremo il lunedì. Il fantacalcio è tutto questo e forse più. Meglio arrivare all’asta belli preparati. Ecco un piccolo vademecum per non passare un anno terribile

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Diciamoci la verità: per il 'fanta' siamo arrivati a tifare contro la nostra squadra del cuore. Abbiamo sperato che un paio di giocatori di squadre che ‘non ci stanno proprio simpatiche’ timbrassero una doppietta. C’è chi addirittura ha smesso di giocare solo per poter ‘tornare a tifare normalmente’. Qualcuno scuoterà la testa ma un sorrisino ‘di verità’ nel leggere tutto questo scappa sempre. Ogni anno siamo punto e capo. Tutto inizia con l’asta: ci si trova dal solito amico, si prepara la solita lista, si fanno le solite previsioni. Un rituale abbraccia milioni di italiani. Poi però il romanticismo lascia il posto alla competizione vera e propria. Si deve vincere e il primo passo è arrivare pronti in tutto e per tutto al primo appuntameto: l'asta. Quali regole però vanno seguite per riuscire a tornare a casa (solitamente molto tardi) felici e soddisfatti? Non parliamo solo di prendere questo o quell’altro giocatore ma di strategie e attitudini. Pronti per scoprire le nostre regole d’oro? Partiamo

PRIMA REGOLA: ESSERE INFORMATI

In ogni ambito lavorativo o ludico l’importanza dell’informazione è primaria. E’ la regola più importante. In un gioco (o mondo) ad asimmetria informativa, conoscere gusti, preferenze e strategie vi fa ottenere un vantaggio incommensurabile. Spesso le leghe private tra amici esistono da tanto tempo e quindi avete abbastanza informazioni sulle preferenze dei vostri rivali. Basta prendere le rose delle passate edizioni per accorgersi di certe inclinazioni. C’è quello che prende molti giocatori della sua squadra del cuore perché non vuole tifare ‘contro’. C’è chi da anni prende 3 portieri medio-forti perché non vuole spendere troppo per la porta. C’è quello fissato con i rigoristi e chi prende sempre (ma proprio sempre) il capocannoniere della passata edizione. Conoscere bene le preferenze fantacalcistiche dei vostri rivali vi aiuterà a elaborare una strategia che tenga conto anche dei ‘problemi’ che possono sorgere durante l’asta. Ci sono davvero infiniti modi per ottenere informazioni. Sfruttatele a pieno e non sottovalutate quel che la gente vi dirà ad asta finita o durante la stagione. Sono sempre informazioni utili per l’anno prossimo

SECONDA REGOLA: AVERE SEMPRE IL PIANO B

Chi da anni fa il fantacalcio sa bene che non tutto va secondo i piani. Avete studiato il budget per avere quel giocatore, sapete che andrà via a tantissimo. Nei vostri calcoli avete anche aggiunto qualche credito extra da investire e poi….puff. Arriva un vostro amico che offre uno sproposito e vi salta tutto. Nel preparare lista, divisione budget e obiettivi, dovete avere sempre un piano B. Sempre (ma anche un piano C). Ciò non significa "se non prendo Lukaku allora mi butto su Belotti" ma vuol dire essere pronti a ribaltare la vostra squadra. Ad esempio non più una rosa iperoffensiva ma equilibrata oppure bilanciata ma con un occhio alla difesa perché magari giocate col modificatore. Insomma, l’errore che spesso si fa è quello di avere un’impostazione di base ("voglio 3 attaccanti top e tutti gli altri a 1") e seguire solo quella mettendo giù 5 o 6 nomi di attaccanti top che dobbiamo per forza avere. Molti fantallenatori non riescono a cambiare piano in corsa. Quando si accorgono che quel che avevano previsto non si verifica, ‘impazziscono’ e comprano a caso. Obiezione: ma come faccio a cambiare strategia se ho già acquistato un po’ di gente?Guardando le rose degli anni passati scoprirete che le varie tipologie di squadre (bilanciata, offensiva, con centrocampo di qualità etc) hanno dei punti in comune ovvero tipologie di giocatori che vanno bene per ogni stagione. Iniziate a prendere quelli, il resto di vedrà. E se non dovesse andare secondo il piano originale ne avremmo sempre uno (ma anche due) di riserva

TERZA REGOLA: MAI SCOMMETTERE TROPPO

Ipotizzando una lega fantacalcistica nella quale ogni anno si riparte da zero con tutti i giocatori da prendere all’asta, c’è sempre quello che alla fine si ritrova con 4 o 5 potenziali crack in squadra. Gente che potrà sorprendere, portare bonus in abbondanza, il tutto per un prezzo d’acquisto irrisorio. Spesso però questi crack sono o in attacco o a centrocampo. Prenderne 5 significa potenzialmente avere 5 giocatori che per un periodo più o meno lungo saranno in ballottaggio, giocheranno a singhiozzo e spesso entreranno a gara in corso. Poi succede che un nostro attaccante è infortunato, un altro squalificato e ci ritroviamo a dover giocare con il 5-4-1 col rischio che anche la settimana dopo vada nello stesso modo. Se controllate i dati stagionali scoprirete che di vere sorprese ce ne sono poche: gente che 'dal nulla' è subito in campo e non perde il posto, attaccanti che non hanno a disposizione solo 5 partite nel girone d’andata per mettersi in mostra e via dicendo. Trovare la pentola d’oro ai piedi dell’arcobaleno è il sogno di tutti ed è utile per fare una super stagione al fanta ma prenderne troppi che potenzialmente, un domani, forse, se le cose dovessero incastrarsi, ecco che allora potrebbero far bene…. non è troppo consigliabile. Il che ci porta alla regola successiva.

QUARTA REGOLA: LA TITOLARITA'

Ogni anno lo dite: ‘Quest’anno non mi faccio fregare. Prendo tutti titolari’. Poi tornate a casa (come al solito tardissimo dopo l’asta) e vi rendete conto che alla prima di campionato del vostro fanta rischiate di giocare in 10. E’ chiaro che è impossibile avere la palla di vetro e sapere chi farà 32 partite da titolare in un anno ma non è neppure impossibile capire chi sarà in ballottaggio e chi non ha di certo il posto fisso. Le ultime amichevoli contano relativamente. Meglio cercare di capire l’inclinazione dei vari allenatori. Si può cercare di capire ad esempio quante volte cambiano la difesa titolare (escludendo i cambi obbligati per infortuni o squalifiche) o se c’è qualcuno che non è fissato con un solo sistema di gioco. Vi sarete ad esempio accorti che nei 3-5-2 gli esterni cambiano raramente. Titolarità vuol dire anche azzeccare le coppie, ricordando che spesso non si ‘accoppia il voto’. L’importante però è non vanificare certe prestazioni con una giornata nella quale avete giocato in 10 magari arrabbiandovi perché “settimana scorsa vi sono entrati tutti i panchinari”. Scrivetevelo da qualche parte: titolari, titolari, titolari

QUINTA REGOLA: STUDIARE MA NON TROPPO

Qui parliamo di nomi, di obiettivi, di ruoli e di crediti. Ogni anno ha le sue sorprese ma anche le sue delusioni. Gente accreditata di gol, assist e pioggia di bonus si inceppa mentre che è stato sottovalutato si rende protagonista di un’annata ottima. C’è chi resta sulla falsa riga dell’anno prima e chi no. In molti studiano numeri e statistiche: gol, presenze da titolare, assist e quant’altro. Un’analisi approfondita va più che bene ma non è sempre un’analisi certa. Parliamo di difensori: chi fa 5 o 6 gol non è detto che conceda il bis: Acerbi, Glik, de Vrij sono gli esempi più lampanti degli ultimi anni e quanti di voi hanno speso un sacco di soldi solo perché l’anno prima erano stati così prolifici? Immaginiamo che siano tanti. Qualche centrocampista che ha avuto un exploit non indifferente verrà studiato dagli allenatori avversari con più cura onde evitare altre spiacevoli sorprese. Poi chiaramente ci sono quelli che garantiscono un discreto bottino in ogni stagione ma anche qui…nulla di scientifico. Non basatevi solo ed esclusivamente sulla passata stagione. Esistono i grandi ritorni ma anche delle annate che sono un unicum e che non trovano replica nei campionati successivi. La storia ne è piena.

SESTA (E ULTIMA) REGOLA: DU GUST IS NOT MEGL CHE UAN

L’asta è un qualcosa da fare tra amici e non con gli amici: capita sempre più spesso che ci sia gente che decide di unire le forze e le relative competenze. Le co-proprietà al fantacalcio non sono un male, ben vengano ma a un patto: solo uno dei due deve andare all’asta. Dal momento che, come detto, non tutto va sempre come desiderato, avere due teste per impostare un’unica rosa può essere controproducente. Si tende spesso ad avere piani B differenti e il tempo scorre…abbiamo perso Lukaku che era un nostro obiettivo e ora che facciamo? Rilanciamo per Milik? Uno dice sì ma l’altro pensa che non giocherà tantissime partite. E così anche Milik sfugge di mano e i due amici devono stabilire di chi sia la colpa. Ci sono troppe variabili che potrebbero portare ad avere differenti punti di vista e se ci sono delle differenze di vedute, uno dei due rimarrà deluso dall’andamento dell’asta e vorrà avere ‘parola e meriti’. Situazione che non promette nulla di buono. Pianificate le strategie, studiate, condividete informazioni ma poi, all’asta, ci deve andare un solo elemento della squadra.

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