La storia del GP d'Australia: Eddie Irvine a Melbourne

Formula 1

Simone De Luca

“Non chiamarmi Edmund, solo mia madre mi chiama così!” Breve storia, dentro e fuori dalle piste, di Edmund, “Eddie” Irvine Jr. Nel 1999 il campionato si apre in Australia. I due favoriti per la lotta al titolo sono Hakkinen, campione in carica, e Schumacher alla caccia del primo mondiale con la rossa. Ed invece la prima gara della stagione va ad un veloce, talentuoso playboy dell’Irlanda del Nord: Eddie Irvine

Il GP di Australia, apertura del mondiale di Formula 1 2018, è in diretta esclusiva su SkySportF1 (canale 207). Qualifiche sabato 24 dalle 7.00 (pre dalle 6.00) e gara domenica dalle 7.10 (pre dalle 5.25)

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1999 - Australia

Melbourne, Australia, 7 marzo 1999. La Formula 1 è pronta a riavviare i motori dopo che l’anno prima Michael Schumacher è andato vicinissimo a conquistare il primo titolo in rosso e Mika Hakkinen ha vinto il suo primo mondiale. Il finlandese parte in pole position, Schumacher è terzo ma le gare dei due favoriti per la lotta al titolo sono rovinate da problemi su problemi: le due McLaren, che si avviavano a dominare, si ritirano per guasti elettronici. Schumi, invece, annoterà questo GP come uno dei più sfortunati della propria carriera: noie al cambio già dal giro di ricognizione che vuol dire partenza dal fondo della griglia, la rimonta poi una gomma tagliata e un’ala rotta che portano ad una sosta non necessaria. Ma non è finita: un problema al volante lo costringe ad un’altra fermata per sostituirlo, finirà ultimo e doppiato. Sul podio, per la prima vittoria in carriera dopo 82 partenze.
Semplicemente Eddie per tutti, tranne che per sua mamma che lo continua a chiamare con il nome intero ancora oggi, Edmund Irvine Jr.

1993 - Giappone

Ironia della sorte quella vittoria, su Ferrari, sembra quasi un presagio della sua stagione che lo porterà, dopo l’incidente del suo compagno Michael a Silverstone, ad essere il numero uno in squadra e a lottare per il mondiale fino all’ultima gara.

Talentuoso, velocissimo, guascone e con un carattere decisamente spiccato, playboy, amante delle feste e dell’alcool il nordirlandese esordisce in Formula 1 con la Jordan nel GP del Giappone 1993, penultima gara della stagione.

E subito si fa notare: va a punti, quando a punti ci andavano in sei, e in una fase di gara concitata si sdoppia da Ayrton Senna, l’Ayrton Senna tre volte campione del mondo, il mostro sacro alla guida della McLaren, passandogli un po’ troppo vicino. Manovra quantomeno inusuale, irrispettosa e anche non necessaria. Il brasiliano, infuriato è dir poco, va a risolvere la questione alla vecchia maniera: dopo la gara, entra nel garage della Jordan per un “civile confronto”. Eddie serafico gli spiega che “passare a un millimetro da un avversario è lo stesso che passargli ad un miglio.” in fondo non si sono mica centrati. Ayrton non la prende benissimo, la battuta, ma in compenso prende bene lui con un pugno. Tre gare di sospensione con la condizionale per Senna, un inizio leggendario di carriera per Irvine. Anche meglio del punto segnato. 

1996 - Ferrari

Alla Jordan resterà fino al 1995 con un solo podio, proprio nell’ultimo anno, in Canada. 

Nel frattempo fuori dal circuito la sua vita corre ancora più velocemente che in pista: feste, donne, qualche bevuta, perché se sei nato in Irlanda la terra del whiskey e della birra da bere te lo danno nella culla, e frasi memorabili da annotare nei taccuini dei giornalisti.

Vita che non cambia di un millimetro nemmeno con il suo passaggio in Ferrari nel 1996, anzi: del nostro paese, oltre alla cucina e al buon vino, comincia ad apprezzare le donne. Dirà: “vivere così mi ha portato dove sono, se diventassi più serio mi deprimerei.”

1999 - Giappone

A detta sua solo tre cose lo spaventano: i dermatteri, quei piccoli insetti chiamati “forbicine”, i serpenti e il matrimonio. Ma il matrimonio o le relazioni durature sono una storia a parte.

Ed infatti non lo spaventa certo convivere con un due volte campione del mondo come Michael Schumacher: pronti, via in Australia nelle prime qualifiche dell’anno in rosso Irvine è terzo dietro le Williams e Schumacher quarto a due decimi dal compagno di squadra. In gara arriva anche il primo podio in Ferrari staccato però di oltre un minuto dal vincitore Damon Hill.

Con la rossa coglierà le 4 vittorie della sua carriera, tutte nel 1999 e 23 dei 26 podi totali.

Nel 1999, si diceva, lotterà fino all’ultima gara per il titolo perdendolo per appena due punti. A fine stagione lascerà Maranello per andare in Jaguar. “È il momento giusto per farlo - dirà - non vedevo l’ora di lasciare la Ferrari, sono davvero fortunato. Non avrei sopportato un’altra stagione come compagno di Michael Schumacher perché lui è davvero troppo bravo. Ti spezza la schiena, tentare di tenere il suo ritmo ti svuota di ogni energia”.

MONZA - 2002

A fine anno il ritiro, almeno quello dalle corse. Quello da feste, serate in compagnia e drink ancora non è stato annunciato e, a giudicare dallo stato di forma di questo splendido 52enne, non sembra per nulla imminente.

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