Formula 1 2018, monoposto sempre più veloci

Formula 1

Paolo Filisetti

Anche dopo il primo GP della stagione a Melbourne non possiamo certificare con sicurezza assoluta le reali forze in campo in quanto la stagione sarà lunghissima e le monoposto devono ancora raggiungere il loro pieno sviluppo. Per contro, è emerso in modo netto e inconfutabile, l’incremento prestazionale delle attuali monoposto rispetto a quelle del 2017

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Siamo alla seconda stagione con le monoposto “larghe” in termini di carreggiata e sezione dei pneumatici. La sostanziale stabilità regolamentare, abbinata ai dati raccolti nella precedente stagione, ha permesso ai team di estremizzare alcuni concetti aerodinamici espressi nel 2017, incrementando in modo sostanziale il carico generato dalle monoposto.

Si tratta ovviamente di un carico aerodinamico generato in gran parte, per circa il 60-65% dal fondo vettura, e il residuo 35% dalle ali.  L’aumento del carico, quest’anno ha coinciso con la contestuale adozione di un range di mescole dei pneumatici Pirelli, più morbide di uno step, a parità di tipo di mescola rispetto al 2017, e all’introduzione delle Hyper Soft, di fatto di due step più morbide delle Supersoft 2017.

La somma data dall’incremento del grip meccanico garantito dalle nuove mescole, e dal maggiore carico verticale generato dalle nuove monoposto ha consentito l’abbassamento dei tempi sul giro di oltre 2 secondi a cui si è assistito a Barcellona nei test invernali. Nello specifico sul tracciato catalano, la riasfaltatura totale ha sicuramente contribuito per un valore prossimo ai quattro decimi, ma quanto emerso, anche epurato di tale dato resta in ogni caso un incremento prestazionale sostanziale. Questo, verosimilmente, è maggiormente concentrato in curva, dove il maggiore grip meccanico ed aerodinamico indotto, consente velocità di percorrenza che, in alcuni casi, dovrebbero essere superiori al 2017 di circa 15-20 km/h. Da non sottovalutare, anche la riduzione degli spazi di frenata, per gli stessi fattori di grip e carico generato citati in precedenza. In virtù di questo, gli impianti frenanti, quest’anno saranno sottoposti a sollecitazioni decisamente superiori rispetto alla scorsa stagione.

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