Formula 1, la storia del GP di Canada e sul circuito di Montreal: Ricciardo 2014

Formula 1

Andrea Sillitti

Cinque anni fa in Canada il primo successo in Formula 1 di Daniel Ricciardo, che interruppe il dominio Mercedes. Quasi impossibile che l’australiano possa ripetere l’impresa quest’anno, dopo la scelta (per ora fallimentare) di abbandonare la Red Bull per la Renault

GP CANADA, LA GARA LIVE

Non è la prima volta che si arriva in Canada dopo 6 vittorie Mercedes in avvio di stagione. E’ successo già nel 2014, primo anno dell’era ibrida dominato dalle frecce d’argento. Anche allora nel 6-0 ci furono 5 doppiette: a interrompere la striscia non ci pensò la Ferrari né il campione del mondo in carica Vettel su Red Bull, ma a sorpresa, il suo compagno di squadra Daniel Ricciardo.

La sorpresa

L’australiano è al primo anno in Red Bull, un mese prima in Spagna ha conquistato il primo podio della carriera per poi ripetersi a Montecarlo. E’ “caldo” ma in qualifica è solo sesto, la prima fila – guarda un po’ – è tutta Mercedes con Rosberg davanti a Hamilton. E l’inizio della gara rispetta il solito copione, con i due compagni-rivali in fuga e con Nico che deve ripetutamente difendersi da Lewis. Poi però l’inglese deve ritirarsi per problemi ai freni, problemi che colpiscono anche Rosberg, costretto a rallentare: improvvisamente la gara si riapre, c’è la grande chance per gli altri. Tornano in gioco le due Force India di Perez e Hulkenberg, le due Red Bull e Massa con la Williams. Ricciardo è scatenato: a 5 giri dal termine passa Perez con una gran manovra all’esterno ed è secondo, a -2 passa Rosberg e per la prima volta in carriera va in testa a un GP. Il successivo incidente tra Massa e Perez fa terminare la gara in regime di Safety Car e così, in modo sorprendente e inusuale Ricciardo, alla 50° gara in carriera, diventa il 150° pilota nella storia della F1 a conquistare un GP.

Mosse giuste e sbagliate

Quello in Canada non è un successo isolato perché ne arriveranno altri 2 in stagione, in Ungheria e Belgio: l’australiano è l’unico non Mercedes a vincere nel 2014, l’anno della sua consacrazione: chiude terzo nel mondiale, batte stabilmente il compagno 4 volte campione del mondo Vettel e si fa conoscere per la “mossa Ricciardo”: finta di attaccare da una parte e sorpasso improvviso dall’altra grazie a una staccata impressionante. Nelle stagioni successive, nonostante una macchina in grado di puntare alla vittoria solo su alcune piste, arrivano altri 4 successi, l’ultimo un anno fa a Montecarlo. Poi però la scelta di separarsi da Red Bull, che punta tutto su Verstappen, e di accasarsi in Renault. Finora con scarsi risultati: la casa francese ambiva ad avvicinare i top team ma per ora in classifica costruttori precede solo Williams e Alfa. Dopo aver faticato nei primi GP Daniel nel suo piccolo sta comunque facendo la differenza: a Montecarlo è stato il primo dietro ai top team in qualifica prima che la strategia gli rovinasse in parte la gara.

Renault all'italiana

In questi giorni non si parla certo di Renault per i risultati sportivi ma per il progetto di fusione con FCA. Potrà avere riflessi in F1? Presto per dirlo, certo è che Ricciardo potrebbe essere il perfetto testimonial dell’operazione tra i due grandi marchi, lui che è stato vicino alla Ferrari in passato, lui che rivendica sempre simpaticamente le sue origini italiane nelle interviste. Per il momento la macchina poco competitiva e la prospettiva di duellare con Magnussen invece che con Hamilton non gli hanno fatto perdere la proverbiale allegria, la voglia di ridere e scherzare sempre. Ma il Ricciardo depotenziato mette comunque un po' di tristezza. 

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