Ferrari già in Cina. Montezemolo: "Fiducia per la vittoria"

Formula 1
La Ferrari pensa già al Gp di Cina, in programma domenica (Getty)
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Il team è pronto per il Gran Premio in programma domenica a Shanghai. Domenicali e soci invece rientrano alla base per capire i guai della F150° Italia. Il presidente: "Non possiamo aspettarci troppo nella prossima gara" L'ALBUM

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La Ferrari e' arrivata a Shanghai, dove domenica si disputa il Gp di Cina, in anticipo rispetto a tutto il materiale usato fino a ieri in pista in Malesia. La scuderia di Maranello fa il punto cosi' dopo i primi due gp della stagione all'indomani della prova di Sepang, per raccontare che "c'e' qualcuno che, invece, ha preso la via del ritorno in Italia gia' ieri notte. Domenicali, Costa e Fry sono infatti attesi a Maranello dove seguiranno piu' da vicino il programma di sviluppo della monoposto. Priorita' numero uno resta, naturalmente, l'investigazione sull'aerodinamica e sulla definizione dei motivi per cui la prestazione data dalla macchina in pista non corrisponde ai numeri che si leggono in galleria del vento".

Non si aspetta molto Luca Cordero di Montezemolo nell'immediato futuro della Ferrari in F.1 perche' "Questo e' uno sport dove non ci si puo' allenare e per le modifiche dobbiamo aspettare di essere in Cina". Lo ha detto alla presentazione della "Grande Storia Ferrari". "Io spero nel miglioramento in qualifica e di essere competitivo in gara ma non si vedranno di certo rivoluzioni in una settimana", ha continuato Montezemolo, che pero' ha sottolineato di avere "una straordinaria fiducia nei tecnici e nei meccanici di Maranello. So che lavoreranno forte per l'obiettivo della vittoria".

Maranello non archivia la tappa malese, proprio pensando alla Cina, gara cui la Ferrari e i suoi piloti si trovano gia' a dover inseguire in entrambi i campionati. Il bottino di punti, 18, raccolto a Sepang e' stato uguale a quello di Melbourne e cosi' la squadra si ritrova con esattamente la meta' dei punti della Red Bull mentre Alonso e Massa sono rispettivamente al quinto e al sesto posto, con un ritardo di 30 e 34 lunghezze dal leader Vettel.

Il verdetto del Gp malese ha confermato quanto si era visto in Australia: in qualifica la 150 Italia non e' in grado di lottare per le prime due file, avendo almeno due macchine nettamente piu' veloci di lei, in gara soltanto una delle Red Bull, quella di Vettel, rimane fuori portata. Si capisce quindi perche' ieri sera sia Stefano Domenicali che Pat Fry non potessero essere contenti di questi 18 punti che non rispecchiano il potenziale espresso in gara. Ci sono stati due episodi che hanno pesato in maniera decisiva sulla gara dei ferraristi. Il guasto che ha fatto diventare da mobile ad immobile l'ala posteriore della vettura numero 5 ha impedito ad Alonso di superare con facilita' Hamilton quando si e' ritrovato alle spalle del pilota inglese: Fernando si e' quindi dovuto assumere dei rischi in fase di sorpasso e si e' arrivati cosi' al contatto che gli e' costato, al giro 46, il podio.

"Un vero peccato", dice la Ferrari, perche' il ritmo dello spagnolo e' stato costantemente fra i migliori. Anche Massa e' stato molto competitivo ma un problema nella sostituzione dell'anteriore sinistra in occasione del primo pit-stop gli ha fatto perdere secondi e posizioni preziosi, impedendogli probabilmente di lottare per le prime piazze fino all'ultimo.

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