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26 ottobre 2016

GP del Messico: quella prima volta della Honda

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Un viaggio nel tempo per ricordare la prima vittoria della Honda in Formula 1, non solo come motorista ma come vero e proprio costruttore. A Città del Messico nel 1965 una monoposto avanzatissima, figlia delle conoscenze motociclistiche, sbalordiva il mondo delle corse. 

Il quinto posto di Fernando Alonso al Cota di Austin, conquistato dall’Asturiano con una ferocia e una voglia di combattere incredibile, è emblematica degli sforzi che Honda e McLaren stanno compiendo per tornare stabilmente tra i grandi della Formula 1.

Il dominio - Se si pensa al colosso di Tokio in F1, la memoria corre inevitabilmente alle McLaren di Alain Prost e Ayrton Senna. Il binomio telaio made in Woking e propulsore giapponese ha dominato infatti la scena in modo assoluto conquistando 4 mondiali piloti ed altrettanti costruttori tra il 1988 ed il 1992. Un quinquennio che ha fatto entrare di diritto McLaren ed Honda nella leggenda della Formula 1.
Certo, il colosso di Tokio aveva già raggiunto il successo in partnership con Williams e non bisogna dimenticare l’avventura in coppia con la British American Racing (BAR) alla fine degli anni ’90 e poi in solitaria nel triennio 2006-2008. Ma la McLaren-Honda, quella con le monoposto bianco-rosse sponsorizzate Marlboro, è stata tutta un’altra cosa. E’ nei ricordi di tutti e nel cuore di molti.

Non solo motori - Honda in Formula 1 ha debuttato nella prima metà degli anni ’60 come costruttore con telaio, propulsore, sospensioni, progettati in casa. Tra il ’64 ed il ’68 le bianche monoposto nipponiche beneficiano appieno delle straordinarie competenze acquisite nel settore delle corse motociclistiche. La RA272 del 1965 ne è un chiaro esempio. La monoposto è spinta da un motore V12 a 60° di 1.5 litri disposto trasversalmente (caso unico!), un’unità estremamente compatta grazie alla ricerca spasmodica della miniaturizzazione delle componenti.  La distribuzione presenta un doppio albero a camme per bancata con 4 valvole per cilindro comandate da una cascata di ingranaggi centrale. Il cambio è trasversale e come gli altri componenti meccanici tradisce la chiara derivazione motociclistica. Le prestazioni sviluppate dal propulsore sono al top, con oltre 220 cv a 12mila giri, valori record per le F1 dell’epoca. Insomma una macchina fantastica almeno sul piano squisitamente ingegneristico.

La prima volta per tutti – Al secondo anno di corse Richie Ginther con la RA272 riesce finalmente a mettersi tutti alle spalle. E’ una giornata storica perché è un insieme irripetibile di prime volte. E’ la prima vittoria per il pilota americano, la prima per la Honda in Formula1, la prima per un costruttore non europeo, la prima per la Good Year. Era il GP del Messico del 1965.