Formula 1, GP Monaco. La pole non è tutto tra le strade di Montecarlo

Formula 1

Michele Merlino

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Alla vigilia della sesta gara della stagione ripercorriamo la storia del Gran Premio di Monaco attraverso i numeri, le grandi rimonte, i sorpassi decisivi, le incredibili sorprese di un GP unico nel suo genere. Il GP di Monaco è in diretta esclusiva su SkySportF1HD con la gara domenica alle 15.10 - pre dalle 13.30 (canale 207)

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GLI ORARI DELLE REPLICHE

Sicuri che la pole a Monaco sia davvero tutto?

La pole position a Monte-Carlo è sicuramente importantissima vista la conformazione del circuito, ma negli ultimi 10 anni il vincitore è partito dalla prima casella solo 6 volte e mai negli ultimi 3 GP. La sequenza più lunga di vittorie non dalla pole a Monaco è di 5 edizioni (1999-2003).  

Continuando con le statistiche griglia-vittoria, dal 1986 in poi, chi ha vinto è sempre partito dalle prime tre file se escludiamo l’incredibile GP del 1996. Quell’anno successe di tutto, con Damon Hill dominatore della corsa prima di rompere e lasciare la vittoria a Panis, 14° in griglia.
Altra statistica interessante è quella del rapporto pole position-leadership al termine del primo giro, negli ultimi 15 anni infatti il poleman è sempre transitato al comando alla fine del primo giro. L’ultimo a perdere il primo posto nella tornata iniziale fu Montoya nel 2002, beffato da Coulthard che poi andò a vincere.

Le grandi sorprese nel Principato

Negli ultimi trent’anni tante sorprese tra le 19 curve del leggendario circuito di Monte-Carlo. 
Nel 2004, per esempio, il contatto Schumacher-Montoya regala a Trulli la prima (ed unica) vittoria della sua carriera. Fino a quel momento la Ferrari aveva vinto tutte le gare della stagione.

Andando indietro di 22 anni, nel 1996, con la pista umida sbattono in tanti: Panis vince il suo unico GP. Damon Hill, in testa con mezzo minuto di vantaggio, rompe il motore. Anche in questo caso, fino a quel momento la Williams aveva vinto tutte le gare dell’anno. 
Nel 1993 Prost, in testa, viene penalizzato per partenza anticipata lasciando il primo posto a Schumacher, che rompe verso la metà gara. Nel 1992 Mansell rimane in testa per 70 giri, ma al rientro in pista dopo un pit-stop esce appena dietro a Senna, senza riuscire a passarlo. “Magic” vince il suo 6° GP di Monaco, il quinto di fila. Fino a quel momento Mansell aveva vinto tutte le gare. 
Nell’88 Senna è in vantaggio di una cinquantina di secondi su Prost, ma sbatte al Portier (in qualifica aveva inflitto 1"4 al compagno di team).

Pochi sorpassi, ma veri e sofferti

La gara di Montecarlo ha sempre riservato parecchi colpi di scena e anche grandi rimonte, rese incredibili dalla particolare conformazione del circuito e dalla difficoltà dei sorpassi, sempre pochi, addirittura assenti nel 2003. 

Anno Sorpassi
2017 3
2016 15
2015 13
2014 7
2013 16
2012 9
2011 16
2010 4
2009 4
2008 21
2007 2

L’autore della rimonta migliore nel Principato è Fernando Alonso che nel 2010 risalì dalla 24esima posizione in griglia alla sesta all’arrivo (+18), eguagliando l’impresa di Eric Bernard del 1990 (stesse posizioni di partenza-arrivo). Nel 2006 Michael Schumacher rimontò dalla 22esima alla quinta (+17).

Poca pioggia, tanta Safety

Negli ultimi 20 anni gara bagnata per 2 sole volte nel 2008 e nel 2016 ed entrambe le volte fu Hamilton a festeggiare a fine corsa. Nel 2008 vinse nonostante un contatto con le barriere e foratura nelle prime fasi e otto anni dopo arrivò primo grazie all'errore ai box della Red Bull. Ci fu anche qualche goccia di pioggia nel 2012, ma nessuno cambiò le gomme. 

Se c’è stata poca pioggia non si può dire lo stesso della Safety Car, onnipresente: negli ultimi 14 anni tranne che nel 2007 e 2009 (quindi, sempre nelle ultime 8 edizioni).

Riviviamo gli ultimi quattro anni

2017: Pole a Raikkonen per meno di un decimo su Vettel, ma in gara la Ferrari riserva la strategia migliore a quest’ultimo: Kimi si ferma per primo, Seb effettua dei giri veloci e si porta in testa, andando a vincere davanti all’adombrato finlandese. Dietro a loro, il terzo gradino del podio si decide analogamente: Bottas e Verstappen sono i primi a fermarsi, e vengono sopravanzati da Ricciardo. Weekend da dimenticare per Hamilton: Vandoorne sbatte mentre l'inglese sta effettuando il suo run in Q2 ed è solo 13° in griglia. Rimedia un 7° posto in gara. Grande assente Alonso: partecipa alla 500 miglia di Indianapolis. 

2016: Ricciardo perde la gara per colpa di una scelta del suo team: nel momento -decisivo- di passare dalle gomme intermedie a quelle da asciutto, non trova nessuno ad aspettarlo ai box. Ricciardo perde una decina di secondi prima che si trovino le sue gomme ed Hamilton va a vincere. Lewis pochi giri prima si era reso protagonista di una decisione rischiosa: evitare il passaggio da gomme wet ad intermedie, per colmare il gap che lo separava da Ricciardo. Mossa vincente. Rosberg, tre volte vincitore a Monaco, secondo in griglia e dopo il via, subisce l'umiliazione di dover dare strada al compagno di team su ordine del muretto poiché è troppo lento nei primi giri sotto l'acqua. 

2015: Tutto sotto controllo per Hamilton: in testa dalla pole fino al momento dell'intervento della Safety Car, al 64° giro. Lewis ha solamente 19 secondi di vantaggio su Rosberg, tempo non sufficiente per effettuare un cambio gomme ed uscire in testa, ma il team ugualmente opta per questa scelta. Hamilton rientra in pista terzo, dietro a Nico e Vettel e, nei pochi giri a disposizione prima della bandiera a scacchi, non può nulla, nonostante le sue nuove gomme morbide. 

2014: Un improbabile, poco credibile, errore di Rosberg in qualifica al Mirabeau condiziona la gara. Il tedesco della Mercedes è in pole-position provvisoria ma commette un errore mentre il suo compagno di squadra Hamilton si sta migliorando: Rosberg quindi blocca le ruote e, pasticciando con lo sterzo, finisce nella via di fuga al Mirabeau, cercando poi di manovrare per tornare in pista. Le bandiere gialle conseguenti impediscono a tutti i suoi rivali di migliorare, garantendogli la pole e, il giorno dopo, la vittoria. Hamilton è furioso ed il rapporto tra i due si deteriora al punto che Lewis evita deliberatamente Nico. (I commissari decretano che, a differenza di quanto fece Schumacher alla Rascasse nel 2006, l'errore non è intenzionale e non intervengono). 

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